Stangata energetica. La pax Ue
Secondo un’elaborazione della Cgia di Mestre nel 2025 il caro-bollette si tramuterà in una vera e propria stangata. La brutta notizia riguarda sia le imprese che le famiglie italiane. Partiamo da queste ultime.
Rincari per aziende e famiglie
Secondo l’Autorità per l’Energia le bollette, che avevano già subito un incremento del 20% rispetto al 2022/23, registreranno un ulteriore aumento dell’11% per il gas e del 18% per l’energia elettrica. Tradotto in soldoni, ci ritroveremo a pagare ogni anno mediamente 272 euro in più. E per le imprese andrà anche peggio, in particolare quelle più energivore. La spesa aggiuntiva sarà di 1,6 miliardi di euro annui. Subiranno i maggiori rincari le aziende situate in Emilia Romagna e a seguire quelle in Piemonte e in Toscana, che viaggeranno su aumenti oscillanti fra il 19,6% e il 19,9% in più.
A tali incrementi c’è poi da aggiungere quello sulla benzina. In autostrada si è tornati a superare i 2 euro al litro, mentre in città il prezzo medio si aggira sugli 1,8 euro al litro. Quindi è chiaro che a breve saliranno i prezzi di tanti altri prodotti, visto che il caro del pieno influisce sull’autotrasporto e su tutta la catena distributiva.
NATO ed Europa insistono con la guerra
D’altra parte, il Governo italiano non può più investire 150 miliardi per calmierare e dopare al ribasso il costo dell’energia. Viene allora spontaneo domandarsi come in Europa di fronte a questi dati si continui a evitare di cogliere l’occasione per stoppare il conflitto in Ucraina. È questo infatti il principale fattore di spinta verso i prezzi record delle risorse energetiche. E invece proprio qualche giorno fa il segretario generale della NATO Mark Rutte ha affermato che occorre dare a Kiev ciò che le serve per “prolungare la battaglia e prevalere”. A loro volta, il presidente francese e il premier britannico continuano a sollecitare un invio di truppe europee in Ucraina.
Al contrario, sarebbe opportuno che all’opinione pubblica si raccontasse fino in fondo quanto è costata questa guerra all’Europa. Una guerra nata a tavolino con precisi scopi politici ed economici, nella quale a morire non sono certi i soggetti che l’hanno provocata. Nel conflitto stanno morendo fisicamente da un lato gli ucraini e i russi e dall’altro – economicamente – gli europei, in primis italiani e tedeschi. Ma vi deve pur essere chi che ne goda dei benefici: infatti sono l’industria bellica e quella energetica di qualche Paese situato oltreoceano.

Nato a Torino il 9 ottobre 1977. Giornalista dal 1998. E’ direttore responsabile della rivista online di geopolitica Strumentipolitici.it. Lavora presso il Consiglio regionale del Piemonte. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratore presso il settimanale locale il Canavese. E’ stato direttore responsabile della rivista “Casa e Dintorni”, responsabile degli Uffici Stampa della Federazione Medici Pediatri del Piemonte, dell’assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, dell’assessorato all’Agricoltura della Regione Piemonte. Ha lavorato come corrispondente e opinionista per La Voce della Russia, Sputnik Italia e Inforos.
