Disertori e renitenti, il triste segreto di Pulcinella della difesa ucraina rivelato dal nuovo ministro
Il triste segreto di Pulcinella dell’esercito ucraino è stato rivelato dal nuovo ministro della Difesa. Un numero esorbitante di uomini che evitano in tutti i modi di arruolarsi e di soldati che, esausti e demoralizzarti, disertano e si nascondono. E intanto sullo sfondo ci sono gli ucraini che, se possono, scappano all’estero.
Primo discorso col botto
Nel suo primo discorso parlamentare il nuovo ministro Mykhailo Fedorov ha tirato fuori numeri sconcertanti. Lo sono almeno per coloro che – soprattutto in Europa – continuano a credere alla storia di un Paese aggredito che si difende compatto contro un’aggressione “immotivata”. Il 34enne neo ministro ha ammesso che vi sono almeno 2 milioni di civili renitenti alla leva e 200mila soldati che hanno disertato, cioè hanno abbandonato le posizioni senza permesso e non sono tornati. È la prima volta che un funzionario del suo livello rivela dei dati negativi in maniera così eclatante e trasparente: l’intenzione di Fedorov è di attirare in questo modo l’attenzione verso i problemi del suo dicastero, che come dice lui stesso sono molti e bisogna affrontarli immediatamente. Non voglio essere populista, ma realista, spiega nell’indicare il cambio di passo rispetto al predecessore Denys Shmyhal, il quale ora è diventato Ministro dell’Energia.
I problemi
I principali problemi evidenziati da Fedorov sono la farraginosa burocrazia che pesa sul funzionamento della struttura difensiva del Paese e la carenza di risorse umane e militari. Il quadro è reso ancor più fosco da un terrificante buco di bilancio. Vengono così impediti di fatto l’aumento dello stipendio dei combattenti e la certezza dei pagamenti alle Forze armate, quindi viene ammantata di diffidenza e disonore l’immagine della Difesa. In questo modo si agevola la voglia di disertare o di non presentarsi per la chiamata alle armi. L’obiettivo del dicastero, dice il ministro, sarà d’ora in avanti quello implementare le riforme per migliorare le condizioni al fronte, sradicare la corruzione, favorire una cultura della fiducia e della leadership. Oltre a ciò, intende incrementare molto l’utilizzo delle nuove tecnologie per modernizzare l’esercito e soprattutto sopperire alla mancanza di uomini.
Segreto di Pulcinella
Del morale basso e delle diserzioni alte in realtà si sapeva già da tempo, ma Fedorov ha squarciato il velo di ipocrisia. L’americana CNN scrive: Le condizioni lungo la linea del fronte sono da tempo brutali, con le truppe di Kiev che spesso cercano di mantenere posizioni chiave anche se sono in inferiorità numerica e di armi. Lo stesso Zelensky durante la vicenda di Pokrovsk, città strategica nel Donbass ora in mano ai russi, aveva parlato di una superiorità di otto volte delle truppe di Mosca rispetto alle sue, ma insisteva nel sopravvalutare le possibilità delle forze di Kiev.
L’ex deputato Ihor Lutsenko, che oggi fa parte dell’esercito, riferisce la cifra record di più di 21mila casi di diserzioni nello scorso ottobre, suggerendo che molti altri potrebbero essere avvenuti senza però venire registrati nelle statistiche ufficiali. A questo problema finora il governo aveva reagito in maniera severa e tentando poi la via della comprensione. Il codice penale punisce la diserzione con una pena fino a 12 anni di carcere, mentre la renitenza fino a cinque anni in tempo di guerra. Con una legge di fine 2024 si però concesso a coloro che avevano disertato la prima volta di tornare serenamente alla propria unità senza subire la revoca dello stipendio o altri misure punitive.
Cambiamenti e soluzioni
Dopo aver parlato con Fedorov, Zelensky ha dichiarato che occorrono “cambiamenti più ampi” nel meccanismo di mobilitazione, che finora ha prodotto un numero eccessivo di renitenti e uno troppo basso di volontari. L’ex ministro della Difesa Umerov aveva detto infatti che nel 2024 solo il 12% delle reclute si erano presentate spontaneamente, mentre centinaia di migliaia di ucraini fuggivano all’estero. Solo in Germania e Polonia ve ne sono oggi più di due milioni. Si sta occupando della questione anche il nuovo capo dell’ufficio presidenziale Kyrylo Budanov, che il 10 gennaio ha incontrato i capi delle Forze armate per discutere le istanze della corruzione nei centri di reclutamento e dell’abuso di ufficio. Ha affermato che questi problemi insieme alle diserzioni “influiscono direttamente sulle capacità difensive dell’Ucraina” e che le autorità prepareranno “soluzioni chiare ed efficaci”.
Incremento tecnologico
Zelensky ha affermato che l’incremento della componente tecnologica dell’esercito sarà una delle priorità del nuovo corso del dicastero della Difesa sotto Fedorov, che fino a inizio 2026 era viceministro della Trasformazione digitale e che ora dovrà sovrintendere alla mobilitazione e al rafforzamento dell’industria bellica. L’obiettivo è creare una potenza tecnica e produttiva tale da compensare la superiorità dell’esercito russo e della sua artiglieria. Dunque bisognerà lavorare sui nuovi mezzi per migliorare l’esercito, compresi naturalmente i droni, dice il presidente. Fedorov dal canto suo sottolinea come più robot significa meno perdite, più tecnologia significa meno morti. Elenca poi i numeri dell’industria militare: 500 aziende ucraine che producono droni, 200 fanno apparecchiature elettroniche di disturbo e più di 20 fabbricano missili.

52 anni, padre di tre figli. E’ massimo esperto di Medio Oriente e studi geopolitici.

