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Principato di Monaco: rammarico per la rottura dei rapporti commerciali con la Russia

Guillaume Ros, direttore generale del Monaco Economic Board (MEB), ha affermato che per il Principato di Monaco gli scambi commerciali con l’Ucraina e la Russia sono a un punto morto. Oltre alla mancanza di rapporti commerciali, ciò che rattrista di più è la lontananza da un punto di vista sociale, perché le relazioni russo-monegasche risalgono alla fine del  XIX secolo: il legame è sempre stato forte tra i due Paesi e oggi siamo straziati nel vederlo allentarsi. Ad essere particolarmente colpite dall’attuale interruzione sono le società che operano nel commercio e nel settore petrolifero, ma il tessuto economico sta già lavorando a soluzioni alternative. Ros sostiene che nel totale degli scambi con l’estero di Monaco, quelli con la Russia avevano un peso relativamente basso, ma l’importanza del mercato russo si riflette nella missione esplorativa condotta a San Pietroburgo tre anni fa, nel ventennale della fondazione del MEB, con l’obiettivo di espandere la rete commerciale e creare nuove opportunità di business; inoltre per quest’anno erano previsti altri due viaggi (ora annullati) proprio nella ex Leningrado. Grazie al suo lavoro, Ros conosce bene la Russia e si rammarica del fatto che i legami costruiti con la Federazione Russa dal 2015, e anche molto prima, ora si sono spezzati. Ad essere colpito è pure il turismo: come numero, fra i primi dieci nel gruppo di turisti stranieri a Monaco vi erano i russi. E a proposito dello stop ai commerci con la Russia, il Ministro di Stato Pierre Dartout sostiene che è ancora troppo presto per valutarne l’impatto sull’economia locale e che la pesantezza delle conseguenze dipende dalla durata del conflitto. Monaco ha aderito alle sanzioni promosse dall’Unione Europea contro la Russia e alla “lista nera” con i nomi dei cittadini russi sanzionati. Il capo del governo ha comunicato di aver preso in esame la questione della confisca dei beni privati dei russi del Principato, ma non è dato sapere a quanti di loro effettivamente potrebbero essere congelati i fondi, gli yacht o i beni immobiliari. 

Il 22 febbraio si è svolta la visita ufficiale del presidente della Repubblica di Serbia, Aleksandar Vučić, che è stato accolto con una cerimonia militare alla dal sovrano e capo dello Stato il Principe Alberto II. L’obiettivo dell’incontro era di rafforzare le relazioni diplomatiche fra i due Paesi, iniziate nel 2007; nel 2020 era stato firmato una accordo economico in occasione del viaggio di Alberto II a Belgrado. Questa volta le parti hanno siglato un accordo-quadro di cooperazione in sfere diverse,tra cui ambiente, investimenti ed economia e poi la ricerca di sinergie, la creazione di partenariati e l’istituzione di una linea aerea tra Belgrado e Nizza. La firma è stata messa dalla ministra degli Affari esteri e della cooperazione monegasca Isabelle Berro-Amadeïe dal ministro degli Affari esteri serbo Nikola Selakovic. Alberto II ha consegnato a Vučić la Gran Croce dell’Ordine di San Carlo.

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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