Esercito ucraino in crisi per diserzioni e mancanza di uomini

Esercito ucraino in crisi per diserzioni e mancanza di uomini

18 Novembre 2025 0

Gli aiuti militari forniti con generosità dall’Occidente non possono sopperire a un problema di Kiev che sta raggiungendo il livello critico: la carenza di soldati al fronte. La causa del fenomeno risiede essenzialmente nella mancanza di uomini da reclutare, perché molti sono fuggiti all’estero, e nelle diserzioni in aumento.

Un riconoscimento che nasconde un problema

La scorsa settimana Zelensky ha premiato due soldati con la Croce al Merito militare, la più alta onorificenza dell’esercito ucraino. Si sono distinti per aver tenuto la posizione al fronte senza interruzione per ben 165 giorni, durante i quali sono falliti almeno trenta tentativi di evacuazione a causa dell’intensità del fuoco e della presenza costante dei droni russi. Sono riusciti ad andarsene solo a fine ottobre, pare grazie alla nebbia che ne ha coperto l’uscita. Celebrati come eroi, il loro ritorno dopo quasi sei mesi non è affatto un bel segnale, perché dimostra tutta la difficoltà di far riposare i combattenti stanchi sostituendoli con truppe fresche. Per i primi è dura tornare a casa, mentre i secondi scarseggiano.

I soldati al fronte sono spesso al limite delle forze e dunque faticano a fronteggiare il nemico. Inoltre cala la motivazione quando capiscono che non possono andare in licenza, ma devono rimanere esposti al pericolo a tempo indeterminato. E intanto le linee ucraine si assottigliano e le maglie della difesa si allargano.

Deficit di uomini

Per ovviare a tali inconvenienti, spesso i comandi scambiano di posizione le unità e cercano di fare loro coprire la maggior superficie possibile. Ma in questo modo la loro presenza si dirada: meno uomini e sempre più stanchi presiedono le linee. La battaglia di Pokrovsk, che si sta concludendo con la vittoria russa, ne è un esempio lampante. Per settimane politici e personaggi pubblici come l’ex viceministro della Difesa Vitaliy Deynega, hanno chiesto di far defluire le truppe dalla sacca che si andava formando, per andarsene col minimo dei danni. Ma i comandi militari non potevano permettersi una ritirata strategica, vuoi per ordini superiori vuoi per una questione di orgoglio. E il risultato è stato comunque catastrofico. La perdita di Pokrovsk può comportare un largo passaggio aperto alla penetrazione dei russi verso occidente. A quanto sembra Kiev non avrebbe più uomini a sufficienza per tenere adeguatamente le linee difensive arretrate.

Impennata di diserzioni

Quello delle diserzioni non è un problema nuovo, ma oggi i numeri si sono impennati. Quasi 20mila episodi certificati a ottobre, record di quest’anno, ed è lecito supporre che ve ne siano molti altri non ancora segnalati o formalizzati. Già nel 2024 i media americani raccontavano di intere unità che contestavano gli ordini, rifiutavano di eseguirli durante i combattimenti e abbandonavano le postazioni. Un soldato intervistato da Associated Press (poi stato processato per diserzione) dava la colpa alla mancanza di volontà politica e alla pessima gestione delle truppe, soprattutto di fanteria. Come evidenzia il deputato Roman Kostenko, oggi quasi l’80% delle reclute cerca di scappare dai centri di addestramento. Un numero così alto che “presto equivarrà a quello dell’esercito stesso”, dice il parlamentare. Per l’ex deputato Ihor Lutsenko vorrebbero rifiutarsi di combattere pure i veterani, non soltanto i nuovi arrivati, perché le probabilità di morire crescono di giorno in giorno.

Quando i droni sono inutili

E infatti per la battaglia di Pokrovsk si sarebbe registrato il maggior numero di disertori e di imboscati, che preferiscono affrontare un processo piuttosto che il tritacarne del fronte. Il loro numero varia da regione a regione, spiega Sam Cranny-Evans del centro studi britannico Royal United Services Institute (RUSI). Un altro fattore che ostacola le capacità di combattimento degli ucraini secondo lui è rappresentato dal maltempo, che limita l’efficacia dei droni e dei sistemi di ricognizione. La nebbia impedisce di vedere e quindi di fornire i dati corretti all’artiglieria. Anche restando senza uomini, si possono sempre usare i droni, sostiene qualcuno. Purtroppo, spiega Cranny-Evans, i droni non sono in grado di tenere le posizioni, ma per definizione si spostano continuamente. Possono uccidere alcuni nemici, questo sì, ma poi i russi li abbattono e avanzano.

Chi lucra sulle diserzioni

La prospettiva della prigione, introdotta di recente dalla legge n.13260 approvata dal Parlamento di Kiev, non sembra scoraggiare chi intende sopravvivere stando lontano dal fronte. Qualche giorno fa le autorità ucraine hanno catturato i componenti di una banda che forniva assistenza completa a chi desiderava fuggire all’estero. Fra gli arrestati figura anche un poliziotto di Zaporizhzhia, città non lontana dalla prima linea. Proprio qui il gruppo aveva organizzato la sua ultima operazione, sventata dagli investigatori: per una costo pari a 13mila stavano allestendo la diserzione di un soldato, al quale avevano preparato i documenti falsi per poter espatriare.

Martin King
Martin King

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