Generale USA: la Russia non intende attaccare la NATO in Europa

Generale USA: la Russia non intende attaccare la NATO in Europa

17 Giugno 2026 0

Basta con gli allarmismi della Kallas e con le chiamate alle armi dei ministri tedeschi: la Russia non ha intenzione di attaccare le Repubbliche baltiche o qualunque altro membro della NATO. Lo dice a chiare lettere il generale americano Alexus Grynkewich, Comandante supremo delle Forze alleate in Europa (SACEUR). In questo modo smentisce o comunque minimizza quanto riportato da certa intelligence. E soprattutto costringe la UE a ridimensionare i suoi progetti di riarmo urgente e voluminoso.

Le parole del generale

Grynkewich ne ha parlato la scorsa settimana all’ILA Berlin Air Show, mostra internazionale di presentazione di materiali aeronautici e spaziali che si tiene ogni due anno a Berlino. Il generale ha spiegato che il suo ruolo di SAUCER consiste nel garantire che la deterrenza espressa dalla NATO sia sempre efficace e credibile, quindi che a Mosca capiscano di non potercela fare contro l’Alleanza Atlantica. E secondo lui lo hanno capito: Poiché sanno che non avrebbero successo, non correranno il rischio di fare qualcosa del genere. Aggiunge: La Russia non sta cercando lo scontro… Comprendono l’espressione “alleanza difensiva” e capiscono che noi possediamo una serie di vantaggi asimmetrici.

Gli USA si spostano verso il Pacifico

Dunque gli europei sotto questo punto di vista possono stare tranquilli: a Mosca non interessa scatenare per prima le ostilità. Però a Bruxelles e altre capitali sono molto preoccupate dalla prospettiva di restare da sole a difendersi contro l’orso russo. Infatti gli USA hanno già cominciato le operazioni di ritiro di una parte delle loro forze militari dall’Europa per riposizionarle nell’area indo-pacifica e nel continente americano. Se ne andranno migliaia di soldati dalle basi in Germania e forse da quelle in altri Stati membri e potrebbero andarsene anche tutta una serie di potenti mezzi marittimi e di velivoli. Secondo il giornale tedesco Die Welt, partiranno verso il Pacifico navi, portaerei, sottomarini e caccia da combattimento. Dal canto suo Grynkewich ha confermato i piani di riduzione della presenza statunitense in Europa, da attuarsi a breve termine.

Sul solco di Stubb

Le dichiarazioni del generale americano sono perciò in contrasto con alcune relazioni dell’intelligence occidentale che vedono una minaccia crescente verso Lituania, Lettonia ed Estonia e altri Paesi dell’Europa orientale e settentrionale. Grynkewich per il suo ruolo si occupa proprio di studiare e interpretare i dati raccolti e decidere quindi come rispondere. Lo precisa lui stesso, spiegando che i russi non pensano di attaccare perché non vogliono correre il rischio di una sconfitta clamorosa che subirebbero di certo. Le sue affermazioni si pongono sul solco già tracciato dal presidente della Finlandia Alexander Stubb, che in una recente intervista al giornale svizzero Neuen Zürcher Zeitung ha esplicitamente negato che Mosca voglia attaccare i Paesi membri della NATO dopo la fine del conflitto in Ucraina o magari già oggi.

In altre parole, non sussiste quella terribile minaccia che giustifica le spese colossali del riarmo evocato dalla von der Leyen. I test di attacco “ibrido” talvolta effettuati dai russi sono appunto solo dei test, non delle prove di invasione. Anche Stubb dice di leggere attentamente le relazioni dell’intelligence e di non trovarci ragioni per il panico guerrafondaio che si sta diffondendo in Europa. O meglio, che viene diffuso dalle dichiarazioni fatte ultimamente in Germania, dove un generale della Bundeswehr ha avvertito del pericolo di un’aggressione russa entro il 2029.

Lo dice anche Mosca

I russi lo vanno ripetendo da parecchio tempo: non abbiamo motivo di aggredire la NATO. Lo aveva detto lo scorso novembre la portavoce del Cremlino Maria Zakharova: Mosca non ha alcun piano di attacco verso i Paesi dell’Alleanza Atlantica, ma semplicemente è pronta a garantire la propria sicurezza ora che la NATO sta aumentando la presenza militare lungo i confini della Federazione Russa. In poche parole, siamo preparati a qualsiasi sviluppo, ma diamo la priorità alla pace, all’amicizia e alla cooperazione su base paritaria, asserisce la Zakharova. Lo ha ribadito lo stesso Putin di recente: che la Russia voglia attaccare i membri della NATO è qualcosa di assurdo, privo di senso, una “deliberata provocazione” che mira a creare una minaccia fantasma e a convincere i cittadini europei a spendere di più nella difesa.

Dubbi e proteste per il riarmo UE

Spese massicce e grandi investimenti sono proprio quanto il governo di Berlino sta facendo da qualche anno, non avendo però la convinta approvazione dei cittadini. Periodicamente i suoi ministri soffiano sul fuoco del pericolo russo per non lasciare che i tedeschi si cullino nell’illusione di una pace perenne. In un’intervista rilasciata la settimana scorsa al media canadese CBC, il ministro della Difesa Boris Pistorius ha sottolineato la necessità di essere pronti e attrezzati per difendersi senza più la copertura degli statunitensi. E ha rimarcato la possibilità che i russi si stiano preparando ad aggredire la NATO entro il 2029. Ma i vertici tedeschi stanno andando ben oltre la normale opera di ammodernamento e rafforzamento del proprio esercito, qualcosa che tutti i governi periodicamente fanno.

Si stanno invece convincendo che la Russia sia contemporaneamente una tigre di carta – debole economicamente e fiacca militarmente, incapace di conquistare l’Ucraina e con un fronte in cui subisce pesantissime perdite di uomini – e anche una potenza temibile che si sta riarmando in maniera impressionante per conquistare tutta l’Europa. Merz, Pistorius e altri esponenti UE stanno cercando di instillare tale bispensiero nella popolazione. Con poco successo, pare, perché sono iniziate le manifestazioni contro i loro costosissimi progetti di riarmo. Domenica scorsa migliaia di persone hanno sfilato per Bruxelles protestando contro la nuova corsa agli armamenti e il conseguente depauperamento dei servizi pubblici come la sanità e l’istruzione. A coordinare la marcia è stata Stop ReArm Europe, che raggruppa oltre 800 organizzazioni. La sua promessa è che le manifestazioni si estenderanno presto anche alla Germania, all’Olanda, alla Finlandia e ad altri Paesi.

Vincenzo Ferrara
VincenzoFerrara

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