La Tunisia nella morsa del caldo estremo: incendi, blackout e fragilità strutturali

La Tunisia nella morsa del caldo estremo: incendi, blackout e fragilità strutturali

23 Luglio 2026 0

L’estate tunisina si sta trasformando in un banco di prova senza precedenti per il Paese. Temperature superiori ai 49 gradi hanno alimentato vasti incendi boschivi nel nord-ovest e messo sotto pressione la rete elettrica nazionale, provocando blackout a rotazione. L’effetto combinato dell’emergenza climatica e delle criticità infrastrutturali sta incidendo sull’economia reale, minacciando turismo, agricoltura e attività produttive.

Il nord-ovest della Tunisia, tradizionalmente il polmone verde del Paese, si trova nuovamente in prima linea contro il fuoco. L’aumento esponenziale delle temperature, unito alla prolungata siccità e a forti venti caldi come lo scirocco, ha trasformato vaste aree boschive in inneschi ad alta infiammabilità.

La Tunisia brucia

Dal primo giugno al 22 luglio sono stati registrati 101 incendi boschivi che hanno devastato complessivamente 1.787,7 ettari di superficie, un dato oltre cinque volte superiore rispetto all’intero periodo analogo del 2025, quando gli incendi erano stati 62 e avevano interessato circa 300 ettari. A fornire il bilancio è stato Khalil Meshri, responsabile della sottodirezione Operazioni e monitoraggio del dipartimento Operazioni della Protezione civile, durante una conferenza stampa a Tunisi.

L’intensità dell’emergenza è testimoniata dal numero di interventi effettuati dalla Protezione civile. Nelle ultime 72 ore le squadre operative sono intervenute circa 2.700 volte sull’intero territorio nazionale, con una media di quattro interventi ogni cinque minuti. Nello stesso arco temporale sono stati registrati complessivamente circa 900 incendi di diversa natura, equivalenti a un nuovo incendio ogni cinque minuti.

16 ore di interventi

Il rogo che ha devastato le aree forestali tra Raf Raf e Ghar El Melh, nel governatorato di Bizerte, è stato completamente domato e la situazione è tornata sotto controllo, ha dichiarato il governatore di Bizerte, Salem Ben Yacoub, intervenendo all’emittente radiofonica “Mosaique fm, rassicurando la popolazione e precisando che

le operazioni sul terreno restano monitorate in modo permanente.

Le squadre della Protezione civile e le diverse strutture della Commissione regionale per la lotta alle catastrofi e l’organizzazione dei soccorsi, in coordinamento con le autorità locali, i servizi di sicurezza, militari e tecnici e le componenti della società civile, sono riuscite a controllare l’incendio dopo oltre 16 ore di interventi continui.

Secondo Ben Yacoub, il rogo è divampato inizialmente sul monte Raf Raf, per poi propagarsi rapidamente verso il Ghar El Melh a causa della direzione dei venti di scirocco. I danni a Raf Raf sono rimasti limitati, mentre le fiamme hanno raggiunto una maggiore intensità nella zona di Ghar El Melh. In fiamme anche un ristorante sulla spiaggia.

Un’erosione strutturale

Non si tratta di un’emergenza isolata ma di un ciclo distruttivo ricorrente. Negli anni recenti, roghi memorabili hanno devastato oltre 470 ettari nella frazione di Melloula a Tabarka (costringendo a evacuazioni via mare e via terra) e più di 450 ettari tra Bizerte e Jendouba. Il continuo scorticamento delle pinete e delle foreste di sughera (Quercus suber) sta compromettendo irreversibilmente la biodiversità e la tenuta idrogeologica della regione montuosa del Kroumirie.

La crisi della rete elettrica

Mentre i boschi bruciano, i centri urbani affrontano un’emergenza parallela: il forte stress della rete elettrica nazionale. Con il termometro che ha toccato picchi storici di 49,7 gradi a Kairouan e sfiorato i 49 gradi a Tunisi e nel sud, l’uso massiccio dei condizionatori ha causato una domanda energetica senza precedenti.

La compagnia statale dell’energia e del gas (STEG) ha registrato un’impennata dei consumi superiore al 30 percento rispetto alle medie stagionali, toccando picchi di domanda stimati tra i 5.000 e i 6.000 megawatt. Questo fabbisogno supera nettamente la capacità massima di generazione nazionale, un deficit aggravato da guasti tecnici anche a causa delle difficoltà del sistema elettrico regionale con l’Algeria in analoghe situazioni.

