Petrolio, da Ursula e Trump sanzioni anti Ue

Petrolio, da Ursula e Trump sanzioni anti Ue

4 Agosto 2025 0

La notizia del giorno è che nemmeno il presidente dei petrolieri Gianni Murano ce la fa a reggere la propaganda di guerra. Stavolta ha sbottato e ha ammesso: “Il greggio americano – il petrolio per intenderci – non mi convince”. Murano aggiunge poi che tale petrolio “in questa fase non è nemmeno conveniente”. Il rappresentante dei petrolieri si riferiva all’accordo concluso dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen col presidente degli Stati Uniti Donald Trump nel quadro della partita sull’introduzione dei dazi.

UE sconfitta nella guerra commerciale con gli USA

Per abbassare dal 30% al 15% le tariffe che la Casa Bianca minacciava di gravare sulle importazioni di merci UE, la contropartita è consistita nell’impegno ad acquistare in tre anni prodotti petroliferi USA per un valore di 750 miliardi. In questo modo verrebbe praticamente vincolato ad un unico fornitore l’80% dei futuri acquisti europei in ambito di carburanti. Un’assurdità che, come giustamente sottolineato dal presidente Murano, farà aumentare i prezzi, anche perché è un greggio che per le raffinerie dei Paesi europei è difficile da lavorare.

Ecco finalmente confermato quello che si tentava di occultare: l’embargo al petrolio e al gas russo in favore di quello americano costa agli europei un doloroso salasso, eccome se costa. Già l’anno scorso la sostituzione del gas russo con forniture di GNL in larga parte proveniente dagli USA ha fatto salire il prezzo del gas nella UE di quasi il 60%. Anche il petrolio ha subito un forte rialzo: oltre il 50% nel prezzo del Brent. Tali aumenti hanno inciso pesantemente sulle bollette domestiche, sui costi industriali e sull’inflazione in generale. Solo che prima era una scelta di natura strategico-militare, fatta in ragione della guerra per procura occidentale in Ucraina. Adesso invece viene stabilita come contropartita per ridurre le perdite nella guerra commerciale scatenata da Trump contro l’Europa.

Il masochismo dei leader europei

Di fatto, dal 2022 i cittadini europei pagano fior di quattrini per ovviare agli interessi statunitensi. Ciò avviene con la compiacenza dei leader continentali, i quali paiono godere nel vedere i propri cittadini tassati e tartassati a beneficio di Washington. Ed è quindi emblematico che i vertici europei non abbiano chiesto i danni per l’attentato al Nord Stream 2. Se tale gasdotto fosse entrato in funzione a pieno regime, avrebbe portato a un’offerta stabile e abbondante (55 mld m³) sul mercato europeo. Avrebbe inoltre ridotto la domanda di GNL spot: sarà un caso che tra i più grandi esportatori di questo prodotto vi siano gli americani? Tale combustibile è molto più costosa e sensibili agli shock di mercato. Ma soprattutto avrebbe generato una pressione al ribasso sui prezzi TTF, probabilmente abbassandoli del 20–35% rispetto ai livelli osservati post-crisi. Quando si dice essere masochisti…

Marco Fontana
marco.fontana

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