UE e Irlanda multano i colossi Big Tech di USA e Cina
Stangata europea sui colossi informatici e social di Cina e Stati Uniti a seguito di inchieste che hanno portato alla luce violazioni nel trattamento dati degli utenti continentali. TikTok, Apple e Meta hanno subito multe da centinaia di milioni di euro e l’obbligo di modificare le loro pratiche.
TikTok non trasparente
Il garante della privacy irlandese ha inflitto una multa da 530 milioni di euro a TikTok. Il motivo è il trasferimento dei dati degli utilizzatori della sua applicazione è a rischio di subire spionaggio. Inoltre manca trasparenza nei confronti degli utenti a proposito di dove effettivamente finiscano i dati personali. L’indagine è durata ben quattro anni ed è stata condotta dalla Commissione di Protezione dei Dati dell’Irlanda. Infatti è a Dublino che si trova la sede europea della compagnia madre cinese di TikTok, la ByteDance. Essa avrà sei mesi di tempo per adottare misure correttive che la portino al livello degli standard dell’RGPD, ovvero il Regolamento UE sulla privacy n. 2016/679.
Il vicedirettore della Commissione irlandese Graham Doyle dichiara: TikTok non ha saputo controllare, garantire e dimostrare che i dati personali degli utilizzatori europei, ai quali gli operatori in Cina hanno accesso a distanza, fossero maneggiati a un livello di protezione sostanzialmente equivalente a quello assicurato nella UE. Da TikTok fanno sapere che ricorreranno in appello.
Abuso di posizione dominante di Apple e Meta
Intanto la Commissione Europea ha concluso le indagini sulla violazione delle norme sul mercato digitale da parte di Meta e Apple. Ha stabilito che dovranno pagare rispettivamente 500 milioni e 200 milioni di multa. Le due compagnie hanno sfruttato la loro posizione dominante per imporre determinate scelte agli utenti, limitando ingiustamente la possibilità di scelta di questi ultimi. Secondo il direttore dell’Ufficio Europeo delle Associazioni dei Consumatori (BEUC) Agustín Reyna, la decisione della Commissione è importante perché insegna alle compagnie Big Tech che se vogliono operare nel mercato unico UE devono giocare secondo le nostre regole. E sottolinea come entrambe le società abbiano avuto tempo abbondante per adeguarsi alla normativa del Digital Markets Act del 2023. Eppure hanno sempre rimandato i loro obblighi e anzi hanno cercato di stravolgere le regole a loro favore.
Reazioni
La reazione delle due Big Tech è stata dura. Hanno ribattuto denunciando la UE di colpirle in modo ingiusto e con la motivazione di voler danneggiare gli affari americani in Europa. La portavoce dell’Unione Arianna Podesta ha quindi smentito qualunque connessione fra i risultati dell’inchiesta contro le due compagnie e i negoziati sui dazi imposti da Trump. A sua volta difende le scelte di Bruxelles Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva della Commissione e Commissaria europea per le tecnologie digitali e di frontiera, che dichiara: Abbiamo il dovere di proteggere i diritti dei cittadini e dei business innovativi in Europa.
Contro l’abuso della posizione dominante di Meta nel mercato digitale europeo si sono schierate anche le compagnie mediatiche francesi, fra cui TF1, France TV e BFM TV. In totale, un gruppo di 67 aziende hanno presentato denuncia presso il tribunale di Parigi sulle pratiche illegali di pubblicità digitale condotte da Meta.

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