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Il dramma locuste continua a colpire l’Africa

L’Organizzazione dell’Onu per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao) ha chiesto un finanziamento di 38 milioni di dollari per consentire agli aerei di operare contro l’ennesimo sciame di locuste in Africa orientale. A riportarlo la Bbc, specificando che una nuova ondata di parassiti ha invaso Etiopia, Kenya e Somalia minacciando i mezzi di sussistenza di milioni di agricoltori, già alle prese con gli effetti devastanti della pandemia da Covid-19 e le pesanti inondazioni nella regione.

L’ultima valutazione fatta dalla Fao mostra che gli sciami hanno colpito 11 contee del Kenya e si stanno dirigendo verso la costa e verso la Tanzania. Quest’anno sciami maggiori di quelli del 2020 hanno distrutto terreni agricoli in Etiopia e Somalia. “Finora gli sciami sono presenti in quattro contee keniote: Wajir, Garissa, Marsabit e, più recentemente, Isiolo. La riproduzione continua e i gruppi di cavallette sono presenti nel sud-est vicino a Taita Taveta e lungo la costa“.

Si tratta della terza invasione di locuste nella regione in appena un anno, aiutata dal ciclone Gati, che in pochi giorni ha prodotto l’equivalente di due anni di pioggia e creato terreno fertile per le larve.

L’ultima volta che l’Africa ha visto un’ondata di locuste avvicinarsi a questa scala, nel Sahel, ci sono voluti due anni e più di 500 milioni di dollari per riportarla sotto controllo”, ha detto il vicedirettore generale della Fao, Laurent Thomas. “Quest’impennata è stata ancora più grande, ma l’Africa orientale è pronta a metterle fine – a condizione che i governi possano far volare quegli aerei. Una volta che gli sciami arrivano in aree favorevoli, matureranno e deporranno le uova che si schiuderanno e causeranno la formazione di gruppi di cavallette nei mesi di febbraio e marzo“, ha aggiunto. 

In verità Fao è già intervenuta a settembre dello scorso anno sul tema, quando in Botswana, Namibia, Zambia e Zimbabwe la sicurezza alimentare di milioni di persone è stata messa a rischio dall’invasione di cavallette. La Fao aveva lanciato l’allarme per la vita di circa 7 milioni di persone nei quattro paesi colpiti, che si stanno ancora riprendendo dall’impatto della siccità del 2019 e dagli effetti economici della pandemia di Covid-19, potrebbero essere ridotte alla fame; e aveva avviato il ”progetto di Risposta alle Emergenze delle Locuste nell’Africa australe”, in collaborazione con la Southern African Development Community (SADC) e l’Organizzazione internazionale per il controllo delle locuste per l’Africa centrale e meridionale (IRLCO-CSA) per aiutare i governi dei paesi colpiti a combattere l’invasione di questo parassita.

Le cavallette sono tra i parassiti più distruttivi al mondo. Uno sciame può contenere decine di milioni di insetti che divorano una quantità di cibo analoga a quella consumata da circa 2.500 persone in un giorno, distruggendo in poche ore colture zootecniche e pascoli. Il progetto della Fao, aveva previsto un finanziamento di mezzo milione di dollari, per rafforzare il coordinamento e la condivisione delle informazioni tra i paesi colpiti, consentire l’attività di sorveglianza aerea e mappatura in aree difficili da raggiungere e fornire supporto tecnico per la creazione di unità nazionali di sorveglianza e controllo delle locuste.

Nel maggio 2019 l’allarme locuste era toccato all’India che era stata costretta a mettere in guardia le compagnie aeree dal rischio di sciami di locuste che potrebbero danneggiare la strumentazione dei velivoli ed anche costringere i piloti a deviazioni di rotta. Si era trattata della peggiore invasione di insetti da quasi 70 anni. New Delhi sta contrastando gli attacchi delle locuste con il sostegno dell’Aviazione autorizzata all’uso di droni per la sorveglianza e a spruzzare pesticidi. Ma ora gli sciami sono diventati così grandi che il ministero dell’aviazione civile ha affermato che “rappresentano una minaccia per gli aerei nell’atterraggio e nella fase di decollo. Sebbene una locusta sia di piccole dimensioni, è noto che l’impatto di un gran numero di insetti sul parabrezza influisce sulla visione anteriore del pilota”, ha spiegato un
consulente del ministero.


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Nata l'11 novembre del 1959, opera come Tecnico Sociale ed è impegnata professionalmente da circa 34 anni proprio nell'ambito del sociale. Da dieci anni visita il Kenya per amore e passione di quella terra.

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