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Taiwan, chiesta la rimozione della statua del leader nazionalista Chiang Kai-shek

Oltre 400 attivisti taiwanesi hanno chiesto la rimozione di una statua di bronzo del leader nazionalista Chiang Kai-shek, situata in un memoriale in centro a Taipei a lui dedicato. I rappresentanti dei diritti umani hanno spiegato che l’iniziativa sarebbe funzionale a “promuovere la giustizia di transizione a Taiwan” e “indurre una riflessione sul passato antidemocratico dell’isola“. Chou Wan-yao, docente di storia all’università nazionale di Taiwan, considera la petizione una manifestazione di sostegno ad un piano presentato lo scorso settembre dalla Commissione per la giustizia transitoria (Tjc) di Taipei, agenzia governativa indipendente che lavora con lo scopo di indagare la storia del partito conservatore Kuomintang. La Commissione aveva bollato la statua di Chiang come un “simbolo autoritario” e ne aveva proposto la rimozione per creare un parco pubblico.

L’ipotesi di rimuovere la statua ha polarizzato il dibattito nell’opinione pubblica ed è considerata da molti un prerequisito per “consolidare i diritti umani e lo stato di diritto” a Taiwan. La stessa presidente Tsai Ing-wen e il Partito progressista democratico (Ppd) di cui è leader hanno lavorato negli anni per prendere le distanze dal “culto della personalità” di Chiang e dal suo dominio sull’isola.

Ma chi era Chiang Kai-shek? Fu capo del governo nazionalista in Cina tra il 1928 e il 1949. Dopo la guerra civile cinese riprese, fuggì a Taiwan nel 1949, dove regnava Chiang, sostenuto dagli aiuti economici e militari statunitensi, fino alla sua morte, quando suo figlio, Chiang Ching-kuo, prese le redini del governo. I suoi anni al governo di Taiwan, sebbene dittatoriale, hanno portato a un grande sviluppo economico dell’isola e ad una crescente prosperità nonostante la precaria posizione geopolitica dell’isola. Nella Cina continentale è stato considerato come un capo che non servì gli interessi della nazione, accusato sia di aver evitato di impegnarsi con tutte le forze contro i giapponesi, sia di aver cercato di spezzare la fazione comunista. A Taiwan è odiato a causa del suo governo autoritario sull’isola.

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