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Putin stoppa Lukashenko su blocco gas all’Occidente

Voglio che tutti lo sappiano. Noi non abbiamo niente a che fare” con la crisi dei migranti al confine tra Bielorussia e Polonia. Vladimir Putin smentisce in un’intervista tv le accuse lanciate nei giorni scorsi alla Russia – dalla Polonia prima e da altri Paesi occidentali poi – secondo cui ci sarebbe Mosca dietro la situazione ai confini orientali dell’Ue, perché lavorerebbe con Alexander Lukashenko per orchestrare l’invio di migranti alle porte del blocco. Il presidente russo anzi rilancia contro i Paesi occidentali la responsabilità: “È importante ricordare da dove originano le crisi migratorie. È la Bielorussia che ha scoperto questi problemi? No, ci sono ragioni che sono state create da Paesi occidentali, inclusi i Paesi europei“, dice riferendosi alle politiche dell’Occidente in Medioriente. La Russia, che pur nei giorni scorsi ha mandato suoi paracadutisti in Bielorussia per esercitazioni congiunte al confine con la Polonia, in segno di appoggio a Minsk, si chiama fuori dalla matassa e suggerisce che Lukashenko e la cancelliera tedesca Angela Merkelsono pronti a parlarsi“. Poi fa un chiarimento sul gas, lanciando un avvertimento alla Bielorussia: se Lukashenko bloccasse il gas russo diretto verso l’Europa (come ha minacciato di fare) “sarebbe una violazione del nostro contratto di transito“. “Spero che non arriverà a questo“, prosegue il leader del Cremlino, promettendo che ne parlerà con il collega.

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