Tajani in Tunisia: dal tessile all’energia, forum bilaterale rilancia partnership strategica

Tajani in Tunisia: dal tessile all’energia, forum bilaterale rilancia partnership strategica

24 Giugno 2026 0

A settant’anni dall’avvio delle relazioni diplomatiche tra Italia e Tunisia, il Forum economico e imprenditoriale Italia-Tunisia che si apre oggi a Tunisi assume un valore che va ben oltre la dimensione commerciale. L’evento, che sarà inaugurato dal vicepremier e ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani e dalla prima ministra tunisina Sarra Zaafrani Zenzri presso la sede dell’Utica, riunisce circa 200 partecipanti italiani tra imprese, associazioni di categoria e istituzioni, insieme a quasi 300 rappresentanti tunisini.

L’obiettivo è rafforzare una delle partnership economiche più consolidate del Mediterraneo, in una fase caratterizzata da profonde trasformazioni industriali, energetiche e geopolitiche. La Tunisia rappresenta da anni uno dei principali partner economici dell’Italia nel Nord Africa e si sta progressivamente affermando come piattaforma industriale integrata con le catene del valore europee. Il forum si articola in quattro panel dedicati alla transizione energetica e digitale, all’industria avanzata, all’innovazione nei settori tradizionali e alle infrastrutture di trasporto e logistica, comparti che riflettono le priorità condivise dei due Paesi.

Uno dei principali fattori di attrattività della Tunisia resta la sua vicinanza geografica all’Europa. La posizione strategica al centro del Mediterraneo consente alle imprese di beneficiare di tempi di consegna ridotti e di una gestione efficiente delle produzioni “just in time”, elemento sempre più importante per le industrie ad alto valore aggiunto. In un contesto internazionale segnato dalla ricerca di catene di approvvigionamento più sicure e resilienti, il Paese si è ritagliato un ruolo crescente nelle strategie di nearshoring delle aziende europee. A questa posizione favorevole si aggiunge la disponibilità di capitale umano qualificato. Secondo l’Agenzia tunisina per la promozione degli investimenti esteri (Fipa), ogni anno la Tunisia forma oltre 10 mila ingegneri e circa 65 mila laureati, molti dei quali specializzati nei settori dell’ingegneria e delle tecnologie dell’informazione. Una risorsa che permette al Paese di attrarre investimenti non soltanto nelle attività manifatturiere tradizionali, ma anche nella progettazione, nella prototipazione industriale, nell’elettronica e nei servizi tecnologici avanzati.

Negli ultimi anni diversi gruppi italiani hanno rafforzato la propria presenza in Tunisia. Tra questi figura Sabelt, azienda specializzata nella produzione di cinture di sicurezza e sedili per auto sportive e di lusso, che sta avviando un nuovo impianto produttivo a Enfidha con l’obiettivo di aumentare la competitività della propria filiera industriale. Nel settore farmaceutico, il gruppo Recordati ha consolidato la propria presenza attraverso Opalia Pharma, acquisita nel 2013 e oggi tra i principali operatori del mercato tunisino, con quasi 400 dipendenti e una significativa quota di produzione destinata all’export verso il Nord Africa e l’Iraq. Anche Iveco è presente nel Paese con due impianti dedicati all’assemblaggio di veicoli commerciali leggeri in collaborazione con partner locali.

Accanto ai comparti ad alta tecnologia, la cooperazione economica continua a poggiare sui settori tradizionali, che restano fondamentali per l’economia tunisina. Il tessile rappresenta ancora oggi uno dei principali pilastri dell’industria manifatturiera del Paese e costituisce il settore con la maggiore presenza di aziende italiane. Secondo i dati della Fipa, in Tunisia operano 1.270 imprese estere nel comparto tessile e dell’abbigliamento, di cui 341 italiane, che impiegano complessivamente oltre 140 mila lavoratori, circa 30 mila dei quali presso aziende italiane. Si tratta di una presenza storica che negli ultimi anni ha avviato un percorso di modernizzazione orientato alla sostenibilità ambientale, alla digitalizzazione dei processi produttivi e all’innalzamento della qualità.

