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Filippine, Biden si congratula col nuovo presidente Marcos: critiche dai filippini negli USA

La larga vittoria di Ferdinand “Bongbong” Marcos Jr. alle elezioni presidenziali del 9 maggio apre una serie di incognite, anche e soprattutto fuori dalle Filippine. Ha ottenuto la maggioranza assoluta dei voti, ma per l’ufficializzazione del risultato bisognerà attendere la fine di maggio; con lui è stata eletta alla vicepresidenza Sara Duterte: era dal 2004 che una coppia di candidati non vinceva insieme. Se la Duterte, già sindaco di Davao City, è figlia del presidente uscente Rodrigo Duterte, l’eredità politica di Marcos Jr. è molto più ingrombrante: è infatti il figlio di Ferdinand Marcos Sr., che ha governato le Filippine dal 1965 al 1986 ed è considerato un dittatore eccentrico e persino crudele, che impose la legge marziale per nove anni. “Bongbong” ha chiesto alla comunità internazionale di non giudicarlo per il passato della sua famiglia, ma solo in base a ciò che farà durante la sua presidenza. Secondo gli esperti, la promessa di cercare un terreno comune fra le fazioni politiche può essere sabotata dai sentimenti negativi che tanti nutrono verso il padre e dai sospetti che gravano sulla ricchezza accumulata da quest’ultimo. Si teme inoltre che usi i social per riscrivere la narrativa degli anni in cui padre era al potere. Le associazioni per la difesa dei diritti umani si sono già mosse per chiedere di rigettare la vittoria di Marcos, mentre Amnesty International lo ha accusato di evitare il confronto sul tema delle violazioni commesse durante la “guerra alla droga” del suo predecessore Duterte. I filippini residenti in Nord America si sono detti “estremamenti delusi” dalla chiamata di congratulazioni di Joe Biden per Marcos, nella quale ha espresso il desiderio di rafforzare l’alleanza fra le loro due nazioni. Associazioni come GABRIELA e US Filipinos for Good Governance hanno invitato a non convalidare l’esito elettorale almeno fino all’uscita dei risultati definitivi, suggerendo anche di indagare su eventuali brogli.

Gli esperti si chiedono quale strada imboccheranno le relazioni internazionali delle Filippine con Marcos Jr., che per il momento non ha dato particolari indizi sul programma. L’opinione più diffusa è che seguirà le orme di Duterte, che ha costruito ottime relazioni con la Cina mantenendo con un atteggiamento distante e critico verso gli Stati Uniti. Kurt Campbell, coordinatore dell’area indo-pacifica per il Consiglio per la Sicurezza Nazionale, ha detto che la Casa Bianca intende impegnarsi subito con Manila per evitare i “problemi di comunicazione”, ritenuti probabili nella fase iniziale. Le Filippine sono da sempre alleate degli USA, pur con alti e bassi: verso la famiglia Marcos vi è ad esempio un contenzioso con la Corte distrettuale delle Hawaii, che nel 1995 ha stabilito un risarcimento di 2 miliardi di dollari per le vittime di Marcos Sr. Da quindici anni “Bongbong” non si reca negli USA per paura delle conseguenze giudiziarie: per il momento il Dipartimento di Giustizia americano non ha ancora specificato se al nuovo presidente filippino verrà garantita l’immunità diplomatica in caso di visita a Washington. Il Segretario di Stato Antony Blinken ha dichiarato che gli USA intendono lavorare con Marcos per rinforzare la speciale partnership che ha radici storiche profonde: Da amici, partner e alleati continueremo a collaborare strettamente con le Filippine per promuovere il rispetto dei diritti umani e far progredire una regione Indo-Pacifica libera e aperta, connessa, prospera, sicura e resiliente.

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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