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Tanzania, grave attentato vicino all’Ambasciata francese. Ucciso il killer

Al momento è di cinque morti e sei feriti il bilancio dell’attentato avvenuto davanti all’ambasciata francese nella zona di Salenda, nella cittadina di Dar es Salaam, la più grande  della Tanzania e soprattutto il più importante centro economico del Paese. Un uomo, all’apparenza normale con un paio di pantaloni, camicia a quadretti e il kufi sul capo, ha iniziato a sparare con una mitraglietta appesa al collo verso tre agenti di polizia e un uomo della sicurezza. Non sono ancora chiare le ragioni dell’insano gesto che lo hanno portato a prendere di mira proprio la rappresentanza Diplomatica Parigina.

 Il Presidente Samia Suluhu Hassan ha immediatamente parlato alla nazione, chiedendo di rimanere calmi e nello stesso tempo di stare in allerta. Il Popolo in questo momento e preso dallo sgomento e paura, e sono stati vissuti veri e propri attimi di panico. Un testimone Lucy Kilomo, che al momento dell’attentato si trovava su un autobus, ha testimoniato che molti automobilisti hanno abbandonato le proprie auto in mezzo alla strada per cercare di mettersi al riparo. L’Ispettore generale della Polizia Simon Sirro ha affermato che la polizia stava cercando di identificare l’aggressore in un breve video pubblicato da Millard-Ayo, un sito web di notizie dalla Tanzania. La polizia in servizio presso la missione francese e una banca vicina hanno cercato di fermare l’uomo armato di mitraglietta, che stava urlando di voler uccidere gli agenti di polizia e gli infedeli. Non è stato immediatamente chiaro se la sparatoria avvenuta nell’area diplomatica, fortemente  sorvegliata, fosse un attacco terroristico. Liberatus Sabas, il capo delle operazioni di polizia della Tanzania ha affermato che l’uomo armato ha aggredito inizialmente due agenti della polizia, sembra che abbia preso le loro pistole ed abbia iniziato a sparare verso l’ambasciata francese. Subito dopo ha cercato rifugio in una struttura vicino all’ambasciata francese da dove ha continuato a sparare. Lo scontro è avvenuto poco dopo, che il Presidente Hassan si trovava in un altra parte della città, esattamente il centro commerciale della Tanzania.

Purtroppo questo attentato ricorda la sparatoria avvenuta nel 1998, essendo vicino alla scena del crimine di queste ore. Nel 1998, furono colpite le sedi diplomatiche degli Stati Uniti in Tanzania e in Kenya. L’attacco avvenne simultaneamente sia in Kenya esattamente a Nairobi e a Dar es Salaam, la mattina del 7 agosto alle 10,45. La data fu scelta in quanto ricorrenza dell’ingresso delle truppe americane sul suolo saudita durante la prima guerra del golfo. L’esplosione di Nairobi fu la più violenta visto che la deflagrazione si sentì ad oltre trenta chilometri di distanza. L’esplosione distrusse completamente l’Ambasciata statunitense e danneggiò gravemente molti edifici circostanti. Questo causò 212 morti e circa 400 feriti.  Ad Dar es Salaam l’entità dell’esposizione fù minore danneggiando la struttura dell’Ambasciata e causando 11 morti e 50 feriti. Gli attentati furono rivendicati da Osama Bin Laden, ma i veri motivi non furono mai del tutto chiariti. In alcuni messaggi Bin Laden sosteneva che nelle Ambasciate colpite, era stato programmato il genocidio Ruandese. In altre occasioni sostenne che la motivazione era stata l’invasione della Somalia oppure l’intenzione degli Stati Uniti d’America di dividere il Sudan in due Nazioni separate. Considerando questi fatti il Presidente degli Stati Uniti d’America Joe Biden  tramite l’Ambasciata Americana ha chiesto la massima allerta ai suoi connazionali e di evitare di sostare nell’area dove sono avvenuti gli attentati. Purtroppo questi attentati  malgrado l’intelligence, a volte non vengono intercettati, soprattutto quando sono compiuti da un soggetto solitario, e come già descritto prima, mediante persone che si confondono in mezzo agli ignari cittadini. Comunque l’allerta in Africa è sempre molto alta, soprattutto per via dei confini che offrono riparo agli jihadisti, pd al-Qaeda, ed altri gruppi terroristici.  

Lo Stringher di Africa exPress in Tanzania ha dichiarato che secondo alcuni amici e conoscenti dell’aggressore, l’uomo sarebbe ritornato recentemente dall’Egitto, e che da allora parlava solamente e unicamente di Jihad, e predicava la guerra santa contro l’Occidente e gli infedeli. Altre fonti dicono che l’uomo armato era uno straniero e la polizia crede che provenisse inizialmente dalla Somalia. Simon Sirro ha anche avvertito che  l’attacco potrebbe essere collegato all’insurrezione Jihadista nel vicino Mozambico, dove un numero crescente di nazioni Africane sta inseguendo congiuntamente i combattenti. Il Presidente Sania Suluhu Hassan ha dichiarato che l’aggressore è stato neutralizato, ucciso mentre era in mezzo alla strada. Le generalità non sono state ancora rilevate e si pensa che potrebbe essere solo una persona con problemi psichici. Il Presidente della Tanzania ha poi inviato le condoglianze alle famiglie dei poliziotti e della società della sicurezza che hanno perso la vita in questo attento.

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Nata l'11 novembre del 1959, opera come Tecnico Sociale ed è impegnata professionalmente da circa 34 anni proprio nell'ambito del sociale. Da dieci anni visita il Kenya per amore e passione di quella terra.

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