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Il capo della NSA americana ha ammesso cyber-operazioni offensive contro la Russia

Il capo del Cyber Command statunitense e della NSA ha fatto sapere che le azioni dei servizi americani sono state condotte nel rispetto delle leggi e sotto la vigilanza delle strutture civili.

I servizi segreti americani hanno condotto una cyber-operazione offensiva nei confronti della Russia, con la finalità di aiutare l’Ucraina nel conflitto con Mosca. Ne ha parlato in un’intervista alla britannica Sky News il generale Paul Miki Nakasone, direttore della National Security Agency (NSA) e capo del comando informatico degli Stati Uniti (USCYBERCOM). Abbiamo effettuato una serie di manovre a spettro completo: aggressive, difensive e di informazione, ha ammesso Nakasone, senza nascondere il vero contenuto di tale operazione. Inoltre ha sottolineato che le azioni dei servizi e dei militari americani erano pienamente legali e sono state fatte sotto la supervisione delle strutture civili.

Come esempio di manovra di intelligence, Nakasone ha parlato della scoperta fatta da parte dei servizi segreti americani delle azioni malevole che avrebbe effettuato la Russia: ha ricordato le informazioni sui tentativi di intromissione nelle elezioni al Congresso del 2018 e quelle passate all’FBI e al canale televisivo CNN a proposito delle “fabbriche di troll” che avrebbero iniziato a comparire in Africa. Il generale ha dichiarato che le strutture di cui è a capo rimangono “vigili” perché non escludono la possibilità di cyber-attacchi russi contro gli USA: È questo il motivo per cui stiamo lavorando con una serie di partner, per assicurarci di prevenire gli attacchi non solo verso gli Stati Uniti, ma anche contro i nostri alleati.

Come detto dal generale, gli esperti del Cyber Command americano, con sede a Fort Meade nel Maryland, operano in 16 Paesi, coi quali gli USA scambiano informazioni sui metodi di lavoro degli hacker connessi presumibilmente alla Russia. Le operazioni di hunt forward operations, condotte dagli alleati per sventare minacce, consentono di individuare e di rendere inoffensivi gli strumenti di software degli hacker, alla cui creazione questi ultimi dedicano spesso molte energie e molti mezzi. Nakasone ha detto che un’operazione simile è stata effettuata per quasi tre mesi in Ucraina ed è stata portata a termine a febbraio, non molto tempo prima dell’inizio dell’operazione speciale russa. Ha anche affermato con sicurezza che nel corso di quest’ultima le forze russe hanno cercato di mettere fuori uso i sistemi di comunicazione ucraini e di guastare il funzionamento dei siti governativi di Kiev. Secondo lui, le minacce provenienti dalla Federazione Russa in questo ambito “non andrebbero sottovalutate”.

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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