Zelensky ha cambiato il governo, ma ora deve cambiare strategia bellica

Zelensky ha cambiato il governo, ma ora deve cambiare strategia bellica

13 Agosto 2026 0

La situazione dell’Ucraina cambia spesso, sia quando i russi decidono di spingere con attacchi di artiglieria sia quando Zelensky mischia le carte del suo governo. Oggi è lui a doversi adeguare alla situazione, così sta tentando di modificare la strategia bellica.

La nuova realtà del conflitto

Il tedesco Die Welt parla di ennesima nuova fase del conflitto, di una “nuova realtà” che sta costringendo il presidente ucraino a riformulare i piani. I Patriot a disposizione di Kiev si stanno esaurendo, ma le prossime forniture occidentali tardano ad arrivare. La sfida maggiore adesso è fermare i missili russi che centrano gli obiettivi rimasti sostanzialmente scoperti e che stanno distruggendo inesorabilmente le infrastrutture energetiche ucraine. Zelensky si è lamentato che l’Ucraina ha ricevuto appena un terzo dei missili antiaerei che aveva avuto nel 2025. Da settimane sta cercando di farsi dare altri razzi intercettori, ma invano. Anzi, la Casa Bianca ha espressamente rifiutato la sua richiesta di avere 300 Patriot e si è rimangiata la promessa di concedere i progetti e le licenze per costruirli direttamente in Ucraina.

L’infruttuosa campagna dei 40 giorni

Nel frattempo, Zelensky chiede agli alleati occidentali di intensificare le sanzioni anti-russe. Da parte sua, ora sta provando a effettuare rappresaglie per fermare i russi che hanno reagito al suo precedente contrattacco aumentando a loro volta i colpi di artiglieria. Siamo in pratica agli ultimi scampoli della “campagna dei 40 giorni” che nelle intenzioni di Kiev avrebbe dovuto costringere i russi a mettere fine alle ostilità. In effetti, i lanci di droni e di razzi in profondità hanno dato parecchio fastidio alla Russia, ma non sono risultati determinanti. Gli ucraini hanno colpito le raffinerie, provocando fastidio e lunghe code di automobilisti alle pompe di benzina.

Hanno colpito anche le spiagge del Mar Nero in pieno giorno, uccidendo in modo orribile i bagnanti. Si è trattato di veri e propri atti terroristici, purtroppo ignorati dal mainstream occidentale e che quindi non hanno provocato negli europei l’indignazione dovuta. Kiev ora dice che le operazioni estive servivano a “indebolire elementi chiave della macchina da guerra russa”. Nel quadro vanno considerati anche i colpi inferti alle petroliere e ai magazzini della catena di vendite online Wildberries, che secondo Kiev servivano per la logistica dell’esercito russo, Che abbiano effettivamente rallentato l’avanzata russa è opinabile, dal momento che le azioni sul campo sembrano seguire schemi consueti. Bisognerà aspettare ancora per vedere se vi saranno cambiamenti significativi nella strategia di Mosca.

Cambi ai vertici militari

A cambiare strategia già adesso invece sembra Zelensky, che sta nella recente visita di Belgrado al presidente serbo Aleksandar Vučić ha evidenziato le “sfide” che attendono l’Ucraina nel prossimo inverno. I cittadini ucraini rimarranno praticamente senza luce e riscaldamento, la vita diventerà impossibile: Europa, occorrono altri aiuti! Nel frattempo, Zelensky ha sostituito i vertici dell’esercito. Ha fatto fuori il generale che gli aveva chiesto di far fuori il Ministro della Difesa, che era stato accontentato. Poi però è toccato a lui.

Così, al posto di Syrsky, che occupava dal 2024 il posto di comandante in capo delle Forze armate, ha messo il generale Mykhailo Drapatyi. Licenziando anche il capo di stato maggiore Andrii Hnatov, ha promesso di riorganizzare la struttura dei comandi militari. Intanto, il posto di Ministro della Difesa è occupato ancora ad interim dall’ex capo dei servizi segreti dello SBU Yevhenii Khmara. Chissà se Zelenksy si deciderà a riportare al dicastero Mykhailo Fedorov, forse l’unico che stava ottenendo dei risultati concreti nelle riforme del sistema e pure sul campo, e che sta ancora lavorando per migliorare la situazione nonostante non sia più formalmente in carica.

L’ex ministro ancora al lavoro

Starebbe infatti cercando, attraverso canali informali, di convincere Elon Musk a permettere all’esercito ucraino di usare la sua rete satellitare SpaceX per attaccare obiettivi dentro la Federazione Russa. Federov è molto amato dagli ucraini, che sono scesi in strada a migliaia per protestare contro il suo licenziamento. Per Zelensky si è trattato della seconda grande contestazione popolare nel giro di un anno. La prima volta, nell’estate 2025, la piazza era riuscita a fargli cambiare idea. Il presidente aveva infatti annullato quasi subito la riforma delle agenzie anti-corruzione. Ma oggi non sembra disposto a tornare indietro.

Dopo settimane di manifestazioni, fra la gente prevale la frustrazione e l’incertezza per il fatto che Zelensky stia quasi completamente ignorando le loro richieste. Il presidente non ha ancora spiegato esattamente il motivo per cui ha licenziato Fedorov, dando vagamente la colpa alle schermaglie che c’erano fra il ministro e il capo delle Forze armate. Sostituendo quest’ultimo ha in parte ha accontentato la piazza, ma non ha ancora risposto alla questione principale della reintegrazione di Fedorov. I manifestanti promettono di protestare davanti al parlamento il 18 agosto, quando riprenderanno le sessioni dei deputati e Zelensky dovrà decidere se mettere al voto la conferma di Khmara oppure lo lascerà come ministro provvisorio.

Martin King
Martin King

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