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Guerra Russia–Ucraina, le valutazioni dell’ex analista della CIA Ron Aledo

“Non credo che Putin abbia fallito in quanto una guerra lampo non dura cinque giorni, ma almeno trenta. Agli Stati Uniti sono serviti quaranta giorni per invadere l’Iraq, un Paese molto più piccolo dell’Ucraina, da marzo al 1° maggio 2019. L’Ucraina ha un territorio più esteso e con una popolazione maggiore. Così se sono serviti agli Stati Uniti quaranta giorni, così serviranno dai trenta ai quaranta giorni alla Russia per invadere l’Ucraina. Dire che Putin abbia fallito perché non ha preso il controllo dell’Ucraina in cinque giorni non ha militarmente senso.” A parlare è Ron Aledo, ex analista senior di Intelligence per la CIA, oggi AD della Miami Intelligence Agency. Consulente di strategia in materia di business, analisi macroeconomiche e sicurezza internazionale, con oltre venti anni di esperienza, Ron ci aiuta a fare il punto della situazione tra Russia e Ucraina.

Infografica – La Biografia dell’intervistato Ron Aledo

Lei parlava d’Iraq, è possibile paragonare l’attuale situazione tra Russia e Ucraina anche allo scenario afghano?

“L’Afghanistan non è un buon caso da paragonare alla Russia e l’Ucraina, l’Iraq invece calza perfettamente. La guerra che gli Stati Uniti hanno portato avanti in Iraq, specialmente la prima fase, è molto simile a ciò che sta accadendo in Ucraina da parte della Russia, ossia l’invasione di un altro Paese da parte di forze convenzionali”. 

Quali sono le ragioni dietro questo conflitto?

Penso che ci sono tre ragioni principali. La prima è che Ucraina e Stati Uniti hanno fallito nel dare alla Russia una promessa scritta che l’Ucraina non si sarebbe mai unita alla NATO. Questo è secondo me il motivo più importante. La Russia non potrà mai permettere all’Ucraina di essere parte della NATO perché il confine con la Russia è estremamente sensibile. Per qualsiasi esercito straniere questo confine apre direttamente al cuore della Russia, industriale, energetico ed economico: Belgograd ed il Caucaso. Belgograd è come Stalingrado, ecco perché i tedeschi hanno provato con ogni mezzo a conquistare questa città nella Seconda Guerra Mondiale, la terribile battaglia di Stalingrado. Perché sapevano che se avessero conquistato quest’area avrebbero sconfitto l’Unione Sovietica. È un’area molto sensibile, il punto debole della Russia. Ecco perché Mosca non potrà mai accettare che l’Ucraina diventi un membro della NATO costeggiando questa regione. Anche la Georgia ha provato nel 2008 a recuperare l’Ossezia del Sud, una guerra regionale durata cinque giorni. Cosa accadrebbe se l’Ucraina diventasse membro della NATO e poi provasse a recuperare la Crimea? In quel caso avremmo una guerra nucleare e un terzo conflitto mondiale. Un’altra ragione dietro a questa guerra è sicuramente il colpo di stato del 2014. L’Ucraina e la Russia hanno firmato un accordo di pace ed economico, nel dicembre 2013, che prevedeva che la Russia avrebbe dato centinaia di milioni di dollari all’Ucraina, compreso gas etc. Insomma la pace era stata siglata tra i due Paesi. Tuttavia, nel Febbraio 2014, Obama ha realizzato un colpo di stato in Ucraina con Victoria Nuland, sborsando un sacco di soldi. Hanno rimosso il legittimo, democraticamente eletto Governo dell’Ucraina appartenente al partito delle regioni, amico della Russia, rimpiazzandolo con un esecutivo antirusso, pro-occidente e pro-Europa. Ecco la ragione per cui Mosca ha dovuto invadere l’Ucraina, ecco le motivazioni dei separatisti del Donbass e Luhansk. Se non ci fosse stato il golpe di Febbraio 2014, non ci sarebbe alcuna guerra oggi. Il conflitto a cui stiamo assistendo è il risultato diretto di quel colpo di stato realizzato da Obama, solo due mesi dopo dal trattato di pace che era stato firmato dai due Paesi”.

Quanto è concreto il rischio che questa guerra assumi una più ampia portata? Siamo di fronte alla Terza Guerra Mondiale?

