E ora l’Unione Europea vorrebbe trattare con la Russia
I vertici dell’Unione Europea sarebbero pronti a trattare con la Russia. Ne ha parlato l’Alto rappresentante UE per gli Esteri Kaja Kallas, che ha rivelato come i Paesi membri stiano discutendo le modalità con cui impegnarsi direttamente in negoziati con Mosca. Ha precisato che nel prossimo incontro informale previsto a Cipro il 27 e 28 maggio la questione sarà approfondita dai rispettivi Ministri degli Esteri.
Proprio la Kallas vuole guidare la missione
Sarebbe un passo notevole da parte dell’Unione Europea, che finora ha sdegnosamente rifiutato qualunque ipotesi di dialogo col Cremlino. Ancor più sbalorditivo il fatto che proprio la Kallas si sia proposta per guidare la missione. Certo, prima occorre parlarne fra di noi, spiega, anche perché vi sono certamente molte questioni relative alle nostre richieste alla Russia finalizzate ad avere un’Europa stabile e in pace. Per averla serve che a fare concessioni siano tutte le parti in causa, compresa Mosca. Avendo praticato l’avvocatura prima di entrare in politica, ritiene di essere la persona giusta per ottenere questo risultato. Dice infatti di “saper individuare ed evitare le trappole dei russi”, la qualità che serve a negoziare con loro.
Quel che è certo è che ha cambiato radicalmente la sua posizione nel giro di pochi mesi. Ancora a febbraio dichiarava che avanzare richieste precise alla Russia fosse più importante che sedersi al tavolo delle trattative e che alle richieste massimaliste di Mosca occorresse replicare allo stesso modo. Dunque nessuna concessione, nessuna apertura e nessuna disponibilità, dato che la Russia “resta la più grande minaccia che l’Europa sta affrontando”, diceva la Kallas. Ma oggi vuol parlare direttamente coi minacciosi russi, ai quali nel corso degli anni ha sempre riservato parole di ostilità e disprezzo. Per questo motivo, Putin ha detto che preferirebbe avere a che fare con qualcuno che non sia solito parlar male del suo Paese o insultarlo. Ha quindi proposto il nome dell’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder, che è invece sgradito alla Kallas. Secondo lei, Schröder non starebbe abbastanza dalla parte di Bruxelles, ma “si siederebbe da entrambi i lati del tavolo”.
Iniziativa parallela a quella americana
Un funzionario ucraino ha dichiarato al Financial Times che Kiev è lieta di vedere a livello europeo un maggiore “coordinamento” dell’iniziativa di pace, soprattutto se a rappresentare la UE sarà un personaggio che faccia “più pressione” su Mosca. Anche perché per il momento i negoziati trilaterali organizzati da Washington si trovano in pausa a tempo indefinito, mentre il sanguinoso conflitto va avanti e gli ucraini continuano a perdere uomini e mezzi. Da quel tavolo trilaterale la UE era rimasta esclusa, ma oggi il Presidente del Consiglio europeo António Costa asserisce che Bruxelles con la sua iniziativa deve “evitare di disturbare il processo” guidato da Trump.
C’è del potenziale per un dialogo fra Bruxelles e Mosca, sebbene Mosca non mostri segnali di effettiva volontà di trattare, ha precisato nel suo discorso tenuto la settimana scorsa all’Istituto Universitario Europeo (IUE) di Firenze. Secondo lui, con la Russia si dovrà parlare anche della sicurezza del continente: Non possiamo cambiare la geografia. Ci troviamo in Europa. Tutti sanno che un giorno dovremo trattare con la Russia sul futuro dell’architettura di sicurezza.
Alcuni membri UE sono titubanti
Non tutti gli Stati membri desiderano impegnarsi oggi in trattative dirette con Mosca. Resta ancora in ballo la decisione sul se, come e quando allestire tale negoziato, ammesso e non concesso che il Cremlino accetti subito il formato che Bruxelles proporrà. Secondo il ministro degli Esteri svedese Maria Malmer Stenergard, a Putin non interessano i colloqui di pace, perciò occorre più pressione sulla Russia per fargli cambiare idea. Per l’omologo lituano Kęstutis Budrys non serve dialogare tanto per dialogare, ma bisogna prima rispondere a una serie di domande: di cosa discuteremo? quali saranno le nostre richieste? siamo tutti d’accordo su tali richieste? qual è la nostra strategia e qual è il nostro obiettivo?
Disponibilità ai colloqui arriva invece dall’Italia e dall’Austria. Antonio Tajani sottolinea che la UE non è in guerra contro la Russia e che è importante essere una controparte dei negoziati. Lo afferma anche il ministro degli Esteri di Vienna Beate Meinl-Reisinger, secondo cui è arrivato il momento per gli europei di essere un partecipante attivo del processo di pace.

Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana.
