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Cipro: Ministro degli Esteri chiede soluzione politica alla crisi ucraina e accusa la Turchia di essersi defilata

Le tensioni fra Cipro e Turchia restano alte pure in questo frangente storico. Il ministro degli Esteri cipriota Ioannis Kasoulides ha chesto all’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Josep Borrell la ragione per cui la Turchia, membro della NATO e aspirante membro della UE, si sia defilata rispetto alla condanna verso la Russia e all’applicazione delle sanzioni; si è inoltre stupito che nessun Paese europeo abbia ancora fatto notare l’incoerenza della posizione turca. Secondo Kasoulides, la Turchia si comporterà in maniera sempre più sfacciata fino a che non vi saranno ripercussioni per la sua neutralità. Il Ministro ha anche chiesto che sia l’Unione Europea ad assumersi la responsabilità per quanto riguarda la Turchia: Cipro infatti, non avendo il controllo dello spazio aereo sulla parte dell’isola controllata dai turchi (ossia la Repubblica Turca di Cipro del Nord), non può garantire che sia rispettata la decisione di chiudere il passaggio agli aerei russi. Kasoulides ha sottolineato per l’Ucraina la necessità di un’urgente soluzione politica e diplomatica che venga accettata da tutte le parti in causa: e se da un lato ha esortato l’Europa a spingere la Turchia fuori dalla sua neutralità e magari a farle assumere il ruolo di mediatrice nella crisi, dall’altro ha elogiato la decisione di Washington e Bruxelles di non coinvolgere direttamente la NATO nel conflitto dando supporto militare all’Ucraina, perché il pericolo di una Terza guerra mondiale combattuta con armi nucleari è reale. E per quanto concerne la crisi che dal 1983 divide Cipro in due, l’ambasciatore tedesco Anke Schlimm ha definito come un passo nella giusta direzione la proposta del ministro Kasoulides di un “pacchetto di misure di rafforzamento della fiducia” (CBM – Confidence Building Measures). Schlimm ha detto che la Germania continua a preferire per l’isola una soluzione federale rispetto a quella a due Stati, aggiungendo: speriamo che la Turchia e la comunità turco-cipriota rispondano in maniera aperta e costruttiva alla recente iniziativa lanciata dalla Repubblica di Cipro. Tra le misure proposte vi è il ripopolamento sotto amministrazione ONU di Varosha, il quartiere della città di Famagosta abbandonato dopo il 1974 a seguito dei combattimenti.

Nicosia sta approntando le risorse alimentare per affrontare un eventuale deficit che potrebbe generarsi dal conflitto in Ucraina. Il governo ha approvato la proposta del ministro dell’Agricoltura Costas Kadis per l’acquisto di 36mila tonnellate di cereali, che vanno a sommarsi alle scorte già effettuate che dovrebbero durare fino a metà aprile. Il Ministro ha dichiarato che la situazione viene monitorata quotidiamente e che se necessario saranno ordinati ulteriori quantitativi di alimentari, specificando che grazie a una legge recentemente adottata è lo Stato stesso a poter ordinare le merci per poi girarle agli importatori, in condizioni di assoluta trasparenza. Il governo ha già alzato il livello di attenzione verso le ricadute del conflitto perché l’inflazione a febbraio è salita del 6,6%, come comunicato dal Servizio statistico di Cipro. I prezzi hanno subito il maggiore incremento per la benzina e i derivati del petrolio (28.4%), l’elettricità (22.4%) e l’agroalimentare (17.5%), e poi anche per acqua, casa e trasporti.

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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