Ecuador, Noboa al secondo mandato: amicizia con Israele, ambiguità con la Cina

Ecuador, Noboa al secondo mandato: amicizia con Israele, ambiguità con la Cina

10 Maggio 2025 0

La prossima legislatura dell’Ecuador avrà inizio il 14 maggio con la prima seduta del nuovo parlamento. Solo allora si espliciteranno le posizioni che la seconda presidenza di Daniel Noboa sta già mostrando di aver preso. Se i rapporti con Israele sono improntati a una solida alleanza (nel solco della vicinanza dello stesso Noboa con Trump), quelli con la Cina sono intensi ma ambigui.

Pressioni e congratulazioni

Nel corso del primo mandato Noboa aveva limitato alcuni degli impegni presi dai suoi predecessori con la Cina. Sotto molti profili Quito resta però ancora legata a Pechino. Ad esempio, in base all’accordo militare concluso ancora ai tempi della presidenza Correa – caratterizzata da antiamericanismo – l’Ecuador continua a inviare in Cina ufficiali e comandanti per corsi di formazione. Poi, il presidente cinese Xi Jinping è stato fra i primi leader mondiali a congratularsi con Noboa per la vittoria elettorale. L’ambasciatore Chen Guoyou, che presto terminerà il mandato, non tiene più un profilo basso, ma fa pressioni sempre più forti sulle istituzioni ecuadoregne, lamentandosi con loro per l’attenzione che danno ai rappresentanti di Taiwan e per la visibilità che offrono alle discussioni, alle analisi e alle idee sulla Cina che differiscono da quelle approvata dal Partito.

La presenza economica cinese

I cinesi hanno una forte presenza in vari settori dell’economia dell’Ecuador. Nel 2023 Quito ha siglato in tempi molto rapidi un trattato di libero scambio con la Pechino, che si è rivelato più conveniente alla seconda che al primo. Ad esempio, non sono decollate le esportazioni di gamberetti e di banane: per questi frutti, che costituiscono il business principale della famiglia Noboa, la Cina è solamente il quinto mercato di sbocco. Il 40% delle auto che circolano in Ecuador sono cinesi, comprese quelle assemblate negli impianti in territorio ecuadoriano. Nel settore minerario, le grandi compagnie cinesi stanno espandendo i diritti sui giacimenti sia in modo diretto che attraverso l’acquisizione di compagnie straniere già presenti. E non le spaventa l’eventualità di avviare progetti in aree a rischio di violenza o di attività illecite, come nel caso della CMOC nella miniera di Cangrejos.

Sicurezza digitale e timori

In campo digitale sono ben presenti sul mercato Xiaomi, Oppo, XTE, Hikvision, Dahua ed EzViz. Le ultime tre sono fornitrici di numerosi servizi di videosorveglianza e di sistemi di sicurezza sia per i privati che per le aziende. E persino per il governo di Quito. La loro posizione dominante in questo ambito fa storcere il naso a chi teme l’abuso della disponibilità in mani cinesi delle informazioni sensibili e dei dati biometrici degli ecuadoriani. Basti pensare che altrove, per esempio in Canada e in Europa, le tecnologie di Hikvision and Dahua sono bandite o soggette a restrizioni. Sebbene sia sotto il controllo dell’agenzia di intelligence ecuadoregna (Centro de Inteligencia Estratégica), il sistema di sicurezza nazionale ECU-911 è stato allestito proprio dai cinesi. Si teme dunque che Pechino possa sfruttare l’accesso al sistema, ai dati che custodisce e soprattutto agli interessi che serve.

Prigioni e polizia

Ai cinesi il governo ecuadoriano ha persino appaltato la costruzione di prigioni e di stazioni di polizia. Quindi è la Cina a occuparsi di El Encuentro, il primo super-carcere di massima sicurezza del Paese, e del secondo, che sarà edificato a Salinas. Fra i motivi di polemica vi è anche il fatto che i lavori a El Encuentro hanno avuto un grave impatto ambientale sulla foresta di Envidia, che in teoria era protetta dalle norme locali. Ed è la banca statale cinese EximBank a finanziare con 835 milioni di dollari circa un centinaio di unità di polizia comunale.

Israele

I rapporti con Israele sono invece improntati a una chiara alleanza, in linea con l’approccio statunitense. Ai primi di maggio Noboa e il suo Ministro degli Esteri hanno effettuato un viaggio ufficiale a Gerusalemme, dove hanno aperto un centro di ricerca e sviluppo che ha anche funzione di ufficio diplomatico. Il rabbino Shmuel Rabinowitz ha accompagnato il presidente ecuadoregno presso il Muro del Pianto, dove ha espresso il suo supporto “alla lotta di Israele contro il terrorismo” e ha pregato per il rafforzamento dei legami con il suo Paese. La delegazione ha poi incontrato il premier Netanyahu e altri esponenti di vertice di Israele. Noboa ha detto a Netanyahu: Per noi è semplice. Abbiamo gli stessi nemici. I nostri nemici sono la povertà, il terrorismo e la sofferenza e li stiamo combattendo. Li combatteremo fino alla fine. Avrete sempre il mio supporto e l’amicizia mia e della nazione dell’Ecuador.

Redazione Strumenti Politici
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