15 Marzo 2026 – Trump annuncia coalizione per forzare Hormuz. Ma Germania, Italia e Giappone si sfilano
L’amministrazione Trump prevede di annunciare già questa settimana che diversi Paesi hanno concordato di formare una coalizione per scortare le navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha annunciato però che la Germania non parteciperà. Anche l’Italia si sfila: “Mi pare che nessuno dei paesi europei abbia accolto” l’invito di Trump ha affermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Intanto sono 1000 le navi che attendo di attraversare lo stretto. Anche il Giappone si sfila.
“La libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz deve essere ripristinata al più presto“. Lo ha affermato il presidente francese Emmanuel Macron in una conversazione con l’omologo iraniano Masoud Pezeshkian.
A Parigi il candidato socialista Emmanuel Gregoire è nettamente in vantaggio, l’estrema destra di Rassemblement National (RN) sembra prevalere in diverse città, mentre il partito della sinistra radicale La France Insoumise (LFI) ha sorpreso molti in altre.
Il petrolio proveniente dalle riserve di emergenza dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (Iea) inizierà presto ad affluire sui mercati globali, con i paesi membri che, lo scorso 11 marzo, si sono impegnati a rendere disponibili 411,9 milioni di barili.
L’organizzazione di monitoraggio di internet NetBlocks ha affermato che l’oscuramento di internet in Iran si è aggravato, interrompendo persino le attività di testate giornalistiche semi-ufficiali iraniane.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha pubblicato oggi sui suoi profili social un video ironico volto a smentire e a deridere le voci che lo davano per ferito o morto a causa della guerra in corso con l’Iran.
Il Partito Popolare ha vinto le elezioni in Castiglia e León con il 70,15% dei voti scrutinati. Il PP si è assicurato 33 seggi, non riuscendo però a raggiungere la maggioranza assoluta di 42.
Il primo ministro ungherese Viktor Orban ha presentato le elezioni parlamentari del 12 aprile come una scelta netta tra “pace e guerra“, accusando Bruxelles e Kiev di voler favorire un cambio di governo a Budapest.
Il Cremlino ha confermato la visita a Mosca, all’inizio di febbraio, di un rappresentante francese incaricato di discutere del conflitto in Ucraina, ma ha sostenuto che l’incontro non abbia prodotto risultati incoraggianti. Lo ha dichiarato al quotidiano britannico “Financial Times” il portavoce del presidente russo Dmitrij Peskov.

Raccogliere le voci dei protagonisti dalle varie parti del mondo e documentare i numeri reali inerenti ai grandi dossier e questioni d’attualità è il modo migliore e più serio per fare informazione. L’obiettivo finale è fornire gli strumenti ad ogni lettore e lettrice per farsi una propria opinione sui fatti che accadono a livello mondiale.

