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Pakistan cerca l’accordo con l’FMI e valuta di importare petrolio dalla Russia

Il Pakistan si trova in una fase complicata, con una crisi economica che sembra peggiorare e un’insufficienza di risorse energetiche. Il ministro dell’Energia Musadik Malik ha dichiarato che il Paese è aperto all’idea di importare petrolio dalla Russia a un prezzo contenuto; a questo proposito ha chiesto agli esperti del settore industriale di realizzare un’analisi sulla convenienza e sulla fattibilità dell’import di petrolio russo. Il Ministro vuole infatti capire quale possa essere l’impatto dei costi di trasporto rispetto alle importazioni effettuate dal Medio Oriente, quale debba essere il sistema di pagamento e altri dettagli simili. Soprattutto vorrebbe che l’eventuale accordo di fornitura con Mosca non abbia come effetto l’imposizione di sanzioni internazionali contro Islamabad. Pare che il precedente governo guidato da Imran Khan, uscito di scena ad aprile, avesse già inoltrato al Cremlino la richiesta di forniture petrolifere a un prezzo di favore; anche il ministro delle Finanze Miftah Ismail ha constatato l’opportunità di tale acquisto, puntualizzando però che le sanzioni occidentali rendono di fatto impraticabile questa via.

Il ministro Ismail ha comunicato all’attuale premier Shehbaz Sharif che il Pakistan potrebbe riceve non uno, ma due miliardi di dollari dal Fondo Monetario Internazionale. Sharif ha riportato il messaggio nel corso di una conferenza organizzata dal Ministero della Pianificazione e dello Sviluppo e ha commentato affermando che più che di prestiti, Islamabad ha bisogno di arrivare a una sua autonomia, che a sua volta permetterebbe di garantire la piena sovranità politica ed economica. Ha poi citato il fallimento finanziario o il non completamento di alcuni grandi progetti ingegneristici pakistani, dicendo però che non bisogna piangere sul latto versato e che il Pakistan non ha nulla da dimostrare dopo 75 anni di indipendenza. I nuovi governi incolpano i precedenti governi. Noi dobbiamo stabilire di voler cambiare il destino del Paese e per questo motivo abbiamo bisogno di lavorare giorno e notte. Finché ciò non sarà fatto, allora continueremo a girare a vuoto, ha concluso il premier. Il ministro delle Finanze ha aggiunto che sebbene il Pakistan non corra più il rischio di finire in default, occorre comunque che governo e cittadini continuino ad agire in maniera accorta e rimangano “disciplinati”. E proprio pochi giorni fa l’Assemblea Nazionale (la Camera bassa del Parlamento), assente l’opposizione, ha approvato il progetto di legge finanziaria per il 2022/2023. Uno degli obiettivi della legge è rispondere il più possibile alle richieste dell’FMI, al fine di sbloccare il programma di prestiti. Fra le misure previste vi sono un’imposta sul carburante e varie tasse che aiuteranno il governo a raggiungere l’accordo col Fondo, che aveva chiesto ad esempio di imporre una “poverty tax” con un’aliquota crescente dall’1% al 4% sulle aziende che fatturano sopra una certa soglia.

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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