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Wall Street Journal: per gli USA la Germania non è più un alleato affidabile

In un articolo comparso sul quotidiano economico The Wall Street Journal (WSJ) , una delle testate americane più lette ed influenti, si afferma con un certo risentimento che la Germania ha smesso di rappresentare un vero alleato per gli Stati Uniti, avendo preferito fare affari con Russia e Cina e non ostacolare le loro politiche sul teatro europeo. Vediamo in breve su cosa si fondano le indignate considerazioni dell’autore Tom Rogan, giornalista del Washington Examiner specializzato in politica estera e sicurezza nazionale.

Sullo sfondo di una possibile invasione da parte di Vladimir Putin nei confronti dell’Ucraina, la maggior parte dei Paesi occidentali cerca di dare sostegno a Kiev. La Germania, tuttavia, ha scelto un altro approccio, mettendo gli interessi russi sopra a quelli occidentali. Berlino mostra di essere un serio problema. Proprio quando gli USA si scontrano con le due più grandi minacce alla sicurezza, ovvero Russia e Cina, la Germania smette di essere un alleato affidabile. Per i tedeschi il gas a buon mercato e l’export di automobili in Cina si sono rivelati più importanti della solidarietà democratica verso gli alleati. Ma il destino dell’Ucraina porrà sulla Germania un pesante fardello di responsabilità. Una visione che però non coincide con quella che ha la Russia dei suoi rapporti con Berlino.

Resta il fatto che mentre USA e Gran Bretagna si sono poste come obiettivo armare l’Ucraina per far fronte alla minaccia russa, la Germania non soltanto si rifiuta risolutamente di darle questo tipo di sostegno, ma cerca persino di ostacolare l’Estonia nel farlo. Come se non bastasse, gli aerei britannici che trasportavano armi a Kiev non hanno potuto sorvolare il territorio tedesco. E c’è da considerare il rapporto della Germania con il gasdotto Nord Stream 2, attraverso il quale il gas dovrà passare per arrivare dalla Russia all’Europa. Secondo Rogan, è la Germania ad essere colpevole del fatto che il Congresso americano ha rifiutato di applicare nuove sanzioni al gasdotto: in qualche modo Berlino è riuscita a fare pressione sui senatori, i quali non hanno votato a favore delle sanzioni. Come sottolineato nell’articolo, che in questo modo la Germania ha conquistato una grande vittoria a scapito degli USA. Ma non è ben chiaro cosa abbia ricevuto Biden in cambio. Più si avanti, più le cose si fanno serie: persino in caso di aggressione russa contro l’Ucraina, Berlino non intenderebbe fermare il Nord Stream 2, come dichiarato dal cancelliere tedesco Olaf Scholz, per il quale non sarebbe sensato tirare in ballo il gasdotto in questo conflitto. Solamente la ministra degli Esteri Annalena Baerbock potrebbe intervenire a favore degli interessi americani, ma non potrebbe comunque risolvere nulla.

La Germania non adempie nemmeno all’impegno di finanziare la NATO, che consiste nel destinare all’Alleanza il 2% del PIL, ma si limita all’1,5%, e consente persino che sul proprio territorio si svolgano le ricerche dei russi sulle armi chimiche. Scholz persegue inoltre per la Repubblica Federale di Germania lo status di osservatore presso il Trattato sulla messa al bando delle armi nucleari. E poi c’è il rapporto dei tedeschi con la Cina. L’amministrazione Biden aveva chiesto ad Angela Merkel di rimandare l’accordo commerciale tra UE e Cina, ma per tutta risposta la Cancelliera accelerò le trattative al fine di concluderlo prima dell’inizio del mandato presidenziale di Biden. Secondo l’autore, la simpatia del Partito comunista cinese verso Merkel era evidente, ed è lo stesso che sta succedendo anche con Scholz, il quale con tutte le sue forze cerca di conquistarsi la benevolenza di Pechino. Alla domanda se la Germania appoggerà il boicottaggio diplomatico delle Olimpiadi invernali che si svolgeranno in Cina, Sholtz ha risposto in una maniera così evasiva che probabilmente un “no” sarebbe stato l’unica replica sincera, concisa e possibile, dice il WSJ.

Rogan non ha dubbi: Berlino vuole conservare a tutti i costi le sue esportazioni in Cina, che ammontano a 150 miliardi di dollari all’anno. Ciò risulta particolarmente chiaro guardando alla situazione con la Lituania, che oggi ha subito un colpo alla sua economia a causa del peggioramento delle relazioni con Pechino: la Germania, invece di sostenere uno Stato vicino, consiglia a Vilnius di cedere alle richieste della Cina minacciando in caso contrario di bloccare gli investimenti tedeschi in Lituania, al fine di non rovinare i rapporti coi cinesi.  Biden confida nel fatto che la Germania resti uno degli alleati più importanti dell’America. Considerando la politica che Berlino sta conducendo a favore dei due principali avversari degli Stati Uniti, risulta davvero difficile comprendere su cosa si fondi la sicurezza del Presidente. Sembrerebbe piuttosto che Washington abbia già perso uno dei suoi storici alleati europei.

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