Ucraina, deputato di maggioranza abbandona per protesta il partito di Zelensky
Il deputato ucraino Dmytro Kostiuk ha abbandonato per protesta il partito di maggioranza Sluha Narodu (Servitore del Popolo) di Zelensky. Lo ha annunciato pubblicamente durante la sessione parlamentare del 31 luglio, dedicata al voto per la legge di emendamento sulle agenzie anti-corruzione.
La discussione e il voto sulla nuova legge
Il parlamento monocamerale ucraino, la Verkhovna Rada, ha discusso e a votato il disegno di legge n.13533 contenente emendamenti alla contestatissima norma che avrebbe posto sotto controllo diretto dell’ufficio presidenziale i due enti nazionali anti-corruzione, il NABU e il SAPO. La bozza è passata con 331 sì dei 450 deputati. Su insistenza di questi ultimi è stata immediatamente siglata dal presidente della Camera Ruslan Stefanchuk e dallo Zelensky. L’approvazione non è stata comunque priva di ostacoli e polemiche. Sono volati slogan e accuse violente e a tratti si è sfiorata la rissa. L’ex premier Yulia Tymoshenko si è opposta alla legge denunciando un “controllo esterno” del Paese. La deputata di opposizione Ivanna Klympush-Tsintsadze ha incolpato l’Ufficio presidenziale di “gestire il Parlamento come una cooperativa agricola sovietica”. Altri membri del partito di Zelensky ha ammesso gli errori e alzato cartelli con slogan di protesta.
Le ragioni di Kostiuk
Data l’importanza della questione, in via eccezionale la sessione parlamentare è stata trasmessa in diretta. Kostiuk dunque è uscito dalla maggioranza esponendo le sue ragioni mentre i cittadini assistevano alla seduta plenaria. La sua decisione è una protesta contro il voto del 22 luglio con cui era passato il disegno di legge n.12414 che avrebbe subordinato NABU e SAPO a un procuratore generale nominato da Zelensky. Kostiuk ha detto di aver dato il suo voto a seguito di pesantissime pressioni. Ha rivelato che lui ed altri deputati sono stati minacciati di “fare la stessa fine di Vitaly Shabunin”, l’attivista anti-corruzione indagato qualche settimana fa con l’accusa di abuso di fondi e di renitenza alla leva. Il suo appartamento è stato perquisito e gli sono stati confiscati computer e telefoni. Adesso rischia 10 anni di carcere.
Che si tratti di una vendetta costruita su accuse pretestuose risulta evidente a tutti, sia in Ucraina che all’estero. Infatti Shabunin è partito volontario per il fronte nel 2022 e oggi è membro dell’esercito. Lui stesso asserisce che questo attacco giudiziario sia stato avviato con l’assenso del potente capo dell’ufficio presidenziale Andrii Yermak, braccio destro di Zelensky e figura molto controversa. Shabubin spiega che vogliono punirlo per dare prova di onnipotenza politica e mostrare un esempio che scoraggi coraggiosi.
Crepe che si allargano nella maggioranza
L’uscita di Kostiuk non era stata preannunciata, ma si inserisce nel contesto di tensione sociale e di calo di consensi al presidente sia fra i cittadini che fra gli stessi sodali di Zelensky. Sempre meno ucraini tollerano che l’ufficio presidenziale accresca i suoi poteri e lo faccia senza alcun tipo di responsabilità politica. Con la legge marziale che lui stesso prolunga ogni volta, Zelensky può rimanere in sella e governare quasi senza opposizione, col Parlamento che si limita a eseguire i suoi ordini. Però adesso pure gli alleati occidentali storcono il naso e gli chiedono più equilibrio. E la stessa maggioranza parlamentare mostra preoccupanti crepe che si allargano ogni giorni di più. Da almeno due anni, periodicamente alcuni membri mostrano l’intenzione di lasciare il partito, diventano deputati indipendenti oppure vengono sospesi.
Le proteste popolari
Le manifestazioni di piazza erano scoppiate il 22 luglio a Kiev e in altre grandi città del Paese non appena era iniziata a circolare la notizia della legge sul controllo degli enti anti-corruzione. Le proteste sono state così forti e diffuse da far parlare di “nuovo Euromaidan”. Di sicuro è stata l’ondata di critiche popolari più forte da tre anni a questa parte. Per la sessione del 31 luglio una folla numerosa si è riunita a Mariinskyi Park, proprio nei pressi del Parlamento. Nonostante la legge marziale ponga restrizioni alla libertà di assembramento, la polizia non è intervenuta per disperdere i manifestanti né a Kiev né nelle altre città. Forse le autorità non erano preparate a gestire una resistenza civile di tali dimensioni e non hanno potuto impedirle. Quando si è saputo che gli emendamenti erano passati, i cittadini hanno esultato.
Dall’Unione Europea pressioni, elogi e dubbi
Le agenzie anti-corruzione NABU e SAPO sono state create una decina di anni fa per soddisfare i requisiti che l’Europa imponeva per concedere assistenza finanziaria e il regime di ingresso senza visti. I partner occidentali, Unione Europea in primis, hanno spinto molto per rendere questi enti attrezzati e operativi, in modo da scardinare alla radice il sistema di corruzione. Purtroppo non ci sono riusciti, nonostante gli sforzi profusi e gli scandali politici che sono scoppiati, ma Bruxelles vorrebbe far diventare l’Ucraina il prima possibile il 28esimo Stato membro. La UE non può però ignorare quanto accaduto di recente. La Commissaria europea per l’Allargamento Marta Kos si era detta preoccupata per questo “grave passo indietro”. Ora che la legge è stata emendata tira un sospiro di sollievo, ma ribadisce: La legge odierna ristabilisce tutele cruciali, ma le sfide rimangono. La UE appoggia le richieste di riforma dei cittadini ucraini.

52 anni, padre di tre figli. E’ massimo esperto di Medio Oriente e studi geopolitici.

