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Slovacchia: l’ente nazionale di controllo cerca di contenere il costo delle bollette

Il 2022 è iniziato per la Slovacchia con un caso politico. Il 4 gennaio il segretario di Stato del Ministero dell’Agricoltura e dello Sviluppo rurale Milan Kysel’ si è dimesso volontariamente dalla carica, motivando l’uscita come una risposta al linciaggio mediatico che ritiene di aver subito a seguito alla vicenda dei sussidi alle imprese slovacche. L’opinione pubblica lo ha infatti duramente attaccato dopo che il sito www.polnoinfo.sk aveva parlato degli acquisti gonfiati effettuati dal ministero a beneficio della Rimanec p.r.o., azienda che si occupa di allevamenti suini. Non solo il ministero comprava maiali dalla Rimanec alla cifra record di € 4500 a capo, ma Kysel’ è stato un membro del consiglio direttivo dell’azienda fino allo scorso giugno. Il ministro dell’Agricoltura Samuel Vlčan ha accettato le dimissioni, ringraziando Kysel’ per il lavoro svolto e per aver dimostrato con questo gesto un’elevata cultura politica. Vlčan ha dichiarato che non è stata riscontrata alcuna irregolarità nei procedimenti operativi del ministero, ma che nonostante ciò l’opposizione e alcuni gruppi di interesse si sono scagliati contro il segretario anche con attacchi personali a lui e alla sua famiglia, dimostrando in questo mdo di essere in realtà infastiditi dal lavoro svolto dal governo per estirpare la corruzione ed eliminare la non-trasparenza delle azioni di chi gestisce la cosa pubblica. Il partito di Vlčan ha infatti nella lotta alla corruzione il suo cavallo di battaglia, grazie al quale ha vinto le elezioni del 2020: OL’aNO (acronimo di Obyčajní Ľudia a Nezávislé Osobnosti, che significa “Gente Comune e Personalità Indipendenti”) detiene oggi un terzo dei seggi al Parlamento slovacco e ha espresso l’attuale premier Eduard Heger e sette ministri.

L’Autorità nazionale di vigilanza dell’energia (ÚRSO) ha emesso una disposizione finalizzata a contenere il costo delle bollette dei cittadini slovacchi: l’ente ha infatti deciso la riduzione delle tariffe della distribuzione e della trasmissione dell’elettricità, oltre che delle tariffe sui servizi, che in totale costituiscono più della metà del prezzo finale pagato dai titolari delle bollette a uso civile e lavorativo. Il costo del gas è invece destinato nel 2022 a salire e ad essere maggiore del biennio precedente, in particolare dello scorso anno, quando il prezzo scese in maniera significativa. Anche per il gas, comunque, la ÚRSO ha disposto una diminuzione delle tariffe di distribuzione e trasmissione per mitigare il prezzo finale; a differenza dell’elettricità, però, il costo del gas in sé arriva a rappresentare i due terzi del prezzo finale, dunque l’ente ha margini di manovra più ristretti per tutelare le tasche dei cittadini.

Cinque Paesi hanno risposto all’offerta lanciata dal Ministero della Difesa slovacco: ancor prima di sapere le condizioni esatte della gara di appalto (che usciranno a marzo) Repubblica Ceca, Finlandia, Romania, Spagna e Stati Uniti si sono infatti proposte per fornire mezzi blindati 8×8 all’esercito slovacco. Nel complesso si parla di 76 veicoli per un valore di 322 milioni di euro; come dichiarato dalla portavoce del Ministero Martina Koval Kakascikova, il prezzo costituirà solamente uno dei parametri decisionali, mentre gli altri componenti saranno le caratteristiche tecniche dei mezzi, il supporto logistico e la possibilità di coinvolgimento delle aziende slovacche. Quest’ultimo è stata valutato in un 40% del totale da parte del ministro della Difesa Jaroslav Nad (del partito OL’aNO).

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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