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Sondaggio TP, la maggioranza degli italiani pensa che non si trovi pace in Ucraina per colpa dell’Occidente

Un sondaggio pubblicato da Termometro Politico (TP), azienda specializzata da oltre dieci anni in analisi politiche ed elettorali e sondaggi demoscopici, ha pubblicato un sondaggio che ribalta le previsioni: la maggioranza degli italiani inizia a pensare che in Ucraina non si sia ancora raggiunto un cessate il fuoco per colpa dell’Occidente. Si tratta di un risultato choc anche nelle sue sfumature. Il 42,7% pensa infatti che la pace non sia stata raggiunta perchè gli Usa non hanno interesse a fare cessare le ostilità. Anzi, hanno lavorato anni per farle nascere. Per il 10,2% la ragione sarebbe da rintracciare in Zelenskyperchè l’Ucraina non accetta compromessi con Putin, anche a costo di maggiori vittime tra la popolazione“. Per un 5,6% la colpa sarebbe da attribuire all’Ue “perché l’Europa non sta facendo abbastanza per favorire i negoziati“. Solo il 38,9% (solo perchè vedendo il racconto riprodotto nei maggiori quotidiani e talk show italiani ci si aspetterebbe ben altro risultato) attribuire una responsabilità diretta alla Russia “perchè Putin non ha intenzione di fermare la propria aggressione“.

Certamente il sondaggio dimostra due dati incontrovertibili: l’opinione pubblica italiana identifica nello scontro in atto in Ucraina un braccio di ferro tra le due superpotenze nucleari Stati Uniti e Federazione Russa e relega a livello marginale il ruolo dell’Europa vista come un attore non protagonista nello scacchiere internazionale. Un giudizio quest’ultimo rafforzato dal fatto che chi cita l’Europa lo fa rimarcando che ha mancato il ruolo di parte terza nel conflitto in corso, la cui vocazione dovrebbe essere quella alla diplomazia e risoluzione delle controversie internazionali.

Certamente se si accorpa il dato di chi attribuire all’Occidente le responsabilità del perdurare del conflitto, un largo 58,5%, si constatata la distanza tra il racconto del mainstream e quanto percepisce ormai l’opinione pubblica. Un sondaggio, condotto da Demos per Repubblica, pare confermare il risultato del sondaggio di TP. Per quasi metà degli italiani (intervistati da Demos),il racconto del conflitto russo-ucraino risultata essere “distorto e pilotato”. Addirittura una persona su quattro ritiene la narrazione “faziosa” arrivando a diventare “negazionista”. Quest’ultima parte “Ritiene – come spiega Repubblicache le notizie e le immagini dei massacri compiuti siano largamente false o falsificate. Amplificate e/o costruite ad arte dal governo ucraino. E, dunque, “ispirate” da Volodomyr Zelensky per delegittimare la figura di Vladimir Putin e “criminalizzare” l’azione dell’esercito russo. Oltre gli stessi limiti segnati da una guerra. Per costruire un “nuovo muro”. Contro la Russia“. Se gli elettori della destra paiono i più scettici, però la diffidenza verso l’informazione sulla guerra appare diffusa, nella società secondo Demose politicamente trasversale”.

Termometro Politico ha anche testato la posizione dell’Anpi rispetto alla guerra in Ucraina, estremamente critica con la NATO e che ha sollevato numerose polemiche. Il 51,7% degli intervistati ha affermato di non essere d’accordo con le posizioni dell’associazione nazionale dei partigiani. Un 23,6% che è contro sono simpatizzanti dell’Anpi. A fianco dell’associazione dei partigiani è invece il 34,9% degli intervistati. Sul fronte delle recenti dichiarazioni del premier Mario Draghi in merito alla guerra (“preferiamo la pace o il condizionatore acceso?”). Il 51,8% è contro questo tipo di affermazioni. Tra questi il 35,1% ritiene la dicotomia inaccettabile in quanto non si dovrebbe tagliare l’erogazione di energia agli italiani “per nessun motivo” mentre il 16,7% teme che l’interruzione delle forniture possa portare ad un allargamento del conflitto. Il 45,2% però si schiera al fianco del capo del governo. Di questi però solo il 23,1% ritiene che solo bloccando le importazioni energetiche dalla Russia si potrà fermare la guerra.

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Nato a Torino il 9 ottobre 1977. Giornalista dal 1998. E' direttore responsabile della rivista online di geopolitica Strumentipolitici.it. Lavora presso il Consiglio regionale del Piemonte. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratore presso il settimanale locale il Canavese. E' stato direttore responsabile della rivista "Casa e Dintorni", responsabile degli Uffici Stampa della Federazione Medici Pediatri del Piemonte, dell'assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Piemonte. Ha lavorato come corrispondente e opinionista per La Voce della Russia, Sputnik Italia e Inforos

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