“Per non divenire un conflitto mondiale Putin non deve invadere alcun Paese NATO. Se gli Stati Uniti, la Nato, o la Germania, l’Italia, la Francia, la Polonia, ecc. provassero ad annunciare una no-fly-zone allora anche in quel caso avremmo una guerra nucleare, una terza guerra mondiale. Lo stesso se la NATO, gli Stati Uniti o i Paesi Europei decidessero di essere direttamente coinvolti in questo conflitto. Ora, se le sanzioni che Washington e Bruxelles stanno imponendo alla Russia fossero davvero severe e la danneggiassero seriamente, questa potrebbe essere un’altra possibilità per l’innesco di una guerra mondiale. Come ha detto di recente il noto analista ed advisor di Reagan e Nixon, Pat Buchanan, cosa accadrebbe se la guerra economica contro la Russia fosse così terribile da spingere Mosca all’opzione Sansone? Sansone nelle sacre scritture stava per essere ucciso, ma prima di morire distrusse le colonne del tempio che cadde sulla gente, uccidendo tutti. Così se io devo morire, non morirò da solo. Quindi se le sanzioni dovessero soffocare l’economia russa, Putin potrebbe ricorrere all’opzione di Sansone ed avremmo anche in questo caso una guerra nucleare”.

Foto – A sinistra il Segretario di Stato degli Stati Uniti, John Kerry, dal 2013 al 2017 nell’amministrazione Obama, (a destra) Ron Aledo.

Sentiamo spesso parlare di questa guerra nucleare, chi possiede o meglio potrebbe usare armi nucleari?

“Il presidente degli Stati Uniti e il presidente della Russia hanno il controllo diretto delle armi nucleari, sono loro che possono ordinare il lancio di un attacco con testate nucleari”.

Sull’altro fronte, crede che la Cina possa invadere Taiwan?

“Non penso che la Cina possa invadere Taiwan in qualsiasi momento nel breve periodo. Non credo che i cinesi siano militarmente preparati per una operazione del genere. Potrebbero farlo solo se Taiwan dichiarasse l’indipendenza, ma gli Stati Uniti hanno un modo davvero semplice per fermare un eventuale invasione cinese di Taiwan. Se gli Stati Uniti dispiegassero due o tre carriers, qualche nave e flotta tra la Cina e Taiwan, questo sarebbe abbastanza come deterrente per la Cina. Se l’U.S. Navy e i carriers fossero lì, la Cina non sarebbe in grado di invadere Taiwan”. 

Ed invece la Turchia che ruolo ha in questo conflitto tra Russia e Ucraina?

“La Turchia seguirà la posizione della NATO, non vuole avere problemi con l’Unione Europea. Negozierà somme di denaro per prevenire migrazioni di massa quindi non si schiererà contro l’occidente per la Russia o per l’Ucraina”.

Come vive questa situazione l’opinione pubblica americana?

“L’opinione pubblica statunitense, come quella europea, è completamente contro la Russia perché entrambe le parti odiano la Russia. Il partito democratico odia la Russia perché è cristiana, è contro gli omosessuali, non è una democrazia ed è un governo autoritario. Per tutte queste ragioni la sinistra è contro la Russia. La destra, invece, continua a pensare che la Russia è comunista, sono cresciuti con la guerra fredda e continuano a pensare che Putin sia un cattivo ragazzo del KGB. La destra americana crede di essere ancora in guerra fredda. Hanno un’idea che la Russia oggi è cristiana, che il patto di Varsavia è dissolto e che anche l’Unione Sovietica non esiste più, quindi devono trovare un cattivo da combattere, ecco perché anche la destra odia Putin. Qui negli Stati Uniti, quelli che non odiano Putin sono solamente i libertari, il Partito libertario della destra veramente conservatrice, una corrente che noi definiamo paleoconservatorismo. Sono pochissimi”.

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Nata nelle Marche nel 1988. Giornalista pubblicista, vive a Tunisi dove sta studiando arabo mentre partecipa alle vicende libiche. Corrispondente per “Notizie Geopolitiche”, Tripoli è stata la sua prima esperienza come inviata di guerra. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratrice presso il quotidiano di approfondimento “L’Indro”. Ho commentato la crisi libica per diversi canali del Golfo (218 TV, Sky News Arabia, Libya’s Channel e Libya al-Hadath) ed italiani (TgCom24, SkyTg24, Uno mattina, Tg Rai, Radio Domani, Radio Anch’io, Radio in Blu). È autrice di “Speciale Libia”, una piattaforma dedicata al Paese nordafricano. Scrive di Medio Oriente e Nord Africa, dal terrorismo al lablabi.

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