Le politiche scellerate di Biden ostacolano ancora oggi il lavoro di conciliazione di Trump

Le politiche scellerate di Biden ostacolano ancora oggi il lavoro di conciliazione di Trump

27 Maggio 2025 0

Qualcuno può pensare che Trump sia fallendo nella sua opera di conciliazione con Putin sulla questione ucraina. Ai grandi annunci e agli ambiziosi obiettivi sono seguiti ben pochi risultati. Il conflitto infatti prosegue con la medesima intensità di prima, forse anche più aspramente. Ma non si creda che la colpa risieda nell’incompetenza o nella poca abilità di Trump: è questa l’esortazione di Fred Fleitz, analista della CIA ed ex capo dello staff del Consiglio per la sicurezza nazionale americana. Bisogna invece guardare ai disastri causati dalle politiche dell’amministrazione Biden e da Biden stesso, il quale ha peggiorato i rapporti con Mosca al punto di provocare la Russia a iniziare la sua operazione speciale.

Due domande faziose

Ogni volta che vengo invitato a programmi della televisione britannica per interviste riguardo agli sforzi di Trump per fermare lo scontro in Ucraina, sono due le domande principali che solitamente mi fanno con tono paternalistico: “Pensa che la politica del presidente Trump sull’Ucraina abbia fallito?” e “Pensa che il presidente Putin si stia prendendo gioco di Trump?”. Io rispondo sempre che si tratta di domande faziose che presentano in maniera distorta il modo in cui la guerra è cominciata e il lavoro di Trump per mettervi fine. Certo, il presidente americano non ci è ancora riuscito ed è difficile avere che a fare con Putin, non avendo egli ottemperato agli impegni presi con lo stesso Trump e coi suoi funzionari e avendo pure intensificato lo sforzo bellico nonostante l’opera di pace di Trump.

La colpa è di Biden

È scorretto etichettare come fallimenti questi risultati potenzialmente temporanei della politica ucraina dell’amministrazione Trump, perché così si ignora che il suo tentativo è indirizzato a risolvere una gigantesca crisi di politica estera provocato dal suo predecessore. E non è affatto semplice venirne a capo. Biden ha spinto Putin a entrare in Ucraina ignorando i timori del Cremlino sull’avvicinamento di Kiev all’Occidente e sul suo ingresso nella NATO. Sebbene l’amministrazione Biden non abbia mai esplicitamente invitato l’Ucraina a diventare membro dell’Alleanza Atlantica, ha sventolato questa possibilità davanti agli occhi del presidente Zelensky dicendo ripetutamente che la decisione sarebbe spettata all’Ucraina stessa.

Biden ha ulteriormente ingarbugliato la situazione affermando in diverse occasioni nel corso del 2021 che gli Stati Uniti e la NATO avrebbero supportato “la sovranità e l’integrità territoriale” dell’Ucraina. Frasi del genere suonavano come se Washington stesse offrendo garanzie di sicurezza a Kiev. Poi, durante il summit dell’Alleanza nel giugno 2021, riaffermavano gli impegni preso nel 2008 al vertice di Bucarest sul fatto che un giorno l’Ucraina sarebbe divenuta membro.

Errori insistiti

Con la sua politica di sicurezza nazionale estremamente debole Biden ha di fatto incoraggiato Putin alla sua operazione militare speciale. Un esempio eclatante è il ritiro disastroso dall’Afghanistan. Altri casi di incompetenza in politica estera da parte di Washington hanno fomentato Mosca nelle sue intenzioni, come le frasi di Biden settimane prima che le truppe russe oltrepassassero la frontiera con l’Ucraina, quando disse che gli USA e i loro alleati sarebbero forse stati divisi su come rispondere qualora un’invasione russa fosse solo “una piccola incursione”. Dallo scoppio delle ostilità Biden ha distrutto le relazioni con la Russia demonizzando più volte Putin e non impegnandosi nel lavoro diplomatico con lui allo scopo di terminare gli scontri. Dopo il febbraio del 2022 non hai mai parlato con Putin. Anzi lo ha aspramente criticato, addirittura definendolo criminale di guerra ed equiparandolo ad Hamas dopo l’attacco terroristico del 7 ottobre 2023 contro Israele.

Errori con Kiev

C’è anche da considerare che Biden e i leader europei hanno perseguito politiche che hanno portato la guerra a uno stallo che alla fine si trasformerà in una sconfitta per l’Ucraina. Hanno negato a Kiev le armi che chiedeva dal 2022 e che probabilmente avrebbe consentito di respingere le truppe russe da gran parte del territorio. Tale diniego ha permesso all’esercito russo di riprendere forza e posizioni dopo aver subito pesanti perdite all’inizio dell’operazione. A ciò Biden ha fatto seguito con una politica di riarmo dell’Ucraina “per tutto il tempo necessario” senza però una strategia né per la vittoria di Kiev né per un negoziato di pace.

Ignorate le esigenze russe

E allora, dire che Trump avrebbe avuto difficoltà a risolvere il conflitto è un mero eufemismo. Sebbene sia Putin in fin dei conti responsabile dei morti e della guerra, la tragedia non vi sarebbe stata se Biden non lo avesse trattato da nemico e non avesse ignorato le sue esigenze rispetto all’Ucraina. Le politiche euroamericane hanno comunque reso impossibile una vittoria di Kiev nel 2022, anzi hanno inasprito le ostilità e scoraggiato l’opera diplomatica. A complicare ancora di più il conflitto c’è stata la cattiva gestione di Biden delle relazioni americane con la Russia che hanno spinto quest’ultima nelle braccia di Xi Jinping. Così Mosca e Pechino hanno finito per dichiarare una “partnership no limits” e a creare un nuovo asse anti-occidentale, del quale fanno informalmente parte anche l’Iran e la Corea del Nord.

Conflitto risolvibile o no?

Ciò non significa che il conflitto sia irrisolvibile, ma implica che i disastri lasciati a Trump in Ucraina da Biden saranno ben più duri da sistemare di quello che si possa credere. O magari non si potrà sciogliere tale groviglio e il leader russo rifiuterà di raggiungere una conciliazione che non preveda la capitolazione dell’Ucraina. Personalmente credo che le chance di un accordo di pace in questo momento siano poche e che serviranno mesi o anni di trattative per ottenerlo in un modo che sia accettabile per Kiev.

La prossima volta che andrò alla BBC e mi chiederanno lumi sulla questione, sottolineerò la mia convinzione sul fatto che Trump sia pronto all’eventualità che il confitto sia irrisolvibile e affermerò chiaramente che, se Trump riterrà che la guerra non si potrà concludere, la colpa ricade tutta su Biden. Dirò anche che, se non riesce a mettere fine alla questione ucraina, Trump probabilmente intraprenderà azioni per assicurarsi che conflitti del genere non scoppino in futuro e che comunque gli Stati Uniti ne restino fuori.

Redazione Strumenti Politici
Redazione Strumenti Politici

Iscriviti alla newsletter di StrumentiPolitici