Paesi baltici in difficoltà per i droni ucraini caduti sul loro territorio
I droni di Kiev continuano a passare e a cadere sul suolo delle Repubbliche Baltiche, Lituania e Lettonia in particolare. Questi due Paesi hanno chiesto alla NATO di aumentare le difese aeree nella zona, dopo che la settimana scorsa di due velivoli senza pilota di origine ucraina uno si era schiantato in territorio lettone.
Colpito un deposito petrolifero
L’incidente ha riguardato un deposito petrolifero presso Rezekne, a 40 chilometri dal confine con la Federazione Russa. I residenti hanno sentito delle esplosioni; spaventati, alcuni di loro hanno iniziato i preparativi per fuggire dal luogo. Quattro cisterne sono state danneggiate e sono stati trovati lì vicino i resti di un drone. Le autorità hanno dichiarato l’emergenza e chiuso le scuole in diversi comuni.
I Ministri della Difesa chiedono aiuto alla NATO
Secondo il comunicato del ministro della Difesa di Riga Andris Sprūds, i droni erano stati “probabilmente” lanciati dai militari di Kiev contro obiettivi russi vicini alla Lettonia. Però sono caduti dalla parte sbagliata del confine. Il ministro ha evidenziato come la difesa dei cieli sia una “responsabilità condivisa” fra i membri dell’Alleanza Atlantica. Sollevando la questione, ha fatto notare come al suo Paese occorra la presenza di unità militari competenti in merito. Anche il suo omologo lituano Robertas Kaunas ha chiesto una maggiore sicurezza per lo spazio aereo nazionale: Rafforzare la difesa anti-drone nella nostra regione dovrebbe avere un’importanza particolare (per la NATO); forze aggiuntive sono le benvenute qui.
Incidenti troppo frequenti
Nel corso dell’emergenza si sono levati in volo i caccia francesi della missione di sicurezza per i cieli del Baltico. Da marzo sono stati infatti teatro di una serie di incidenti analoghi, coi droni che talvolta finivano contro infrastrutture energetiche o vicino ai centri abitati. Cercando di attaccare la Russia, i velivoli ucraini sono caduti anche in Finlandia. Estonia, Lettonia e Lituania hanno ribadito di non aver dato il permesso a Kiev di passare dal loro spazio per andare ad attaccare obiettivi nella Federazione Russa. Dall’Europa comunque danno sempre la colpa a Mosca, su cui scaricano la responsabilità anche quando i droni sono inequivocabilmente ucraini.
Smentito l’ultimo caso
E ai russi danno anche la colpa della presunta disinformazione riguardo all’incidente del 5 maggio, avvenuto sulla linea ferroviaria lettone Riga-Daugavpils. Le immagini diffuse sui social mostrano un treno fermo, con una delle carrozze che ha preso fuoco e i passeggeri che si allontanano da essa. Le autorità locali parlano semplicemente di un danneggiamento al motore e smentiscono l’ipotesi del drone ucraino che avrebbe colpito il treno. Anzi, la polizia lettone ha avviato un’indagine penale contro chi avrebbe sparso questa voce, sotto la fattispecie di “disturbo dell’ordine pubblico”.

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