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Vanuatu: problemi di visto con la Svizzera e l’Unione Europea

Vanuatu, Stato insulare dell’Oceania, sta vivendo un periodo turbolento nei confronti delle organizzazioni internazionali. Riottenuto a gennaio il diritto di voto presso le Nazioni Unite (dopo averlo perso a causa del mancato pagamento delle quote), a marzo le è stato annullato dall’Unione Europea il regime speciale dei visti. Oggi una decisione analoga è stata presa dal Consiglio Federale della Svizzera, che ha sospeso l’esenzione dal visto fino al 3 febbraio 2023 per i passaporti emessi a partire dal 25 maggio 2015. Si è arrivati a questo punto a seguito di un’indagine delle autorità europee che ha evidenziato i rischi provenienti dal sistema dei “passaporti d’oro” (Golden Passport). Con questo programma Vanuatu concede la cittadinanza a coloro che effettuano investimenti nel Paese senza bisogno di risiedervi in maniera costante. Una volta preso il passaporto vanuatiano, si può entrare senza visto in tutti i ventisei Stati dell’area Schengen e soggiornare fino a un massimo di 90 giorni ogni sei mesi. Adesso invece non sarà più possibile per chi ha ricevuto il passaporto negli ultimi sette anni: le autorità svizzere si sono allineate a quelle di Bruxelles dopo aver notato determinate stranezze avvenute in questo lasso di tempo. L’investimento richiesto per avere la cittadinanza, ad esempio, era relativamente basso; i passaporti venivano conferiti senza particolari controlli presso le autorità del Paese di origine;  venivano negati raramente ed erano concessi sempre più spesso a cittadini di Stati che hanno in vigore con UE e Svizzera un regime classico di visti. Infine mancava un adeguato nulla osta di sicurezza, così che la cittadinanza vanuatiana veniva data anche a individui inseriti nella banca dati dell’Interpol. Il governo di Vanuatu era già stato avvertito da Bruxelles che se avesse proseguito su questa linea l’esenzione dal visto sarebbe stata tolta.

Se da una parte diventa più difficile per i vanuatiani venire in Europa, dall’altra l’arcipelago riapre al turismo. Vanuatu è rimasto uno degli ultimi Paesi del mondo a tenere sigillate le frontiere contro il Covid: a partire dal prossimo luglio, però, si potrà entrare indipendentemente dalla vaccinazione, senza quarantene e mostrando semplicemente il risultato negativo di un test antigenico rapido. Ora che hanno riaperto anche i Paesi vicini, cioè le isole Figi e le Samoa, Vanuatu doveva decidersi per una mossa che ridasse fiato all’economia: fino al 2020, infatti, ben il 40% del PIL dipendeva dal turismo. Tuttavia proprio in questo settore adesso c’è il problema della mancanza di personale qualificato: per poter sopravvivere molti se ne sono andati in Australia o in Nuova Zelanda come lavoratori stagionali. Ora il governo di Port Vila sta avviando iniziative per colmare il vuoto prima della riapertura, ma si teme che manchi il tempo sufficiente per istruire adeguatamente i giovani; probabilmente non vi sarà subito il tutto completo, così che vi saranno le settimane necessarie per completare la preparazione.

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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