Asia centrale, storico summit per chiudere le contese di confine
Il 31 marzo si è svolto un vertice storico in Asia Centrale. Con i festeggiamenti ancora in corso per la celebrazione del Navruz, i presidenti di Tagikistan, Kirghizistan e Uzbekistan si sono incontrati per siglare un accordo cruciale. Si tratta infatti del documento che chiude una questione territoriale durata per 23 anni, un lungo periodo di contrasti e di trattative sui confini che passano fra questi Stati.
Al primo summit trilaterale hanno partecipato Shavkat Mirziyoyev, presidente dell’Uzbekistan, quello del Kirghizistan Sadyr Japarov e Emomali Rahmon del Tagikistan. Questi ultimi due hanno firmato un accordo che regola le rispettive frontiere e mette fine a una vicenda che ha visto coinvolti i militari e spesso anche i civili, come negli scontri del 2021. Dopo la disgregazione dell’Unione Sovietica erano infatti diventati oggetto di contesa una settantina di tratti di confine, che oggi vengono finalmente regolamentati e delimitati.
Il comunicato finale dice che l’accordo fra Kirghizistan e Tagikistan e tutta l’intesa trilaterale aiuteranno ad assicurare gli obiettivi della stabilità dello sviluppo sostenibile, incrementando l’autorità internazionale dell’intera regione. Gli analisti la definiscono vera e propria svolta per l’Asia Centrale, perché tale intesa non solto toglie l’annoso rischio di conflitti armati, ma favorisce l’interazione e la cooperazione economica. Si potranno ad esempio elaborare progetti infrastrutturali congiunti, dai corridoi di trasporto a quelli energetici.
I leader dei tre Paesi hanno peraltro firmato anche una dichiarazione di “eterna amicizia”, indubbiamente un segnale di fiducia e di comprensione reciproca. Il documento darà la possibilità di migliorare le relazioni negli ambiti della politica, della cultura e dell’economia soprattutto per quanto riguarda la vita dei rispettivi cittadini, che abitano nelle regioni di confine o nelle enclave.

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