Aumenta a Kiev l’influenza sul potere degli ultranazionalisti ucraini
La rivista americana National Review ha riportato l’analisi di due brutte notizie provenienti da Kiev. I segnali di un aumento dell’importanza degli ultranazionalisti sulla scena politica ucraina preoccupano molto. Persino due alleati di Zelensky come Israele e la Polonia non hanno gradito gli onori che vengono tributati a Kiev a personaggi della Seconda Guerra mondiale che avevano noti e pesanti legami col nazismo.
Polacchi infastiditi
Circolano ultimamente almeno due notizie che confermano una sorta di infausto schema che si delinea analizzando le prospettive dell’Ucraina. La prima è questa: venerdì scorso il presidente della Polonia Karol Nawrocki ha dichiarato che farà in modo di togliere a Zelensky la più alta onorificenza di Stato che gli era stata conferita da Varsavia. Il motivo che è Kiev ha intitolato una sua unità militare all’UPA. UPA è il nome di quell’Esercito Insurrezionale Ucraino che combatté insieme ai nazisti contro i sovietici. C’è da considerare che la Polonia non è in grande amicizia con la Russia, ma nemmeno è inutilmente ostile ai nemici di Mosca. Lo stesso Nawrocki appartiene a un partito il cui leader sostiene che i russi abbiano assassinato suo fratello.
La seconda notizia riguarda i resti del capo militare ucraino del XX secolo Andrii Melnyk e di sua moglie Sofiia Fedak-Melnyk. Sono stati riesumati in Lussemburgo e riportati in patria la scorsa settimana, per essere quindi seppelliti presso il cimitero memoriale vicino a Kiev. Alla cerimonia hanno partecipato anche Zelensky insieme a vari alti funzionari. Melnyk fu a capo dell’OUN, l’Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini che si distinse in attività violente contro i polacchi. Ha affermato durante la celebrazione Zelensky: Oggi tutti noi vediamo che la concezione nazionale ucraina può superare ciò che un tempo sembrava assolutamente insormontabile.
Melnyk forse è poco conosciuto in Occidente: fu membro di quella OUN che nella Seconda Guerra mondiale cooperò coi nazisti, proprio come il più noto Stepan Bandera, considerato a Kiev un eroe nazionalista ed elogiato dall’estrema destra ucraina. Melnyk fu più estremo e più collaborazionista dello stesso Bandera, e infatti il suo riseppellimento ha provocato la condanna della Polonia e di Israele.
Parlare degli ultranazionalisti è un tabù
Molti sostenitori occidentali della causa di Kiev hanno provato a rendere un tabù il parlare degli ultranazionalisti ucraini e dei loro legami storici col Terzo Reich e del loro razzismo. Tuttavia era ovvio sin dai tempi del Maidan che sussiste una tacita alleanza fra i liberali ucraini che vorrebbero orientare il Paese verso Occidente e dunque via dalla Russia e i gruppi come l’Azov e le fazioni banderiste. Certo, non tutti quelli che indossano simboli nazisti saranno dei nazisti, ma Varsavia e Tel Aviv non si infastidiscono per niente.
Le notizie di cui sopra rappresentano un pessimo segnale, anzitutto perché indicano come gli ultranazionalisti abbiano sempre più influenza su Zelensky, il quale nella sua precedente incarnazione politica non avrebbe mai osato attuare i gesti che oggi ha fatto. In secondo luogo perché mostrano come probabilmente l’Ucraina patisca oggi una terribile carenza di uomini. Kiev infatti non può arruolare chi ha già lasciato il Paese e non può nemmeno mantenere la promessa di ingresso nelle istituzioni politiche occidentali. Così il governo adesso punta molto sulle fazioni più dedite alla causa, promettendo loro un’Ucraina pura e purificata, anche se ciò costerà la perdita dell’appoggio degli Stati che ancora appoggiano Kiev.

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