Per evitare un blackout totale su scala nazionale — simile al collasso quasi totale del settembre 2023 causato da un guasto alla centrale di Rades — la STEG è stata costretta a implementare una politica di distacchi programmati a rotazione (délestage). Interruzioni della corrente lunghe fino a sei ore consecutive hanno interessato interi quartieri dalla Grande Tunisi (come La Soukra) a Sfax e Kairouan, bloccando ascensori, semafori e mandando in tilt le reti di distribuzione idrica.

L’impatto sul turismo: l’anello debole dell’estate

Il turismo è una delle principali fonti di valuta estera e occupazione per la Tunisia, ma la coincidenza tra la stagione di picco dei flussi internazionali e le ondate di calore sta mettendo sotto forte stress l’intero comparto. Come evidenziato da accademici ed esperti di energia delle università tunisine, la rete elettrica si trova schiacciata da una doppia tenaglia: da un lato il consumo residenziale domestico spinto dal caldo, dall’altro l’assorbimento massiccio di energia da parte dei grandi resort costieri tra Hammamet, Sousse, Djerba e la costa di Tunisi.

I black out improvvisi interrompono i sistemi di climatizzazione proprio nelle ore di massimo irraggiamento solare, costringendo le strutture a ricorrere a costosi e inquinanti generatori diesel d’emergenza. Nelle zone turistiche e nelle città, pasticcerie, bar e ristoranti subiscono ingenti danni a causa dello spegnimento dei banchi refrigerati, con perdita di merci deperibili e chiusure forzate nelle ore pomeridiane.

L’incrocio tra disastri naturali boschivi e fragilità infrastrutturale genera un effetto domino sull’economia tunisina. L’organizzazione di rappresentanza patronale delle imprese cittadine, Conect, ha espresso “forte preoccupazione” per la mancanza di programmi di interruzione precisi, che rende impossibile per le aziende pianificare i turni di produzione delle linee industriali.

Lo Stato non resterà con le mani in mano di fronte a chi cerca di alimentare le tensioni

Il presidente Kais Saied è intervenuto pubblicamente definendo “anormali” i ripetuti blackout e chiedendo che vengano accertate le responsabilità tecniche e gestionali. Saied ha ordinato la cessazione immediata delle interruzioni prolungate della fornitura di acqua ed elettricità, chiedendo che i cittadini siano informati preventivamente sugli eventuali disservizi, mentre lo Stato “agirà con fermezza contro chiunque tenti di aggravare la situazione nel Paese”.

Nel corso di una riunione al Palazzo di Cartagine, Saied ha rivelato di seguire 24 ore su 24 l’evoluzione della situazione in tutto il territorio nazionale, sostenendo che le interruzioni di acqua ed elettricità e gli incendi rappresentano eventi insoliti e che lo Stato non resterà con le mani in mano” di fronte a chi cerca di danneggiare i cittadini e alimentare le tensioni.

Il capo dello Stato ha inoltre denunciato le interruzioni dei servizi essenziali protrattesi per oltre 24 ore in diverse aree del Paese.

Qualora fossero necessarie sospensioni programmate delle forniture – ha aggiunto il presidente – la popolazione dovrà essere informata in anticipo sugli orari previsti.

Nel corso della riunione, il presidente ha inoltre elogiato l’operato delle unità della Protezione civile, che, in coordinamento con le strutture militari, di sicurezza e amministrative, sono intervenute rapidamente per domare gli incendi e limitarne la propagazione. Saied ha infine reso omaggio all’impegno del personale coinvolto nelle operazioni, sottolineando la “profonda consapevolezza” del popolo tunisino, che, secondo il presidente, saprà respingere “tutti i tentativi di oppressione, qualunque ne sia l’origine o l’intensità”.

Analisi e prospettive di intervento

Secondo analisi del settore, la radice del problema risieda in un’infrastruttura di rete invecchiata che necessita di profonde manutenzioni e investimenti di potenziamento. Tra le misure indicate dagli esperti figurano il potenziamento della rete elettrica, l’accelerazione degli investimenti nelle energie rinnovabili, lo sviluppo di sistemi di accumulo e di microreti, nonché il rafforzamento delle capacità della Protezione civile attraverso tecnologie di monitoraggio come droni e immagini satellitari e programmi di riforestazione con specie più resistenti alla siccità.

Vanessa Tomassini
Vanessa Tomassini

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