Rimpasto di governo confuso e sbrigativo a Kiev, ombre sul nuovo premier

Rimpasto di governo confuso e sbrigativo a Kiev, ombre sul nuovo premier

21 Luglio 2026 0

Si sta insediando il nuovo governo ucraino sullo sfondo delle proteste contro la destituzione del giovane ministro della Difesa Fedorov. La mossa di Zelensky viene discussa dagli esperti e contestata dai cittadini, che non comprendono i motivi di un cambio di governo proprio in questa fase delicata del conflitto.

I veri motivi del rimpasto

Si tratta del terzo cambio di premier in cinque anni, ma i rimpasti sono stati di più. E almeno in un caso si trattò di destituzioni camuffate da licenziamenti, come nel settembre del 2024, quando dovettero andarsene ministri che avevano raggiunto un certo prestigio anche internazionale, come Dmytro Kuleba agli Esteri. In quel frangente Zelensky voleva rafforzare la presa sul potere piazzando dei fedelissimi al comando. Poteva farlo agevolmente, poiché era ancora l’epoca in cui dominava il potente sodale, il capo dell’ufficio presidenziale Andrii Yermak. Quest’ultimo ha terminato i suoi giorni di gloria con l’enorme scandalo delle tangenti ancora aperto ed evidentemente occorreva fare un po’ di ordine nella struttura che ha lasciato. Proveniva infatti dalla sua cerchia interna l’ex primo ministro Yulia Svyrydenko, rimasta comunque fedele a Zelensky anche dopo la caduta di Yermak.

Tuttavia nella nuova disposizione delle cose era diventata pure lei una figura ridondante, spiega il politologo Vadym Denysenko. Adesso il presidente ha bisogno di riprendere in mano le redini e riaffermare il suo potere, anche andando sostanzialmente contro le norme costituzionali. Ha infatti nominato ministri ad interim senza seguire le procedure canoniche e ha fatto e rifatto governi attuando prerogative che spetterebbero al Parlamento. Lo sostiene l’analista politico Oleksiy Haran, secondo cui il rimpasto attuale è comunque connesso all’uscita di scena di Yermak.

Ambasciata a Washington

Dal canto suo, Zelensky non ha fornito grosse spiegazioni per le ultime modifiche ai vertici, limitandosi a dire che l’Ucraina “sta cambiando la sua strategia politica”. Tuttavia, come detto da alcuni deputati del suo stesso partito, l’atmosfera alla Verkhovna Rada è “esplosiva”. Il Parlamento ha sì approvato i nomi già stabiliti dal presidente, come ad esempio i due ministri ad interim per la Difesa e gli Esteri, ma non è ancora finita, perché poi Zelensky dovrà formalmente proporre i candidati definitivi ed è già iniziata la pausa estiva dei lavori parlamentari.

Ed è in bilico un altro posto particolarmente importante, quello di ambasciatore negli Stati Uniti. Olga Stefanishyna, che ricopre tale incarico da un anno, sembra voglia lasciare in quanto sotto inchiesta da parte delle agenzie anti-corruzione ucraine. Washington non gradirebbe più la sua presenza, mentre potrebbe andare bene proprio la Svyrydenko, che aveva già collaborato con gli americani all’epoca della redazione dell’accordo sui minerali. Lo spiega il politologo Ihor Reiterovych, secondo cui il rimpasto era comunque previsto, ma non prima dell’autunno, e lo hanno accelerato a causa degli scandali interni.

Ombre sul nuovo premier

Il nuovo primo ministro è Serhii Koretskyi, ex amministratore delegato della principale azienda energetica del Paese, la Naftogaz. La scelta è caduta su di lui forse grazie alle sue competenze in materia, poiché per l’Ucraina si annuncia forse l’inverno più duro della sua storia, dice il capo del gruppo parlamentare del partito di governo David Arakhamia. Eppure lo stesso Koretskyi potrebbe essere implicato nel giro di frodi e peculato emerso qualche mese fa, quando guidava la più compagnia oil&gas dell’Ucraina. È infatti legato a uno dei principali accusati dell’operazione Midas sulle tangenti nel settore energetico, riuscito a fuggire in Israele prima che gli inquirenti lo arrestassero: Timur Mindich, soggetto a sua volta molto vicina a Zelensky. A sollevare dubbi sulla purezza del nuovo premier il deputato Oleksiy Honcharenko del partito dell’ex presidente Poroshenko.

Martin King
Martin King

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