Tasmania, il buco di bilancio fa cadere il governo

Tasmania, il buco di bilancio fa cadere il governo

28 Giugno 2025 0

Problemi di bilancio pubblico e conseguente crisi politica per la Tasmania, Stato insulare dell’Australia. Con un deficit tremendo e una mozione di sfiducia che ha fatto cadere il governo locale, i tasmaniani si preparano alle elezioni del 19 luglio per rinnovare la Camera dei Rappresentanti.

Mozione di sfiducia

Alla fine di maggio il governo ha pubblicato il bilancio statale. I conti pesantemente in rosso hanno spinto Dean Winter, il leader Labor dell’opposizione, a presentare una mozione di sfiducia che ha avuto l’appoggio di vari partiti e di deputati indipendenti. Il voto parlamentare del 5 giugno ha decretato la caduta del governo Liberal di Jeremy Rockliff, primo ministro dal 2022. La campagna elettorale è partita subito. I dibattiti non sono circoscritti al buco nei conti pubblici, ma riguardano anche la sanità, crisi abitativa, la bassa scolarizzazione e la questione del stadio di Macquarie Point, un progetto costosissimo e quasi imposto alla Tasmania dall’Australian Football League.

Buco di bilancio

I conti presentati dal governo sia per l’anno finanziario 2025/26 sia per le previsioni fino al 2028/29 hanno raggiunto un livello quasi drammatico. Si tratta del record negativo nella storia della Tasmania e attualmente è il bilancio peggiore fra tutti gli Stati che compongono l’Australia. Alla fine di maggio la cifra comunicata per al 2028/29 era di 10,8 miliardi di dollari australiani, poi addirittura corretta al rialzo, portandola a 13 miliardi. Secondo il Prospetto finanziario preelettorale del Dipartimento del Tesoro (PEFO), occorrono delle “azioni immediate e prolungate” per porre rimedio.

Le raccomandazioni del PEFO

La funzione del PEFO è di mostrare in maniera trasparente la situazione finanziaria all’inizio della campagna elettorale. Il suo esito è stato altresì di individuare il problema strutturale e di stabilire che “in quanto Stato, la Tasmania spende più di quanto guadagna, mentre tale forbice si allarga”. Nella relazione c’è scritto infatti che le spese, spinte significativamente dalle esigenze e dai costi della sanità, stanno crescendo a un passo maggiore delle attuali fonti statali di introito. Poi aggiunge che una futura crescita economica non basterebbe a sistemare la questione, perché il ritmo con cui il debito aumenta è troppo elevato. Bisogna dunque tagliare in primo luogo le spese e farlo in maniera decisa già a partire da oggi.

Rimpallo di responsabilità

Il vicepremier e responsabile del Tesoro Guy Barnett dà sostanzialmente la colpa all’opposizione, quando afferma che le elezioni anticipate hanno fatto deragliare le misure che il governo aveva intrapreso per coprire il buco di bilancio. Secondo lui, i primi risultati sono già visibili dal prospetto 2025/26 e ve ne sarebbero stati di migliore se solo questo percorso virtuoso non fosse stato fermato dai Labour. A loro volta questi ultimi accusano i Liberal di aver “taroccato” i conti e di aver mostrato cifre inferiori a quelle reali. Nell’ultimo anno il governo ha ventilato l’idea di vendere parte dei beni statali per ripianare i debiti, ma adesso che è iniziata la campagna elettorale tutti i partiti promettono di non ricorrere a questo sistema. Il Dipartimento del Tesoro sostiene che una tale iniziativa possa essere presa in considerazione, a patto di valutarne attentamente l’impatto e gli effettivi benefici.

Vincenzo Ferrara
VincenzoFerrara

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