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Libia, chi la spunterà tra i due premier? La posizione del Parlamento spiegata da Fathi al Marimi

“L’incontro con la signora Stephanie Williams è stato importante. Il consigliere Aguila Saleh le ha spiegato i passi intrapresi dalla Camera dei Rappresentanti (HoR), sia modificando la dichiarazione costituzionale, sia formando un governo e prestando giuramento costituzionale. Ha confermato che le elezioni si svolgeranno secondo le leggi dell’HoR, che possono essere modificate, nonché secondo il piano del Comitato Road Map, e le parti contattate dallo stesso Comitato. Saleh ha anche confermato che le cose stanno andando bene nonostante alcune obiezioni e che le misure adottate dall’HoR sono corrette, sia che si tratti di formare un governo, di emanare leggi o di lavorare per tenere elezioni nel prossimo futuro”. A dirci questo è Fathi al-Marimi, Media Advisor della Presidenza del Parlamento libico, la Camera dei Rappresentanti con sede a Tobruk, con il quale facciamo il punto degli ultimi sviluppi politici dopo la nomina di Fathi Bashagha a Primo Ministro e la concessione della fiducia al suo esecutivo.

Infografica – la biografia di Fathi al-Marimi

La signora Williams ha affermato in un tweet di essere d’accordo con Aguila Saleh sul fatto che tenere le elezioni in modo tempestivo con una solida base costituzionale costituisce la migliore via da seguire. Allora, quale sarà il prossimo passo? L’HoR e l’HCS formeranno un comitato congiunto?

“Naturalmente, la Camera dei Rappresentanti ha formato qualche tempo fa un comitato per la road-map, e anche l’Alto Consiglio di Stato ha formato un comitato che include i capi delle sue commissioni, i due si sono incontrati più volte e hanno concordato di modificare la dichiarazione costituzionale, e formare il governo durante il periodo passato. In effetti, c’è una continua comunicazione tra la Camera dei Rappresentanti e il Consiglio di Stato, e tra questi comitati”.

Sembra impossibile per Bashagha stabilire il suo governo a Tripoli in questo momento, l’HoR sta pensando di lasciare che Dabaiba continui i suoi doveri fino a giugno?

“L’HoR non consentirà ad Abdul Hamid Dabaiba di continuare le sue funzioni fino al prossimo giugno. Attualmente non lo riconosciamo ufficialmente come Primo Ministro e il suo mandato è scaduto. Mr. Fathi Bashagha è il presidente ufficiale riconosciuto dalla Camera dei Rappresentanti. Ora Abdul Hamid Dabaiba deve consegnare completamente i suoi poteri al signor Fathi Bashagha”.

Stiamo tornando ad avere due governi paralleli?

“L’HoR non intende istituire un governo parallelo, ma un solo governo guidato da Fathi Bashagha”.

Qual è l’equilibrio di potere tra Bashagha e Dabaiba oggi?

“Fathi Bashagha ha un grande sostegno nella regione occidentale e ora ha raggiunto consenso con i leader delle regioni occidentali, orientali e meridionali. Ora le cose stanno andando bene. È una personalità forte con buone relazioni, e collettivamente sarà in grado di unificare le istituzioni e rendere la Libia un Paese indipendente”.

Il Parlamento ha il sostegno dei gruppi armati a Tripoli?

“Il Parlamento è sostenuto dal popolo libico e la maggior parte dei libici sostiene i passi intrapresi dall’HoR, che si tratti di formare un governo o di emanare leggi elettorali. Il popolo libico sa che solo il Parlamento è il legittimo rappresentante del Paese”.

Ci sono consultazioni con Abdel Hamid Dabaiba o siamo di fronte ad una rottura definitiva?

“No, non ci sono contatti tra il Parlamento e Abdul Hamid al-Dabaiba, ma ci sono altri partiti che potrebbero lavorare per lui per consegnare il potere a Fathi Bashagha in modo pacifico”.

Molti hanno denunciato una mancanza di trasparenza in seno all’HoR nel processo che ha portato alla formazione del governo Bashagha, ci può spiegare meglio questo processo?

“La formazione del governo è avvenuta correttamente e la sessione del parlamento è stata trasmessa sui canali satellitari, ma ci sono alcune persone che mettono in discussione permanentemente il lavoro del Parlamento. Le procedure della Camera dei Rappresentanti nella formazione del governo sono corrette in conformità con la legge e i suoi poteri”.

Quali paesi stranieri supportano il nuovo esecutivo?

“Molti Paesi vedono questa come una questione interna, ma la posizione russa è chiara: hanno annunciato il loro sostegno al governo guidato da Bashaga. L’HoR ha anche rilasciato ieri una dichiarazione per ringraziare i fratelli Regno dell’Arabia Saudita e l’Egitto per il loro sostegno alle istituzioni legittime elette dal popolo libico e per la loro costante preoccupazione per la sicurezza, la stabilità e l’unità della Libia”.

Dopo le operazioni militari a Tripoli, come sono oggi i rapporti tra Aguila Salah e il feldmaresciallo Khalifa Haftar?

Dopo le operazioni militari a Tripoli, i rapporti sono ancora ottimi tra il presidente del parlamento, Aguila Salah, e Khalifa Haftar, comandante in capo dell’esercito libico. Il rapporto è eccellente e c’è una comunicazione costante tra loro”.

In passato il Parlamento ha preso una posizione molto forte contro i Fratelli Musulmani, quali sono i motivi per renderli alleati oggi?

“Il Parlamento è d’accordo con Fathi Bashagha, Ahmed Maiteeq e alcune figure influenti della regione occidentale, non con i Fratelli Musulmani. Questo per unificare le istituzioni in Libia, porre fine al conflitto nel prossimo futuro e andare verso le elezioni”.

Ci sono molte notizie su un accordo tra Aguila Salah e Khaled al Meshri dopo gli incontri in Marocco. Cosa prevede questo accordo?

“Non ci sono accordi e l’incontro con Aquila Saleh e Khaled Al-Meshri è per il bene della Libia, per l’unificazione delle istituzioni, la dichiarazione costituzionale e lo svolgimento delle elezioni”.

E il Parlamento? Ha ricevuto pressioni da gruppi armati dell’est per cambiare il governo di Dabaiba?

“Non ci sono pressioni, e questo è stato fatto con la volontà dei leader libici, socialmente, politicamente e dal punto di vista della sicurezza, e per il bene di un’intesa sull’unificazione delle istituzioni, come le ho detto, sullo svolgimento delle elezioni e sulla fine del conflitto”.

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Nata nelle Marche nel 1988. Giornalista pubblicista, vive a Tunisi dove sta studiando arabo mentre partecipa alle vicende libiche. Corrispondente per “Notizie Geopolitiche”, Tripoli è stata la sua prima esperienza come inviata di guerra. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratrice presso il quotidiano di approfondimento “L’Indro”. Ho commentato la crisi libica per diversi canali del Golfo (218 TV, Sky News Arabia, Libya’s Channel e Libya al-Hadath) ed italiani (TgCom24, SkyTg24, Uno mattina, Tg Rai, Radio Domani, Radio Anch’io, Radio in Blu). È autrice di “Speciale Libia”, una piattaforma dedicata al Paese nordafricano. Scrive di Medio Oriente e Nord Africa, dal terrorismo al lablabi.

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