Tunisia – Europa: trent’anni di dialogo nel segno della storia e delle sfide globali
La Giornata dell’Europa, celebrata venerdì, ha offerto un palcoscenico significativo per riflettere sullo stato e sulle prospettive del partenariato tra la Tunisia e l’Unione europea (Ue). Le parole pronunciate dal ministro degli Esteri tunisino, Mohamed Ali Nafti, e dall’ambasciatore dell’Ue in Tunisia, Giuseppe Perrone, hanno tratteggiato un quadro complesso ma denso di storia condivisa e di sfide future da affrontare congiuntamente. Il trentennale dell’Accordo di Associazione, siglato nel lontano luglio 1995, ha rappresentato il fulcro delle riflessioni del ministro Mohamed Ali Nafti.
Un anniversario che, come ha sottolineato il titolare della diplomazia tunisina,
non è solo una ricorrenza formale, ma un’occasione preziosa per un bilancio di tre decenni di cooperazione.
Le nuove rotte del popolo tunisino
Un percorso che ha intrecciato le sorti di Tunisi e Bruxelles, plasmando dinamiche economiche, sociali e politiche. Nafti ha posto l’accento sulla necessità di guardare avanti, di tracciare “nuove rotte” che siano in linea con le aspirazioni del popolo tunisino e con le sue scelte di sviluppo. Un richiamo, velato ma presente, alla necessità di un dialogo che tenga conto delle specificità e delle priorità di Tunisi in un contesto regionale e globale in rapida evoluzione.
Le parole del Ministro tunisino hanno riecheggiato i principi fondanti del progetto europeo: solidarietà, rispetto per la sovranità nazionale e non interferenza negli affari interni. Un’eco che sottolinea la volontà di Tunisi di interagire con l’Ue su un piano di parità, riconoscendo il valore di un’eredità europea di oltre settantacinque anni come fonte di ispirazione per la cooperazione internazionale.
Un passaggio significativo del discorso di Nafti ha riguardato la questione palestinese. La ferma condanna della “brutale insensatezza” e l’appello per il pieno ripristino dei diritti del popolo palestinese, con Gerusalemme come capitale, ribadiscono una posizione storica e condivisa nel mondo arabo. Un tema sensibile che inevitabilmente si intreccia con le dinamiche geopolitiche regionali e con il ruolo che l’Ue può e deve svolgere nel promuovere la pace e la giustizia.
La valorizzazione dei giovani talenti
La “dimensione umana” del partenariato è stata un altro punto chiave toccato dal ministro. L’elogio dei programmi di scambio come Erasmus+ e Horizon Europe evidenzia il riconoscimento del valore dei legami interpersonali e della valorizzazione dei giovani talenti come pilastri di una cooperazione duratura. L’auspicio di un maggiore sostegno alla migrazione e alla mobilità regolare si inserisce in un dibattito complesso, che necessita di approcci equilibrati capaci di rafforzare l’integrazione economica e sociale, affrontando al contempo le sfide poste dalla migrazione irregolare con un approccio “globale e incentrato sull’essere umano“.
Dall’altra sponda del dialogo, l’ambasciatore Perrone ha riaffermato con forza l’impegno europeo verso la Tunisia, descrivendo la partnership transmediterranea come una “priorità consolidata nel corso di tre decenni”. Il “nuovo patto per il Mediterraneo” è stato presentato come un motore di rinnovato impulso per questa relazione “essenziale”, un segnale politico in un contesto globale segnato da crescente instabilità. L’approccio “Team Europe”, che vede gli Stati membri uniti nel perseguire obiettivi comuni, rappresenta la strategia chiave per garantire il radicamento della Tunisia nel contesto europeo. Perrone ha fatto eco alle parole di Nafti sui valori fondanti dell’Ue, sottolineando come essi trascendano la semplice somma degli Stati membri, incarnando uno spirito di pace, libero scambio, diritti umani e primato del diritto internazionale. Un richiamo ai principi che guidano l’azione esterna dell’Unione e che rappresentano un terreno comune di dialogo con la Tunisia.
Le crisi globali
Inevitabile, anche nel discorso dell’ambasciatore, il riferimento alle crisi globali. L’orrore per le atrocità a Gaza e l’appello per aiuti umanitari immediati e depoliticizzati si affiancano alla ferma condanna dell’aggressione russa all’Ucraina e alla promessa di sostegno “finché sarà necessario”, accelerando il percorso di adesione di Kiev all’Ue. Questi passaggi sottolineano come le sfide globali si riverberino anche sul partenariato euro-tunisino, richiedendo una visione condivisa e un impegno comune per la difesa dei valori democratici e del diritto internazionale.
In conclusione, sia il Ministro Nafti che l’ambasciatore Perrone hanno delineato un quadro di una relazione bilaterale ricca di storia, ma proiettata verso il futuro. Un futuro che richiederà un dialogo continuo, basato sul rispetto reciproco e sulla consapevolezza delle sfide comuni, dalle questioni migratorie alla stabilità regionale, fino alla promozione di uno sviluppo economico e sociale inclusivo. Il trentennale dell’Accordo di Associazione rappresenta non solo un momento di celebrazione, ma anche un’opportunità per rinnovare l’impegno a costruire un partenariato ancora più solido e resiliente, capace di rispondere alle aspirazioni di entrambi i popoli. Il ringraziamento finale dell’ambasciatore alla BEI e agli sponsor privati sottolinea come questa cooperazione coinvolga una pluralità di attori, istituzionali e non, uniti nell’obiettivo di costruire un futuro più equo e prospero per la Tunisia e per l’Europa.

Vanessa Tomassini è una giornalista pubblicista, corrispondente in Tunisia per Strumenti Politici. Nel 2016 ha fondato insieme ad accademici, attivisti e giornalisti “Speciale Libia, Centro di Ricerca sulle Questioni Libiche, la cui pubblicazione ha il pregio di attingere direttamente da fonti locali. Nel 2022, ha presentato al Senato il dossier “La nuova leadership della Libia, in mezzo al caos politico, c’è ancora speranza per le elezioni”, una raccolta di interviste a candidati presidenziali e leader sociali come sindaci e rappresentanti delle tribù.
Ha condotto il primo forum economico organizzato dall’Associazione Italo Libica per il Business e lo Sviluppo (ILBDA) che ha riunito istituzioni, comuni, banche, imprese e uomini d’affari da tre Paesi: Italia, Libia e Tunisia. Nel 2019, la sua prima esperienza in un teatro di conflitto, visitando Tripoli e Bengasi. Ha realizzato reportage sulla drammatica situazione dei campi profughi palestinesi e siriani in Libano, sui diritti dei minori e delle minoranze. Alla passione per il giornalismo investigativo, si aggiunge quella per l’arte, il cinema e la letteratura. È autrice di due libri e i suoi articoli sono apparsi su importanti quotidiani della stampa locale ed internazionale.