Le possibili partnership nell’agroalimentare

Anche il settore agroalimentare rappresenta un asset strategico. Con un contributo pari a circa il tre per cento del Pil nazionale, l’industria agroalimentare tunisina combina tradizione agricola, capacità di trasformazione industriale e crescente integrazione nei mercati internazionali. A ciò si aggiunge il comparto dell’acquacoltura, sempre più rilevante sia sotto il profilo economico sia nell’ambito delle politiche per la sicurezza alimentare. Non a caso agricoltura, filiere alimentari e gestione sostenibile delle risorse naturali figurano tra le principali aree di cooperazione bilaterale e di sviluppo promosse da Italia e Tunisia anche nell’ambito del Piano Mattei.

Un altro settore destinato a svolgere un ruolo centrale nel rafforzamento della partnership economica è quello delle infrastrutture e della logistica. Le autorità tunisine guardano infatti con crescente interesse alla collaborazione con le imprese italiane per la realizzazione di progetti nei trasporti stradali, ferroviari, marittimi e aeroportuali. L’inserimento di un panel specifico dedicato alle infrastrutture all’interno del forum riflette la volontà di Tunisi di presentare agli investitori italiani i piani di sviluppo previsti nei prossimi anni e di attrarre competenze industriali e tecnologiche. Tra le realtà italiane già operative nel settore figura GNV, attiva nei collegamenti marittimi tra le due sponde del Mediterraneo.

Innovazione

La cooperazione economica tra Roma e Tunisi trova inoltre una delle sue espressioni più innovative nel settore energetico. A gennaio 2025 è stata inaugurata a Tunisi la Terna Innovation Zone, primo hub di innovazione del gruppo italiano nel continente africano. Il centro nasce in connessione con il progetto Elmed, la prima interconnessione elettrica in corrente continua tra Europa e Africa, che prevede la realizzazione di un cavo sottomarino lungo circa 200 chilometri tra Italia e Tunisia da parte di Terna e della società elettrica tunisina Steg.

Ospitata negli stessi spazi dell’Istituto Italiano di Cultura e della Camera Tuniso-Italiana di Commercio e Industria, la Terna Innovation Zone punta a favorire programmi di accelerazione per startup e iniziative di open innovation focalizzate sulla transizione energetica e digitale. Particolare attenzione è dedicata alla formazione di ingegneri e tecnici tunisini, in collaborazione con le università locali, per sostenere l’adozione di tecnologie innovative e contribuire alla modernizzazione del sistema energetico nazionale.

Nel complesso, il Forum economico e imprenditoriale Italia-Tunisia conferma la volontà dei due Paesi di costruire una partnership che non si limita più ai tradizionali rapporti commerciali, ma punta a sviluppare filiere industriali integrate, infrastrutture strategiche e progetti comuni nei settori dell’energia, dell’innovazione e della sostenibilità. Una prospettiva che assume particolare rilevanza nel quadro delle nuove dinamiche del Mediterraneo e della crescente attenzione europea verso il Nord Africa come area chiave per la sicurezza energetica, industriale e alimentare.

Piano Mattei

In occasione della sua missione, il ministro Tajani visiterà anchela Mostra sui 70 anni delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi e la Mostra “Storie di calcio tra l’Italia e la Tunisia”, oltre a partecipare al Ceo Committee italo-tunisino “Includere per crescere-Piano Mattei”, promosso dall’ente tunisino Institut Arabe des Chefs d’Entreprise e da Elis, ente non profit italiano che opera nei settori della formazione, dell’orientamento, dell’inserimento lavorativo e dell’innovazione sociale, attualmente coinvolto in numerose iniziative di formazione e accompagnamento all’inserimento lavorativo di lavoratori tunisini destinati al mercato del lavoro italiano nell’ambito del Piano Mattei. Obiettivo del Ceo Committee è di costruire modelli di cooperazione che siano vantaggiosi per entrambi i Paesi, pensati sia per rafforzare le competenze locali a beneficio delle imprese tunisine sia per favorire percorsi di mobilità qualificata, dalla Tunisia all’Italia, in un quadro migratorio regolato.

Vanessa Tomassini
Vanessa Tomassini

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