Suriname, pareggio elettorale: iniziano le trattative coi partiti minori
In Suriname non è uscito nessun chiaro vincitore dalle elezioni parlamentari del 25 maggio. Il risultato è un sostanziale pareggio fra l’ex partito di governo e quello di opposizione, che ora saranno costretti a mediare con le formazioni più piccole per assemblare una coalizione.
I due contendenti principali
Il Vooruitstrevende Hervormings Partij (VHP), partito del presidente Chan Santokhi, ha ottenuto 17 seggi, perdendone tre rispetto alla precedente legislatura. Lo ha quindi superato il partito di opposizione, il Nationale Democratische Partij (NDP), che ha acquisito un seggio in più rispetto alla volta scorsa ed è salito a 18. Il Parlamento unicamerale surinamese conta 51 seggi: per formare una maggioranza servirà dunque accordarsi con gli altri cinque partiti che sono riusciti a conquistare dei posti da deputato. Gli esperti dicono che le trattative potrebbero richiedere settimane. Formare una coalizione è importante anche e soprattutto in vista della prossima elezione del presidente. Il mandato quinquennale di Santokhi scade infatti quest’anno. L’NDP, che oggi formalmente è il primo partito, proporrà per questa carica la propria leader Jennifer Geerlings-Simons, che per dieci anni è stata portavoce del Parlamento.
Irregolarità, ma non brogli
Il Comitato elettorale surinamese (OKB), che ha presieduto alla correttezza dello svolgimento delle votazioni, ha riscontrato manchevolezze in almeno un seggio. Tuttavia ha escluso che vi siano state frodi o manipolazioni, un’accusa che poteva facilmente essere lanciata visto lo scarto minimo fra i due principali partiti. Ronald Pansa, candidato del Nationale Partij Suriname (NPS), ha denunciato sui media la scarsa attenzione verso la sua denuncia di ritardi eccessivi nell’effettuazione del voto e nella conta finale presso un seggio del distretto di Brokopondo. L’OKB ha giustificato tali problemi spiegandoli con la poca esperienza degli scrutatori, che ha causato degli intoppi logistici. Ma non si è trattato di brogli.
Boom petrolifero?
Oltre alla questione del nuovo presidente, il prossimo governo sarà chiamato a gestire il boom energetico ed economico che si attende dallo sfruttamento delle riserve marittime di petrolio. Le operazioni nel giacimento Gran Morgu al largo delle coste surinamesi dovrebbero iniziare nel 2028 e saranno effettuate dal gigante energetico francese TotalEnergies. In realtà si è parlato poco in campagna elettorale di come distribuire i profitti della produzione petrolifera. Il tema rimane fondamentale, perché si potrebbe determinare una crescita economica decennale per il piccolo Paese sudamericano di 600mila abitanti, ex colonia olandese che ha ottenuto l’indipendenza solo nel 1975. Ad oggi il Suriname è ancora gravato da un grosso debito estero e da un’inflazione pesante, oltre che dalla povertà diffusa.

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