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Lesotho, ex premier accusato di aver fatto assassinare l’ex moglie

Il Lesotho è scosso dalla messa sotto accusa dell’82enne ex primo ministro Thomas Thabane per l’assassinio nel 2017 dell’ex moglie Lipolelo, da cui era separato al momento della morte, avvenuta a seguito di colpi di arma da fuoco. Thabane aveva lasciato la carica nel maggio 2020 proprio per le pressioni ricevute quando il suo nome era stato inserito fra i sospettati. L’attuale moglie di Thabane, Maesaiah, era stata denunciata per il medesimo reato lo scorso anno e poi rilasciata su cauzione, ma adesso i coniugi dovranno rispondere insieme di aver ingaggiato dei sicari per uccidere Lipolelo. Thabane e Maesaiah sono insieme da diversi anni e si sono sposati due mesi dopo la morte di Lipolelo. La coppia nega ogni coinvolgimento nei fatti.

È in via di approvazione l’emendamento alla Legge sulle Miniere e i Minerali (Mines and Minerals Amendment Bill) che legalizza l’attività mineraria artigianale e su piccola scala (ASM),  proibita dalla precendente legge del 2005. La finalità della modifica è quella di dare la possibilità ai cittadini di avviare liberamente una propria attività estrattiva di pietre preziose e in questo modo di sollevarsi dallo stato di povertà. L’emendamento a tale legge, che attiene al Portfolio Committee on Natural Resources, Tourism and Land Cluster, era in discussione già da tempo e a questo proposito è stato chiesto di mettere da parte i giochi politici per farlo passare, data la sua importanza ritenuta da molti vitale per dare slancio all’economia locale ed alleviare la condizione di fame degli abitanti. Il Lesotho infatti è in vista le elezioni del settembre 2022 e la legge sull’attività mineraria ASM potrebbe facilmente diventare uno strumento di campagna elettorale. 

Secondo il più recente report della Finscope Consumer Survey, ammontano a circa 4 miliardi di maloti (la valuta lesothiana) le rimesse annuali degli emigranti dell’etnia basotho, che è la più numerosa del Paese. I soldi vengono solitamente inviati su base mensile alle famiglie rimaste a casa, ma adesso per i trasferimenti vengono maggiormente utilizzati i canali ufficiali rispetto ai mezzi tradizionali, cioè affidare la busta coi soldi ad amici o a corrieri che fanno la spola col Lesotho. I vecchi metodi sono ormai usati in appena il 19% dei casi; ma negli ultimi dieci anni hanno visto un lento declino anche i bonifici bancari, oggi ridotti al 25% dal COVID e dall’introduzione dei pagamenti elettronici via telefono. La gran parte delle rimesse oggi viene fatta tramite i Mobile Network Operators (MNO) che non impegnano gli utenti a dover aprire un conto bancario, mentre la pandemia ha costretto alla diminuzione degli spostamenti e dei contatti fisici, favorendo così la moneta elettronica. Boniswa Nhlapo, rappresentante dei fornitori dei servizi di pagamento su dispositivi portatili, ha però dichiarato che sebbene il “mobile money” abbia trasformato il paesaggio finanziario, resta ancora molto da fare specialmente per quanto riguarda le rimesse. L’industria degli MNO ha un compito “delle dimensioni di un mammut” per migliorare l’integrazione e l’alfabetizzazione finanziaria.

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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