I timori dei leader europei per Trump, pronto ad addossare su di loro il destino dell’Ucraina

I timori dei leader europei per Trump, pronto ad addossare su di loro il destino dell’Ucraina

26 Marzo 2026 0

L’inquietudine serpeggia fra i governi europei timorosi della ripicca di Trump contro di loro, rei di non aver offerto aiuto nell’operazione contro Teheran. Il presidente americano si rivarrebbe anzitutto togliendo ogni aiuto all’Ucraina. Le paure a questo proposito sono state riferite al giornale Politico da quattro fonti diplomatiche europee, protette dall’anonimato.

Codardi!

Anche senza affidarsi alle voci da dietro le quinte, per cogliere l’irritazione della Casa Bianca è sufficiente leggere quanto posta Trump su Truth. La settimana scorsa ha sgridato i partner europei, colpevoli di non voler partecipare alla sua avventura mediorientale e di lamentarsi pure della sua principale conseguenza, cioè l’aumento del prezzo del petrolio.

Washington non gradisce il fatto di non aver ricevuto supporto nemmeno per sbloccare lo stretto di Hormuz, in cui viaggia il 20% del greggio mondiale. L’Iran ha chiuso il passaggio come ritorsione, ma gli alleati europei potrebbero riaprirlo contribuendo a una manovra militare americana. E invece non lo fanno. Dunque la NATO è solo una “tigre di carta”, scrive Trump, mentre gli europei sono dei “codardi”. E “ce ne ricorderemo”, aggiunge con tono minaccioso.

Timori per l’Ucraina

Macron invita a non “distogliere l’attenzione” dal supporto a Kiev. L’esortazione è certamente di carattere politico, ma qui prevale il piano pratico nel momento in cui si considera quanti armamenti stiano consumando gli USA e gli altri Paesi del Golfo. Tutte armi che potevano essere girate agli ucraini e che invece vengono consumate come “caramelle”, ad esempio gli Emirati Arabi coi loro Patriot.

Questi sistemi missilistici sono i più ambiti da Zelensky, ma oggi stanno rapidamente finendo e avanti di questo passo non ce ne saranno più da dare a Kiev. In Europa si sa che gli Stati Uniti non hanno abbastanza per rifornire due fronti e che la loro priorità è sicuramente la guerra contro l’Iran. Il presidente ucraino aveva già affermato di avere una pessima sensazione a proposito delle conseguenze negative del conflitto mediorientale. Più si tira per le lunghe, più viene posticipata la ripresa dei negoziati trilaterali Russia-USA-Ucraina e la pace si allontana.

Chi prova a farsi vedere utile

E allora ecco che in Europa qualcuno prova almeno a farsi vedere utile, come Macron, Starmer e lo stesso segretario generale della NATO Rutte. Da Londra, il premier Starmer ha dato il semaforo verde agli americani per usare le basi britanniche come punto di partenza per colpire le postazioni iraniane che tengono sotto scacco lo stretto di Hormuz.

Ma gli attacchi di Teheran hanno già frenato il suo entusiasmo verso la cosiddetta autodifesa collettiva con gli USA. Infatti dopo che i droni iraniani hanno creato scompiglio e recato danni alla base di Diego Garcia nell’Oceano Indiano e a quelle di Cipro, Starmer ha vietato l’utilizzo di queste ultime agli americani per lanciare i loro attacchi nel Golfo Persico. Il motivo dichiarato è il Regno Unito non vuole essere coinvolto in un conflitto più ampio.

In compenso, Starmer si è fatto promotore di un comunicato firmato da sette alleati NATO in cui si dicono “pronti a contribuire a sforzi adeguati per assicurare un passaggio sicuro” attraverso lo stretto di Hormuz. Insomma, nessun aiuto concreto per adesso, ma tanta buona volontà! Le fonti anonime di Politico dicono che per Trump l’apparenza può contare più della sostanza. Chissà se stavolta gli basteranno le belle parole…

Rutte pompiere

Il segretario generale della NATO Rutte, intervistato dalla CBS News, ha cercato di spegnere le intemperanze del presidente americano verso i poveri europei, usando parole di comprensione per il suo atteggiamento. Ha infatti giustificato certe sue decisioni spiegando che la Casa Bianca in questo momento deve bilanciare fra molteplici e diversi interessi. Dunque da una parte Washington si mostra dura, dall’altra deve ammorbidire la sua posizione come nel caso dell’allentamento delle sanzioni energetiche contro Mosca.

Ma la vittoriosa leadership di Trump sulla NATO è fuori discussione: so che siamo sempre uniti, dice Rutte, e che gli USA continuano a fornire a Kiev il supporto di intelligence. Tuttavia, secondo altre fonti questo genere di assistenza Washington l’ha già ridotta, dopo averla interrotta del tutto e poi ripresa. Ma nella speranza che il suo wishful thinking si traduca presto in realtà, Rutte si mostra assolutamente fiducioso negli USA: gli armamenti americani per l’esercito ucraino “stanno arrivando”, vedrete.

 

 

 

Vincenzo Ferrara
VincenzoFerrara

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