I Paesi europei “E3” vogliono associarsi al tavolo negoziale con Mosca

I Paesi europei “E3” vogliono associarsi al tavolo negoziale con Mosca

8 Giugno 2026 0

I cosiddetti Paesi E3 (Germania, Francia e Regno Unito) si stanno dedicando a elaborare un piano per i futuri negoziati diretti con Mosca, in coordinamento con gli ucraini. Gli europei vorrebbero evitare un altro inverno di guerra, estremamente dispendioso per il loro sostegno a Kiev.

L’idea degli europei

Le fonti sentite dal giornale americano Bloomberg rivelano che i rappresentanti dei tre alleati pensano di riuscire a convincere Putin a sedersi al tavolo con loro. Infatti ritengono che in questo momento la posizione di Kiev sul campo di battaglia sia più forte di prima, mentre le perdite russe e i danni subiti alle infrastrutture a causa dei droni ucraini hanno ammorbidito la linea dura del Cremlino. Dunque credono di poter riaprire il canale di comunicazione con la Federazione Russa, come peraltro Parigi auspica da tempo. Macron è frustrato dall’assistere passivamente alle trattative trilaterali che Trump aveva allestito, poi interrotte dalle ostilità contro l’Iran. Alcuni governi europei hanno criticato il presidente francese per aver cercato di imbastire in questi anni un dialogo bilaterale con Putin, ma ora la tendenza sembra cambiata. Così oggi l’Europa vuole un posto al prossimo tavolo dei negoziati.

Finestra di opportunità

Anche a Berlino ritengono che una “finestra di opportunità” si stia aprendo lentamente per i contatti diplomatici con Mosca. Dal governo tedesco fanno sapere di essere “pronti a fare la propria parte” in tale processo, che però “potrebbe durare mesi” poiché le ostilità stanno riacquisendo vigore. Il vice portavoce governativo Steffen Meyer ha sottolineato il “forte interesse” tedesco a vedere la conclusione del conflitto e l’indicazione che “i Paesi E3 continueranno a fare la loro parte essenziale in questo processo”. I rappresentanti degli E3 hanno discusso il tema coi colleghi ucraini. Dicono che la decisione finale sul possibile negoziato con Putin spetta a Zelensky e che non intendono premere su di lui per fargli firmare condizioni che non ritenga accettabili.

Il presidente ucraino acconsente a che la delegazione europea sia capeggiata da Parigi, Berlino e Londra, ma non esclude che possano aggregarsi i turchi. Ha inoltre suggerito di dare agli USA la futura responsabilità di monitorare il rispetto del cessate-il-fuoco. Per quanto riguarda il luogo del summit ipotizza che si possa svolgere in quei Paesi che si sono già dimostrati disponibili e capaci di ospitare, come alcuni Paesi arabi, la Svizzera, l’Azerbaigian e la stessa Turchia.

La Kallas ambisce al posto di guida

L’Alto rappresentante UE per gli Esteri Kaja Kallas sostiene che il momento sia buono per costringere i russi al tavolo. Le loro posizioni sul campo starebbero infatti peggiorando e la Cina potrebbe aiutare a convincere Mosca a trattare direttamente con l’Europa. Lei stessa si propone a capo dell’eventuale missione, perché la sua precedente pratica di avvocato la renderebbe capace di “individuare ed evitare le trappole dei russi”. Fino ad oggi si era sempre mostrata estremamente ostile al Cremlino, al punto da definire la Russia come “la più grande minaccia che l’Europa sta affrontando”. Gli esponenti di altri governi pensano che siano sforzi inutili, perché Putin non avrebbe l’effettiva volontà di negoziare.

Schröder va a Mosca

In realtà il presidente russo è con questi leader europei che non desidera avere a che fare. Come ha detto lui stesso qualche giorno fa, essere mediatori implica la neutralità, mentre gli E3 e altri Stati europei fornisco armi e assistenza militare a una controparte del conflitto. La scorsa settimana si è recato in visita privata al Cremlino uno degli europei di cui Putin si fiderebbe per trattare, il tedesco Gerhard Schröder. L’incontro con l’ex cancelliere, che guidò la Germania dal 1998 al 2005, si è svolto in formato tête-à-tête ed è stato positivo e amichevole. Lo ha rivelato il consigliere presidenziale Yuri Ushakov, che aggiunge come il dialogo fra esponenti russi e occidentali sia comunque in corso, perché vi sono stati numerosi contatti informali che però non hanno goduto di riscontro mediatico.

Vincenzo Ferrara
VincenzoFerrara

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