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Uruguay, l’ex presidente Pepe Mujica commenta le misure anti-inflazione

L’ex presidente dell’Uruguay José “Pepe” Mujica ha espresso la sua opinione sulle misure prese dal governo per contrastare gli aumenti dei prezzi degli alimentari, in continua crescita da qualche mese insieme all’inflazione. Mujica sostiene che un abbassamento generalizzato dell’IVA – o addirittura un esonero totale – non solo sia pressocché impossibile, ma andrebbe a favorire i cittadini che possono comunque permettersi di pagare, mentre non darebbe benefici alle fasce deboli della popolazione. Attuare politiche differenziate significa avere giustizia, ha dichiarato in un’intervista radiofonica. Il governo, intanto, ha proposto la riduzione dell’IVA per un mese su carne, pasta e prodotti da forno: l’elenco dovrebbe essere ampliato ad altri alimentari e la durata dell’esenzione allungata, secondo le due forze politiche Cabildo Abierto e Frente Amplio (proprio di quest’ultima coalizione di sinistra Mujica è stato esponente e candidato alle elezioni del 2009, che lo videro salire alla presidenza). E sulle richieste da parte delle associazioni di categoria di autorizzare le limitazioni alla vendita degli alimenti non deperibili, Mujica ha commentato “piove sul bagnato”, definendo come positivo il fatto che venga finalmente regolamentato ciò che nella pratica sta già accadendo. Ha aggiunto poi che gli aumenti dei prezzi non possono derivare solo dal conflitto in Ucraina, ma dipendono anche dalle decisioni prese nel “mundo central”. Mujica, presidente dell’Uruguay dal 2010 al 2015, è divenuto molto popolare all’estero per il suo stile di vita pauperista: donava in beneficenza gran parte del suo stipendio, non soggiornava nel palazzo presidenziale ma in una piccola fattoria e girava in un vecchio Maggiolino Volkswagen.

Il governo di Luis Lacalle Pou (figlio dell’ex presidente Luis Lacalle de Herrera ha annunciato misure finalizzate all’aumento dei salari e al recupero del potere d’acquisto, che partiranno da luglio. Secondo diversi esperti uruguaiani, esse non costituirebbero soluzioni foriere di effetti duraturi sulle tasche dei cittadini più poveri né sarebbero davvero in grado di diminuire l’inflazione. L’economista Pablo Rosselli ha evidenziato che queste azioni sono in parte contraddittorie e avranno degli effetti collaterali che potrebbero inficiarne gli effetti, poiché in definitiva le misure attuali non sembrano in realtà coerenti con l’obiettivo di abbassare l’inflazione o di curare la competitività. Inoltre, l’annunciata espansione della spesa pubblica non è indirizzata nemmeno stavolta alle famiglie più povere. L’economista Javier de Haedo, esponente del Partido de la Gente e in passato consulente della Banca Interamericana di Sviluppo e della Banca Mondiale, afferma che le proposte del governo sono spiegabili soltanto con l’intenzione di mantenere unita la coalizione, mentre il fatto di insistere con la politica monetaria a scapito di quella fiscale e salariale potrebbe generare dei problemi. Gabriel Oddone, anch’egli consulente di organismi bancari internazionali e docente universitario, dice che si tratta di un pacchetto di misure troppo generiche, il che ne compromette l’efficacia e lo rende relativamente dispendioso; oltre tutto il governo ha scelto il cosiddetto sistema della “coesistenza”, che tende a escludere la parte più debole e povera della società.

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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