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Isole Salomone: gli USA riapriranno l’ambasciata per contrastare l’influenza della Cina

Nel corso della sua visita diplomatica alle Isole Figi, la prima in 37 anni di un Segretario di Stato americano, Antony Blinken ha dato l’annuncio della riapertura dell’ambasciata a Honiara, capitale delle Isole Salomone. Al momento, infatti, a rappresentare gli interessi degli USA esiste solo un consolato, che Washington dirige dall’ambasciata in Papua Nuova Guinea, mentre l’ambasciata di Honiara era stata chiusa nel 1993. Il viaggio del Segretario di Stato nelle isole del Pacifico ha lo scopo di riportare sulla scena gli Stati Uniti in contrasto alla crescente azione cinese su quest’area, così come la riapertura dell’ambasciata dovrà servire a mantenere l’influenza sulle Salomone in particolare dopo i gravi disordini avvenuti nelle isole alcuni mesi fa. Blinken ha dichiarato di vedere nell’area indo-pacifica un punto cruciale della futura strategia americana rispetto a sicurezza, politica ed economia. Nella capitale Suva, Blinken ha incontrato il capo del governo figiano ad interim Aiyaz Sayed-Khaiyum, che sta guidando il Paese mentre il presidente Frank Bainimarama è ancora in Australia, convalescente dopo un intervento cardiaco. Blinken ha inoltre tenuto colloqui in videoconferenza con i rappresentanti di altre diciassette nazioni insulari del Pacifico, che hanno chiesto a Washington maggiori aiuti per affrontare problemi come la pesca illegale e i cambiamenti climatici. Le mosse americane coincidono, poi, con la sospensione da parte di alcuni Paesi (Kiribati, Isole Marshall, Nauru, Palau) delle intenzioni di uscire dall’organizzazione del Pacific Islands Forum, blocco regionale formato da 18 Stati insulari dell’Oceano Pacifico.

La preoccupazione maggiore per gli USA nella regione è contrattaccare l’aumento di influenza della Cina. Nelle Isole Salomone i sentimenti anti-cinesi sono piuttosto forti, ma Pechino sta intensificando la sua presenza dopo che lo scorso autunno la popolazione si era rivoltata non solo contro il Parlamento nazionale, ma anche verso la chinatown della capitale Honiara. Così, dopo che il premier delle Salomone Manasseh Sogavare ha dato il suo consenso, la Cina ha in programma di inviare, oltre a equipaggiamenti anti-sommossa e attrezzature non letali, anche sei ufficiali di collegamento incaricati di addestrare le forze di polizia. E ha destato un certo clamore l’arrivo di un volo charterdalla Cina dopo che già a gennaio il governo aveva annunciato la cancellazione di tutti i voli in entrata e in uscita come misura di contenimento dei contagi da coronavirus. Poiché non era stata data alcuna comunicazione pubblica dell’atterraggio del volo cinese, il leader dell’opposizione Hon Matthew Wale ha interpellato il primo ministro chiedendo spiegazioni non solo su chi fossero i passeggeri del volo, ma sul perché è stata mantenuta la segretezza a tal proposito. Il governo ha risposto che si tratta di cittadini cinesi che andranno ad aggiungersi allo staff per la preparazione ai Giochi del Pacifico del 2023. L’opposizione ha a sua volta replicato definendo “irresponsabile” il comportamento del governo, che si concentra su una manifestazione sportiva che si terrà fra più di un anno invece che sull’urgenza della gestione del COVID.

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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