Proteste di piazza contro Zelensky e il licenziamento del giovane Ministro della Difesa

Proteste di piazza contro Zelensky e il licenziamento del giovane Ministro della Difesa

20 Luglio 2026 0

Il rimpasto di governo deciso da Zelensky ha scatenato proteste di piazza che vanno avanti già da qualche giorno. I cittadini sono delusi e sconcertati dal licenziamento del giovane e popolare ministro Mykhailo Fedorov, alla guida del dicastero della Difesa da appena sei mesi, che viene visto come innovatore e sensibile alle reali esigenze del Paese.

Rimpasto confuso

Le motivazioni del rimpasto voluto dal presidente sono poco chiare. Quel che è certo che due dei più importanti ministeri – gli Esteri e la Difesa – sono finiti in un limbo giuridico-politico che appare molto pericoloso nelle circostanze del conflitto armato. Di fatto i dicasteri si trovano senza una vera leadership. Dopo l’approvazione del nuovo governo, data dalla Verkhovna Rada il 16 luglio, Fedorov e il suo collega Andrii Sybiha sono automaticamente decaduti.

Zelensky però non ha proposto ufficialmente i nomi dei successori, come avrebbe dovuto secondo la legge. Si è invece limitato a dichiarare di aver nominato ministro della Difesa ad interim Yevheniy Khmara, che da gennaio guidava i servizi segreti dello SBU dopo che il predecessore Budanov è divenuto capo dell’ufficio presidenziale. Tuttavia, il presidente non ha i poteri per dare direttamente l’incarico di ministro. L’uscita dall’impasse potrebbe avvenire quando proporrà il nome che circola con maggiore probabilità, quello dell’attuale ministro dell’Interno Ihor Klymenko, un ex generale della Polizia con un approccio tradizionalista che gestisce anche la Guardia Nazionale.

Rotture fra militari, business e politici

La destituzione di Fedorov ha improvvisamente svelato le crepe che dividono vari pezzi dell’apparato della difesa e di quello politico e industriale. Ad esempio, ha subito annunciato le sue dimissioni in solidarietà col ministro il vice comandante dell’aviazione Pavlo Yelizarov, che sui social ha condannato la scelta di Zelensky definendola un brutto colpo per le capacità di difesa aerea del Paese. Secondo Ihor Fedirko, a capo del Consiglio industriale della difesa, Fedorov andrebbe elogiato, perché rappresenta “uno dei volti della guerra moderna e tecnologica” e inoltre è stato capace di “cambiare totalmente le regole del gioco” assumendosi rischi e responsabilità. Tuttavia, esponenti della maggioranza di governo e dell’industria della difesa hanno dichiarato (anche pubblicamente) che l’ex ministro costituiva una barriera che ostacolava chi voleva semplicemente trarre profitti dall’enorme budget destinato alle spese militari.

Risultati buoni in soli 6 mesi

Appena 35enne, proveniente dal Ministero per la Transizione Digitale, Fedorov è riuscito in soli 6 mesi di mandato a ottenere dei risultati notevoli e quindi a diventare inviso a molti. Aveva esordito con un discorso in Parlamento sulla disastrosa situazione della mobilitazione e dei disertori e aveva immediatamente cominciato a riformare il sistema. Grazie all’introduzione di una piattaforma di gestione digitale e al miglioramento nell’utilizzo dei droni ha acquisito una grande popolarità.

Ha promosso l’impiego su distanze medie dei velivoli senza pilota, infliggendo danni pesanti alla logistica e alle infrastrutture russe, con l’obiettivo fra l’altro di isolare la Crimea. Si è premurato di evidenziare i suoi conseguimenti sui social, facendo comunque notare di non essere riuscito a completare la trasformazione organizzativa del suo dicastero “conformemente al buon senso e gli standard NATO”, per esempio sottoponendo le commesse belliche ad appalti che vadano al fornitore più competitivo e soprattutto combattendo la corruzione.

Nemici interni

Come da lui stesso rivelato, i nemici interni che lo hanno ostacolato in questo percorso sono stati la burocrazia e la ritrosia dello stato maggiore a creare centri di eccellenza e a cambiare la struttura organizzativa dell’apparato. E per i fallimenti della mobilitazione non ha avuto timore di denunciare “la mancanza di un nuovo contratto sociale” e la paura che hanno le reclute dei “comandanti incompetenti”. In particolare ha accusato il capo supremo delle Forze armate Oleksandr Syrsky, proponendo addirittura di sostituirlo. Zelensky ha detto di aver dovuto fare da “mediatore” fra di loro, perché non hanno trovato il modo di lavorare insieme.

Ha altresì espresso il desiderio che Fedorov rimanga “nella sua squadra” e che vi sia compattezza fra la leadership militare e il ministero della Difesa. Lo ho rivelato alla conferenza stampa seguita alla visita di Keir Starmer a Kiev, nel suo ultimo viaggio in Ucraina da premier britannico. Presto pure lui abbandonerà il suo posto, abbattuto dagli scandali e dalle proteste di piazza. Sono circostanze che ricordano da vicino quando sta accadendo allo stesso Zelensky, che da presidente è decaduto già da due anni e che rimane al suo posto solo grazie alla legge marziale. La crisi politica e il rimpasto hanno oscurato il vertice anglo-ucraino, durante il quale Starmer è stato insignito della più alta onorificenza che può essere concessa a soggetti stranieri, l’Ordine della Libertà.

La conferenza stampa di Fedorov

L‘ormai ex ministro ha organizzato una conferenza stampa nella quale si è presentato vestito in modo informale, con jeans e maglietta. Ha accusato apertamente Syrsky di avere bloccato le sue iniziative e di aver rifiutato di affrontare i problemi in maniera diretta. Fedorov ci è andato giù pesante: era disposto a cooperare con lui, dice, ma quest’ultimo “invece di trovare la maniera di sconfiggere la Russia, ha cercato il modo di dividere il Paese”. Il generale avrebbe poi chiesto a Zelensky di licenziarlo, e all’ennesimo rifiuto del presidente gli ha lanciato il classico ultimatum del “o lui o me”. Syrsky ha risposto laconicamente alle accuse auspicando soltanto che Fedorov non esca dalla “squadra ucraina”.

Proteste di piazza contro Zelensky

I cittadini sono immediatamente scesi in piazza nella capitale e in altre città del Paese per manifestare contro la destituzione di Fedorov. Quest’ultimo nega che si tratti di proteste indirizzate personalmente contro Zelensky, bensì sarebbero provocate dalla delusione di vedere troncata la traiettoria attuale di un’Ucraina che stava finalmente assumendo l’iniziativa sul campo e nei cieli. Eppure le proteste somigliano molto a quelle avvenute esattamente un anno fa, quando il presidente aveva tentato di imporre una riforma delle agenzie anti-corruzione NABU e SAPO attirandole sotto il suo diretto controllo. La reazione popolare e i “consigli” di Bruxelles gli fecero cambiare idea.

Oggi gli ucraini vorrebbero che il giovane ex ministro torni al suo posto. Più di mille persone si sono radunate davanti al palazzo presidenziale chiedendo a gran voce il licenziamento di Syrsky e mostrando cartelloni con scritto “Perché i ministri ruotano più spesso dei soldati?”. Secondo alcuni ucraini, il vero motivo è che Zelensky vede Fedorov come temibile avversario in vista delle future elezioni.

Martin King
Martin King

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