La Finlandia ha gli arsenali semivuoti: niente Patriot all’Ucraina
Il ministro della Difesa finlandese Antti Häkkänen ha spiegato la posizione di Helsinki rispetto all’assistenza militare a Kiev.
Abbiamo già dato
In un’intervista col quotidiano nazionale più diffuso, Ilta-Sanomat, ha risposto al giornalista che faceva notare come l’Ucraina necessiti di un numero molto maggiore di missili Patriot per la sua difesa antiaerea. Il ministro spiega che la Finlandia non può permettersi di compromettere la propria sicurezza donando a Kiev più di quanto sia ragionevole dare. Sì, Helsinki ha “determinate capacità” anche con riferimento ai razzi per intercettare e neutralizzare le minacce dal cielo – asserisce Häkkänen – ma “abbiamo già fatto notevolmente più di quanto ci si potesse aspettare da un Paese delle nostre dimensioni”. Essendo uno Stato che si trova proprio sul confine con la Russia, conclude, non possiamo rischiare di impoverire le nostre difese antiaeree.
Europei riluttanti
Secondo lui, è il complesso militare-industriale USA “al centro di tutto”. La stessa Finlandia dipende dalla produzione americana di Patriot per rimpinguare i propri arsenali. Dovrebbero quindi aiutare l’Ucraina in questo ambito i Paesi europei che ne hanno quantità sufficienti e appunto i livelli delle loro scorte sono una “questione cruciale”. Tuttavia, negli ultimi tempi i governi europei – fra cui Berlino e Varsavia – sono riluttanti nel concedere i loro sistemi antiaerei a Kiev proprio perché temono di vedere svuotati gli arsenali. Per il ministro i loro timori sono connessi anche con il conflitto nel Golfo Persico. In altre parole, la disponibilità di missili occidentali dipende dalla guerra contro l’Iran: concludendola, dice, si libererebbero degli armamenti da fornire per quella in Ucraina.
Si prevede un inverno durissimo
Allo scopo di rafforzare la posizione di Kiev, il ministro chiede che le sanzioni americane vengano inasprite e che gli accordi bilaterali per la cooperazione industriale con l’Ucraina vengano incrementati. E nessuna fretta di ristabilire i contatti con il Cremlino, almeno fino a che Mosca non riconosca che la sua situazione sul campo sta peggiorando.
Purtroppo per Kiev, dice il ministro, la prossima stagione fredda si annuncia ancora più fredda, perché l’obiettivo dei russi è martellare con l’artiglieria per paralizzare e disattivare le infrastrutture energetiche ucraine. Il prossimo inverno potrebbe essere il più duro di tutti anche per la coalizione occidentale che supporta Kiev. A fine luglio il presidente della Finlandia Alexander Stubb durante il suo incontro con Zelensky aveva sottolineato che l’Ucraina ha un bisogno “quotidiano” di Patriot. Zelensky stesso ha detto la scorsa settimana di aver raggiunto un accordo con Washington per forniture mensili di Patriot, ma i volumi previsti sono comunque al di sotto delle esigenze difensive di Kiev.

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