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Andorra: sciopero dei trasportatori spagnoli e prezzo della benzina oltre i 2 euro spaventano i consumatori

La scorsa settimana i supermercati andorrani sono stati svuotati dai cittadini che hanno cercato di portarsi a casa quanti più prodotti possibile, spinti dalla paura che lo sciopero degli autotrasportatori spagnoli avrebbe tagliato fuori Andorra dalle rotte di rifornimento commerciale. L’isteria ha riguardato soprattutto l’olio, particolarmente dopo che l’importante azienda distributrice ACSA aveva comunicato che non avrebbe potuto più vendere quello di semi di girasole, così che i consumatori si sono buttati su quello di oliva. Si lavora nel frattempo a garantire le forniture dalla Francia, nel caso in cui gli effetti dello sciopero spagnolo dovessero rivelarsi peggiori del previsto. Anche gli hotel e i ristoranti sono in attesa di vedere in quale misura verranno toccati dalla situazione. Il direttore dell’unione alberghiera di Andorra, Jordi Pujol, ha avvertito che le attività di ricezione potrebbero avere problemi specialmente per l’approvvigionamento di determinati prodotti, oltre alle difficoltà per l’arrivo dei turisti stessi, intralciati dai blocchi stradali messi dagli scioperanti spagnoli. E c’è anche l’aumento della benzina a impensierire sia gli albergatori andorrani che i cittadini del Principato in generale. Il vicepresidente della Asidca, l’Associazione degli importatori e dei distributori di Andorra, ha detto che la benzina potrebbe arrivare a due euro al litro nei prossimi giorni, ma i meccanismi interni del Paese potrebbero permettere di attenuare nell’immediato la crescita del prezzo, anche il sistema andorrano non potrà reggere ancora a lungo se il conflitto ucraino continua. L’ACU, Associazione dei consumatori andorrana, ha espresso la sua preoccupazione dicendo che se l’aumento proseguirà a questi ritmi, si giungerà presto a un punto di non ritorno che non potrà più essere tollerato: per questo motivo propone di abolire temporaneamente le tasse sul carburante per mantenere il livello dei prezzi entro un certo limite.

Il Principato di Andorra ha appena celebrato la festa nazionale della Costituzione. Il 14 marzo 1993 venne infatti approvata la costituzione dello Stato, a seguito di un referendum vinto a larga maggioranza. Nello stesso anno Andorra entrò a far parte dell’ONU, tuttavia non ha ancora aderito all’Unione Europea né agli Accordi di Schenghen, pur avendo adottato l’euro come valuta ufficiale. Nel 29esimo Dia de la Constitució, lo storico Oliver Vergés commenta lo stato di salute della Carta: è stata creata una Costituzione moderna in un periodo in cui potevano essere inclusi persino elementi come la protezione dell’ambiente o dei diritti umani. Ma aggiunge la necessità di continuare ad adattare le sue norme a una realtà in costante cambiamento, come evidenziato dal capo del governo Xavier Espot Zamora, il quale vorrebbe portare all’attenzione dei politici la possibilità di depenalizzare l’aborto: poiché la Costituzione “riconosce il diritto alla vita e la protegge pienamente in tutte le sue fasi”, l’interruzione volontaria della gravidanza è illegale nel Paese. Pur essendovi di fatto libertà di circolazione di persone e merci con l’Unione Europea, sono in atto le trattative per un’Accordo di Associazione formale con la UELandry Riba, segretario di Stato per gli affari europei, ha annunciato il calendario provvisorio dei round di negoziati per il 2022, che saranno almeno cinque, come da intenzione della Commissione Europea. Quest’ultima ha comunicato che della parte prettamente politica dei negoziati si occuperà il suo vicepresidente Maroš Šefčovič, con il quale è previsto un vertice nelle prossime settimane.

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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