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Baku: inaugurato il Parco dei Trofei di Guerra

Giorni fa il Presidente dell’Azerbaijan Ilham Aliev ha inaugurato il Parco dei trofei di guerra a Baku. A prima vista sembra che si tratti dei soliti parchi della vittoria che si possono visitare in molti paesi, invece questa volta si tratta di un “parco” dove i visitatori possono assistere alle scene agghiaccianti di degradazione della memoria delle vittime di guerra. Nel “parco” accanto alle attrezzature e le armi sequestrate alle truppe armene sono esposti anche manichini che raffigurano i soldati armeni. Sono esposti inoltre gli elmetti dei militari armeni e i loro oggetti personali. 

Il Parco viene  inaugurato in un periodo turbolente, quasi cinque mesi dopo la guerra, mentre la parte armena è ancora in cerca delle salme delle vittime di guerra. “Il comportamento antiumano della leadership di alto rango azero” è stato denunciato dal Ministero degli Esteri armeno. “L’Azerbaijan sta finalmente consolidando la sua posizione come centro mondiale dell’intolleranza e della xenofobia. L’inaugurazione del “parco” e il discorso del Presidente dell’Azerbaijan dimostrano che obiettivo di quest’azione è la degradazione pubblica della memoria delle vittime di guerra, delle persone scomparse e dei prigionieri di guerra, violando i diritti e la dignità delle loro famiglie”, ha denunciato il Ministero.

L’apertura del “parco” è stata denunciata anche dal difensore civico armeno Arman Tatoyan. “L’esposizione è stata pensata per aumentare e incoraggiare l’odio e l’animosità nei confronti della popolazione dell’Armenia e dell’Artsakh, i cittadini dell’Armenia”, dice Tatoyan.

Foto – Una foto dal Parco dei Trofei di Baku

Oltre ai manichini  che raffigurano i militari armeni morti nel campo di battaglia sono esposti anche manichini che raffigurano i prigionieri armeni. Questo accade mentre in Azerbaijan si trovano ancora centinaia di prigionieri armeni. Dall’accordo di pace trilaterale dello scorso novembre era previsto lo scambio di tutti i prigioneri di guerra  invece l’Azerbaijan continua a tenere illegalmente sia i prigionieri che i civili violando i diritti umani e le norme internazionali. “E`ovvio per le autorità azere che questa delicata questione provocherebbe dolore e sofferenza mentale alle famiglie delle persone scomparse e dei prigionieri, nonché alla società armena in generale”, aggiuge Tatoyan.

Il Rappresentate Permanente dell’Armenia alle Nazioni Unite Mher Margaryan ha indirizzato una lettera al Segretario Generale Antonio Guterres denunciando “la politica di incitamento all’odio antiarmeno e la palese intenzione genocida dell’Azerbaijan”.

E` difficile rimanere indifferenti davanti alle scene che raffigurano i soldati morenti o feriti, ma è impossibile guardare senza stupore e vergogna come le famiglie azere visitano questo “parco” facendosi fotografare e come i bambini giocano con questi manichini sotto gli sguardi divertiti dei genitori. Un parco che dimostra quanto lontano possa arrivare l’odio alimentato incessantemente dai vertici governativi azeri e quanto periocoloso possa essere l’intolleranza verso le altre etnie.

Durante la guerra abbiamo assistito a numerose atrocità compiute contro i soldati armeni come umiliazioni, torture e esecuzioni. Molto spesso le scene venivano filmate e  successivamente pubblicate sui social network dagli esecutori stessi. I visitatori di questo “parco” sono probabilmente coloro che non hanno avuto la “fortuna” di trucidare un armeno nel campo di battaglia e in questo modo almeno possono soddisfare le loro esigenze torturando e strozzando i manicchini.

La decisione del Governo azero di inaugurare un parco simile, una palese manifestazione dell’odio verso l’etnia armena, cinica e priva di umanità è stata criticata anche da numerosi politici europei, tra questi il membro del Parlamento europeo Nikos Andrulakis e la deputata francese Alexandra Louis.

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Nata nel 1982, abita a Yerevan. Laureata in Lingue Straniere all'Università di Bologna e da anni sono impegnata nel diffondere la lingua e cultura italiana in Armenia. Insegna lingua italiana all'Università Brusov di Yerevan e all'Università Americana in Armenia. Collabora anche diversi giornali armeni e italiani  scrivendo articoli  sull'attualità armena ed italiana.

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