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Repubblica Centrafricana: Bitcoin moneta legale e abolizione della pena di morte

Dopo la Guinea nel 2016, il Chad nel 2020 e la Sierra Leone nel 2021, quest’anno è la Repubblica Centrafricana ad aver abolito la pena di morte. Il 27 maggio l’Assemblea Nazionale ha approvato per acclamazione la legge che ora attende di essere promulgata dal presidente Faustin-Archange Touadéra. Il passo successivo sarà la ratifica del Secondo protocollo opzionale della convenzione sui diritti civili e politici, l’accordo  internazionale sull’eliminazione della pena capitale entrato in vigore nel 1991. L’ultima condanna era stata inflitta più di quarant’anni fa, nel 1981, mentre nessun detenuto si trova attualmente nel braccio della morte: l’abolizione a livello ufficiale è comunque apprezzata dai difensori dei diritti umani come un gesto simbolico molto importante. Già Amnesty International aveva classificato la Repubblica Centrafricana come Paese “abolizionista nella pratica”, ma oggi esulta anche la Chiesa cattolica, che nel suo catechismo definisce assolutamente inammissibile la pena di morte, perché costituisce in tutti i casi un attacco all’inviolabilità e alla dignità della persona (definizione entrata in vigore con la riforma del 2018 voluta da Papa Francesco). Anche lo Zambia sta discutendo l’abolizione e si prevede che adotterà la relativa legge entro la fine del 2022.

La Repubblica Centrafricana ha creato un crypto hub chiamato Sango, dopo essere diventata lo scorso aprile il secondo Paese al mondo dietro a El Salvador a rendere il Bitcoin valuta di corso legale. La Banca Mondiale però si è detta preoccupata da queste iniziative e ha dichiarato che non darà il suo supporto al Sango. La tranche da 35 milioni di dollari che ha disposto non andrà infatti a questo progetto, ma allo sviluppo della governance digitale del settore pubblico, per migliorarne la trasparenza, l’efficienza e la gestione finanziaria. L’uso del Bitcoin come moneta ufficiale ha allarmato anche Abbas Mahamat Tolli, governatore della Banca degli Stati dell’Africa Centrale (BEAC), che ha scritto al ministro delle Finanze della Repubblica Centrafricana Herve Ndoba per comunicare la sua disapprovazione: secondo lui, l’iniziativa del Bitcoin servirebbe a scavalcare il controllo della Banca, mettendo a repentaglio la stabilità monetaria e determinando un impatto negativo notevole sul sistema del Franco CFA. Il presidente centrafricano Touadéra ritiene comunque che il Sango sia in grado rimodellare l’intero sistema finanziario nazionale e dare nuove opportunità allo sviluppo di tutta l’Africa: sarà infatti esentato dalle principali tasse e potrà accogliere tutti i tipi di business legati alle criptovalute

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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