Oltre il mosaico: l’Alma Mater riscopre i colori perduti della Tunisia romana
Non solo mosaici: la cultura cromatica delle pareti dipinte del Nord Africa romano riemerge dall’oblio, grazie a una sinergia internazionale tra l’Università di Bologna e la Tunisia. Si è concluso con successo a Tunisi il ciclo di conferenze della professoressa Antonella Coralini (Dipartimento di Storia Culture Civiltà – DiSCi), un progetto sostenuto dai fondi PNRR per l’internazionalizzazione che segna una nuova tappa nella cooperazione scientifica tra le due sponde del Mediterraneo. Grazie alla collaborazione con l’Università di Tunisi Al Manar, i tre incontri a Tunisi hanno rappresentato un’occasione privilegiata di scambio e riflessione per gli insegnanti, i ricercatori e gli studenti di Italia e Tunisia: al centro dell’attenzione, le forme delle abitazioni delle élites, la presenza degli dei nelle città e la pittura parietale, con molti casi di studio dall’Italia, con Pompei nel ruolo di protagonista.
Proprio sulle pareti dipinte della Tunisia romana, Direttrice del Centro Interuniversitario di Studi sulla Pittura Antica, e responsabile di importanti progetti di ricerca in partenariato fra l’Alma Mater e l’Institut National du Patrimoine (INP), la professoressa Coralini è impegnata dal 2025 in un ambizioso programma di studio e valorizzazione dei materiali conservati nei Musei di Cartagine e del Bardo.
Dal luglio al dicembre scorso l’équipe da lei codiretta con Nesrine Nasr (INP), ha già realizzato uno straordinario “scavo negli archivi” presso i due Musei. Un team multidisciplinare ha analizzato centinaia di casse colme di frammenti di intonaci dipinti, rivelando un patrimonio che per raffinatezza non ha nulla da invidiare ai celebri esempi di Pompei. “Le analisi hanno rivelato l’uso di pigmenti rari e costosi, come il rosso cinabro”, spiega la Prof.ssa Coralini.
Il nostro obiettivo è restituire alla conoscenza scientifica e al grande pubblico questi complessi decorativi che per secoli sono stati messi in ombra dalla maggiore resistenza dei mosaici, ma che costituivano la vera anima cromatica delle domus romane in Nord Africa.
Oltre alla ricerca scientifica, la missione ha rappresentato un vero e proprio laboratorio di alta formazione sul campo. Giovani specialisti, restauratori e archeologi tunisini hanno lavorato fianco a fianco con il team dell’Alma Mater, acquisendo metodologie d’avanguardia per il recupero, la pulizia e il consolidamento degli intonaci dipinti. Questo scambio di competenze mira a creare un nucleo locale di esperti capace di proseguire l’opera di tutela e valorizzazione del patrimonio pittorico nazionale, più fragile e meno studiato rispetto a quello musivo.
Le ricerche hanno portato alla luce decorazioni che fondono i canoni imperiali con il gusto locale: scene mitologiche, divinità, eroi e giardini lussureggianti. Tra le scoperte più affascinanti spicca lo studio sul soffitto della stanza da letto di una domus di Thaenae (vicino alla moderna Sfax). Le Direttrici del progetto, Nesrine Nasr per l’INP e Antonella Coralini per l’Alma Mater, hanno già curato una prima presentazione del progetto alla comunità scientifica nel novembre scorso, nel quadro del convegno internazionale – La Circulation des Hommes, des Objets et des Idées en Méditerranée Antique et Médiévale) ideato e organizzato dal professor Samir Guizani per l’Institut Supérieur de Sciences Humaines dell’Universitè de Tunis el Manar. I tre appuntamenti hanno avuto come focus: le domus romane in Italia, la pittura parietale romana e gli dei nelle città.
Informazioni di contesto
I fondi PNRR sono una linea di finanziamento specifica pensata per internazionalizzare il sistema universitario italiano e rafforzare i legami con atenei stranieri, specialmente in aree strategiche extra-Ue come la Tunisia.
L’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, fondata nel 1088, è ampiamente riconosciuta come la più antica università del mondo occidentale ancora in attività. Nonostante la sua storia millenaria, oggi è un’istituzione estremamente dinamica e proiettata verso il futuro.
L’Université de Tunis El Manar (UTM) è considerata la principale istituzione accademica della Tunisia e una delle più prestigiose di tutto il continente africano e del mondo arabo. Fondata nella sua forma attuale nel 1987 (ma con radici in facoltà molto più antiche), si distingue per un forte orientamento alla ricerca scientifica.

Vanessa Tomassini è una giornalista pubblicista, corrispondente in Tunisia per Strumenti Politici. Nel 2016 ha fondato insieme ad accademici, attivisti e giornalisti “Speciale Libia, Centro di Ricerca sulle Questioni Libiche, la cui pubblicazione ha il pregio di attingere direttamente da fonti locali. Nel 2022, ha presentato al Senato il dossier “La nuova leadership della Libia, in mezzo al caos politico, c’è ancora speranza per le elezioni”, una raccolta di interviste a candidati presidenziali e leader sociali come sindaci e rappresentanti delle tribù.
Ha condotto il primo forum economico organizzato dall’Associazione Italo Libica per il Business e lo Sviluppo (ILBDA) che ha riunito istituzioni, comuni, banche, imprese e uomini d’affari da tre Paesi: Italia, Libia e Tunisia. Nel 2019, la sua prima esperienza in un teatro di conflitto, visitando Tripoli e Bengasi. Ha realizzato reportage sulla drammatica situazione dei campi profughi palestinesi e siriani in Libano, sui diritti dei minori e delle minoranze. Alla passione per il giornalismo investigativo, si aggiunge quella per l’arte, il cinema e la letteratura. È autrice di due libri e i suoi articoli sono apparsi su importanti quotidiani della stampa locale ed internazionale.




