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Zimbabwe: elezioni suppletive previste a marzo, in attesa di quelle “in armonia” nel 2023

Il presidente dello Zimbabwe Emmerson Mnangagwa ha annunciato che le elezioni suppletive, già rimandate a causa del COVID, si terranno a marzo del prossimo anno. La tornata elettorale coinvolgerà i posti rimasti vacanti (per espulsione o decesso dei membri) sia all’Assemblea Nazionale, cioè la Camera bassa del Parlamento, sia nelle amministrazioni locali. Nel 2023 sono invece previste le elezioni generali, cosiddette “in armonia” perché dovrebbero segnare una nuova fase pacifica nella vita politica del Paese. Nel discorso fatto all’organo decisionale del suo partito, il Politburo dello ZANU-PF, il presidente ha anche criticato gli Stati occidentali che cercano di interferire nei processi elettorali dello Zimbabwe indicando quali riforme andrebbero fatte, e ha spiegato che il Paese ha accettato le linee guida del SADC, la Comunità di sviluppo dell’Africa meridionale. La Mo Ibrahim Foundation ha inserito Harare fra i primi cinque nel continente africano per livello di riforme politiche e socio-economiche: obiettivo dell’attuale governo è infatti quello di portare lo Zimbabwe ad essere un Paese a reddito medio-alto entro il 2030. Mnangagwa è succeduto nel 2017 a Robert Mugabe, dopo che quest’ultimo aveva “regnato” sul Paese per 30 anni. Oggi però è al centro di nuove critiche, stavolta per aver nominato sua moglie Auxillia Mnangagwa come segretaria della sezione Ambiente e Turismo del Politburo del partito e per aver fatto un rimpasto a sorpresa per altre cariche, espellendo e sostituendo alcuni importanti membri dello Zimbabwe African National Union – Patriotic Front.

Il ministro delle Finanze Mthuli Ncube ha annunciato in un discorso ufficiale che il prossimo anno le spese del bilancio statale verranno quasi raddoppiate (da 509 a 927,3 miliardi di zimdollar) allo scopo di minizzare le conseguenze della pandemia e dei due anni consecutivi di contrazione economica. Ne beneficeranno in particolare le infrastrutture e le aziende statali, tra cui la compagnia aerea di bandiera. Le risorse previste dovrebbero arrivare dalle tasse e dai Diritti speciali di prelievo (DSP) del Fondo Monetario Internazionale. Lo Zimbabwe sta comunque cercando di ripagare i debiti, in particolare verso la Export–Import Bank of China e il Club di Parigi, per poter poi accedere a nuove linee di credito. Inoltre è in fase di studio una riforma monetaria che permetta di frenare il crollo della valuta nazionale, scesa quest’anno del 29% rispetto al dollaro americano, con un conseguente forte aumento dell’inflazione.

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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