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La dimensione europea dei rapporti fra Germania e Russia

Vladimir Olenchenko, ricercatore superiore presso l’Istituto nazionale di Economia Mondiale e di Relazioni Internazionali (IMEMO) dell’Accademia russa delle scienze, ha tentato di spiegare l’atteggiamento tedesco verso la Russia e dell’importanza per Berlino di una relazione costruttiva con Mosca.

“Il nuovo governo presieduto da Olaf Scholz è insediato in Germania da più di un mese, ma la sua attività sulle direttrice russa non brilla per autonomia. A giudicare da ciò che fanno i rappresentanti del governo, Berlino si starebbe sforzando soprattutto di associarsi ai toni anti-russi dettati dagli USA, e si nota anche un certo allontanamento dalla precedente linea equilibrata nei rapporti con la Russia. Su un piano più generale, sembra che la Germania stia perdendo il senso della sua leadership fra gli Stati europei. Oggi il nuovo governo si comporta come se volesse far concorrenza ai Paesi oustider della UE nella loro contrapposizione verso la Russia.

Le istanze più caratteristiche si sono evidenziate nel corso della visita della ministra degli Esteri tedesca Annalena Baerbock a Mosca. Durante il colloquio con il suo omologo russo Sergei Lavrov, la Baerbock si è concentrata sulla questiona ucraina e sul tema del rispetto dei diritti umani. In Russia sta sorgendo una domanda un po’ insidiosa: se l’Occidente non avesse provocato artificiosamente la tensione intorno all’Ucraina, di cosa sarebbe venuta a discutere la Baerbock a Mosca? È lecito pensare che abbia fatto questo viaggio con l’intento di “placare l’incendio”? Altri temi importanti del colloquio non sono stati comunicati e anche solo elencarli farebbe pensare che fra le priorità della visita fossero ai primi posti le questioni di propaganda, non quelle politico-economiche. Che peccato! La Baerbock sarebbe risultata più pragmatica se la sua attenzione si fosse focalizzata maggiormente sulle prospettive concrete dei rapporti fra Russia e Germania. Nasce così l’impressione che la Ministra non abbia considerato l’impatto in Europa della sua visita, specialmente per i Paesi UE e per Bruxelles in generale. Probabilmente non ha ancora preso coscienza del fatto che ora è Ministra degli Esteri del suo Paese, che è ritenuto il leader dell’Unione e perciò quello che detta i toni in modo diretto o indiretto.

L’economia tedesca produce più del 21% del PIL della UE, cioè 1/5 del prodotto interno lordo totale, e costituisce così uno dei maggiori finanziatori tra i Paesi membri: è quindi ampiamente motivato il fatto che in campo politico la Germania abbia un certo diritto di precedenza, poiché da essa dipendono la prosperità e gli orizzonti dell’Unione. Da questo punto di vista, i vertici tedeschi dovrebbero avere interesse a un ulteriore sviluppo dei rapporti con la Russia, perché ciò rappresenta una solida garanzia della concorrenzialità dell’economia tedesca e in pratica della sua buona reputazione a livello economico entro l’Unione Europea e più in generale nel mondo. Oltre a un’influenza diretta sulla UE, la linea seguita da Berlino con la Russia viene senz’altro additata come esempio da imitare per gli altri Paesi membri. Bisogna quindi far notare che sono passati da un pezzo i tempi in cui la UE era un monolite ideologico e politico, e se ne poteva parlare come di una forza compatta fatta dai suoi Stati costituenti. Oggi nella UE domina il principio del consenso, che viene usato principalmente per bloccare le iniziative costruttive e quelle utili. A effettuare tali bocciature sono di solito i Paesi più piccoli, quelli la cui economia non ha alcun peso ma che si distinguono per l’elevato attivismo e le ambizioni di instaurare o lanciare una strategia per l’intera Unione. Un esempio lampante ne sono le Repubbliche baltiche, il cui contributo complessivo al PIL europeo è inferiore all’1% del totale. Nonostante ciò, questi Paesi non solo propongono strategie, ma pretendono dai Paesi di punta (Germania, Francia, Italia, Olanda) la rigorosa applicazione dei propri desiderata: sicuramente osservano con attenzione come si evolvono i rapporti dei Paesi più importanti della UE con la Federazione Russa.

Probabilmente, al Ministero degli Esteri tedesco non si rendono ancora ben conto del fatto che l’ostilità mostrata da Berlino verso la Russia su questioni distinte o anche in generale viene vista dai Paesi piccoli e di scarsa rilevanza come condiscendenza, e che essa porta a un abbassamento dell’autorità tedesca pure in altri ambiti, quelli legati alle strategie di sviluppo dell’Unione Europea. La Germania dovrebbe comprendere che la sua aggressività sulla direttrice russa viene intesa come debolezza, di cui altri Paesi sentono di poter approfittare sia in generale che su questioni di principio. Magari a qualcuno potrà suonare strano, ma per la Germania è importante edificare rapporti costruttivi con la Russia, che servano come fondamento per la sua autorità dentro l’Unione Europea e come base per la sua visione di sviluppo della UE e dei suoi contatti”.

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