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Pacifico (Anief): “Patto per la Scuola disatteso. Con il DL Sostegni bis rischiamo una scuola più insicura e precaria il prossimo anno”

Mercoledì scorso numerose piazze italiane hanno ospitato presidi dei sindacati a sostegno delle richieste di modifica al testo del decreto legge “Sostegni bis”, il cui iter di conversione in legge è già avviato alla Camera e che a testo attuale non pare rispettare quel Patto per la Scuola che era stato sottoscritto lo scorso 20 maggio e che pareva aver gettato un ponte su anni di rivendicazione del mondo della scuola con la politica.

Il manifesto unitario, diffuso nei giorni scorsi, spiega “Il Patto per la Scuola riconosce l’impegno profuso da tutto il personale durante la pandemia. Ora questo riconoscimento va concretizzato e tradotto in misure e interventi che assicurino stabilità e continuità al lavoro e il regolare avvio dell’anno scolastico il primo settembre con l’ascolto del mondo della scuola. Bisogna cambiare profondamente le misure sul reclutamento con l’assunzione dei precari chiamati dalla prima e seconda fascia delle graduatorie delle supplenze, superare i blocchi sulla mobilità del personale ripristinando l’assegnazione provvisoria annuale, rafforzare gli organici del personale docente, educativo ed ATA, ridurre il numero di alunni per classe”. Abbiamo chiesto al presidente nazionale di Anief, Marcello Pacifico, presente oggi in piazza quali prospettive si aprono ora per i tanti insegnati precari italiani, per le famiglie e soprattutto per gli studenti in vista del prossimo anno scolastico.

Infografica – La biografia dell’intervistato Marcello Pacifico

– Che esito ha avuto il presidio indetto a Roma in piazza Montecitorio e nelle principali città italiane a sostegno delle numerose richieste di modifica al testo del decreto legge “sostegni bis”, il cui iter di conversione in legge è già avviato alla Camera? Qual è, al momento, la situazione?

Abbiamo chiesto un incontro con la presidente della VII Commissione della Camera dei Deputati. Vi è la necessità di porre grande attenzione al parere che dovrà essere data dalla V Commissione Bilancio del sulla parte relativa alla scuola, con riferimento a temi come il reclutamento, la mobilità e il dimensionamento. Rischiamo infatti di far partire il prossimo anno scolastico con una scuola ancora più insicura e più precaria e soprattutto condiritto alla famiglia tuttora negato a tanti insegnanti e a tanti operatori della sezione educativa e amministrativa che sono lontani da casa, sparsi in differenti regioni del Paese. Abbiamo anche ribadito il perché eravamo tutti insieme: per la prima volta tutte le sigle dei precari si sono riunite per presentare una proposta. Tale proposta nasce in questo momento particolare per il settore della scuola, in cui grazie al finanziamento del PNRR i soldi ci sarebbero ma devono essere spesi bene, cioè per avere una scuola più giusta, efficiente e sicura, che rispetti tutte le normative europee, incluse quelle sul divieto e l’abuso dei contratti a termine, che tenga conto dell’esperienza maturata di chi lavora da anni nella scuola e poi anche di chi dopo i concorsi risulta idoneo e quindi diventa una risorsa utile che deve essere assunta. Fondamentalmente, nei tre punti affrontati, sul reclutamento abbiamo ribadito la necessità di andare a reclutare non solo dalla prima fascia delle graduatorie delle supplenze, ma anche dalla seconda fascia entro il limite dei 36 mesi e con l’eventuale vincolo del conseguimento dell’abilitazione per chi ne è sprovvisto: la colpa infatti non è del supplente che è chiamato a far funzionare le scuole, ma deve avere la possibilità di fare un percorso che lo porti ad essere abilitato. In secondo luogo, l’estrema importanza delle assegnazioni della mobilità, che devono essere date per consentire temporaneamente data la mancanza di posti la disponibilità di usufruire del diritto alla famiglia; infine la riduzione del numero degli alunni per classe, che è essenziale per poter riaprire in sicurezza al tempo del COVID.

– In un certo senso, sembrerebbe che questa manifestazione vada in controtendenza rispetto ai buoni propositi del Patto per la Scuola…

Certamente. Il nostro motto è pacta sunt servanda, gli accordi devono essere rispettati. Un accordo lo si fa e lo si rispetta in due: il governo per mano del ministro Bianchi aveva garantito l’apertura di tavoli per affrontare alcuni problemi per dare delle risposte subito prima dell’inizio del prossimo anno scolastico. Queste risposte sono state date in quel Decreto legge senza la consultazione delle parti sociali, quindi senza ascoltare la scuola, ed è per questo che abbiamo protestato in tutte le piazze italiane a partire da quella del Parlamento per finire nella varie Prefetture. Contestualmente però non è solo una protesta, ma è la voce di chi vuole cambiare profondamente il decreto Sostegni bis. Noi siamo riusciti come sigle sindacali ad accordarci su alcune risposte da dare in maniera comune: ecco il senso dei presìdi di oggi. Abbiamo fatto capire alla politica che il sindacato ha una posizione comune su determinati problemi e l’abbiamo espressa anche al Ministro. Ora tocca al Parlamento e al governo di analizzare queste proposte e di trovare il modo di renderle concrete.

– È possibile un nuovo decreto da parte del Ministro dell’Istruzione?

Un altro decreto legge che stralci questo è fortemente improbabile. Invece è molto più probabile che si vada verso emendamenti specifici che almeno correggano certe situazioni che sono diventate veramente insostenbili. Nonostante il testo abbia il record di autorizzazioni di assunzioni di ruolo, il numero più alto degli ultimi vent’anni, vi sarà pure il primato negativo di posti non assegnati. Il lavoro nostro e quell del governo deve portare a delle soluzioni concrete.

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Nato a Torino il 9 ottobre 1977. Giornalista dal 1998. E' direttore responsabile della rivista online di geopolitica Strumentipolitici.it. Lavora presso il Consiglio regionale del Piemonte. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratore presso il settimanale locale il Canavese. E' stato direttore responsabile della rivista "Casa e Dintorni", responsabile degli Uffici Stampa della Federazione Medici Pediatri del Piemonte, dell'assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Piemonte. Ha lavorato come corrispondente e opinionista per La Voce della Russia, Sputnik Italia e Inforos

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